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PRESS
Reviews
- "Obstacles"
| 2005
[ Deserted
Factory Cd-r]
-
Andrea Valeri - www.zeromagazine.it Dietro
il progetto Subinterior si cela, e chi è appassionato di sonorità
ambient da catacomba lo sa già, Andrea Freschi, noto soprattutto per le
collaborazioni con alcune delle più interessanti realtà italiane,
Canaan e Weltschmerz. Come già specificato, Obstacles, terzo lavoro
di Subinterior uscito per la label nipponica Deserted Factory, tratta un ambient
embrionale ed opprimente, sulla scia dei più grandi maestri del genere,
colossi come Megaptera, Raison d'Etre, Lustmord, Atrium Carceri e Inade. A
tappeti di minimale atmosfera noctifera si alternano e si sovrappongono come cirri
di bruma caliginosa, stratificazioni noise che procedono in maniera tenue, con
percezioni minime, verso un abisso sospeso tra follia, demenza ed irrealtà
sommersa oltre il reale ( Electron tube ). Echi di lamiere, improvvise scudisciate
di rumore, stravolgono un'apparente calma oscura che striscia e serpeggia in camere
vuote ed asettiche ( The corridor of the empty rooms ). Un soffocante concerto
di clangori sussulta al centro di una fabbrica di inquietudine, dove meccanismi
alieni agiscono indisturbati ed indifferenti ( Asynchronism ). Sicuramente
però, le due tracce più interessanti sono le conclusive Circulation
e Hurst , in cui lamenti di voci sepolte e strazianti nenie di gracchianti scorie
metalliche, uniti al consueto impasto dark ambient butterato di noise, creano
una tensione palpabile, dando vita ad un seminale terrore che torreggia aldilà
della musica. A dir poco claustrofobico!
- Roberto Michieletto
- www.musicclub.it È
consigliato lascolto di Obstacles in cuffia. È questo
il primo suggerimento che vi posso dare al fine di apprezzare al meglio il nuovo
lavoro (terzo dopo due auto-prodotti e il primo rilasciato via Deserted Factory)
da Subinterior, progetto nato per mano di Andrea Freschi, già batterista
con i Canaan di A Calling To Weakness e con i Weltschmerz di Capitale
De La Douleur (per la cronaca: due ottimi dischi). Lalbum si dipana
lungo sei brani composti con il solo utilizzo di campionamenti e rumori catturati
e successivamente processati per mezzo di opportuni software. Al di là
delle tecniche di registrazione/composizione quello che ci interessa è
il fatto che lobiettivo (dichiarato) di creare obsessive and gloomy
atmospheres venga raggiunto. E in effetti così è, visto che
le tematiche sviluppate sono di natura drone inquietante, noise industriali in
bassa frequenza (pur se alcuni picchi vanno a lambire il power elettronico), dark
ambient disturbata, riverberi metallici in movimento, distorsioni captate in profondità
musicali tali da indurre alienazione mentale e una sorta di minimalismo strisciante.
Il tutto viene poi avvolto da un senso di drammaticità e da un sentore
di cataclisma imminente.
-
Eugenio Maggi - www.chaindlk.org Third
cdr release from Andrea Freschi's solo project, and after the self-released "Outfall"
(2003) and "Insomnie" (2004) it's also the first one to be released
and distributed by a label, though on a limited run cdr. And, well, "Deserted
Factory" could also be a good description for this work: deep cavernous drones
juxtaposed or blended with reverberating machinery noises, truly bringing to mind
a huge abandoned factory. Freschi uses pretty much the same palette as in his
previous releases, but I really think he's dramatically improved the sound quality
and mix, which obviously makes a huge difference in works like these. Electronics
and software processing obviously play a major role, but there is no synth/keyboards
abuse as in many ambient discs. A short, focused and monochrome (in a positive
sense) work, "Obstacles" offers top-quality pieces of post-industrial
ambie nt, like "The corridor of empty rooms" and "Asynchronism",
which will hopefully give this now mature project the attention it deserves. -
Giuseppe Verticchio - www.oltreilsuono.com Dopo
due CD-R, usciti entrambi nel 2003 e realizzati come autoproduzione, con il nuovo
"Obstacles" Subinterior vede finalmente il frutto del proprio lavoro
"premiato" dall'etichetta giapponese "Deserted Factory", che
ha scelto produrre, seppure sempre su supporto CD-R, questa sua nuova release.
Sei brani, per una durata di poco inferiore ai 40 minuti, dominati ancora una
volta da atmosfere oscure, drones, ampie parte di apparente immobilità,
suoni tesi, lente progressioni, alle quali però si alternano e si contrappongono
parti di maggiore impatto e drammaticità, e nelle quali si fa più
marcata la radice industriale del suono proposto da Subinterior. Apre il CD-R
"Assestamenti", traccia in cui compaiono efficaci onde di basse frequenze
sulle quali, poco oltre, vanno a sovrapporsi reverberati rumorismi industriali.
Segue quindi "Electron Tube", brano che ci proietta immediatamente lungo
un tunnel di basse frequenze, squarciato qua e là da sibili e rumori metallici,
nella cui parte finale compaiono morbidi ed evocativi accordi di pads. In "The
Corridory of the Empty Rooms" drones statici e atmosfere a volte prossime
al silenzio formano un substrato sonoro sul quale si alternano vari inserti rumoristici,
ora più aggressivi e improvvisi, ora più "discreti", ora
dall'impronta timbrica più bassa e profonda, ora più aspri, tesi,
metallici e taglienti. "Asynchronism" "esplode" quindi in
tutta la sua dinamica e a tratti quasi "epica" drammaticità.
E' qui che movimenti ritmici circolari e rumorismi di evidente impronta industriale
prendono il sopravvento sul magma sonoro, disegnando scenari di grande fascino
e di grande, inquieta, notturna suggestione. Ritorno quindi ad atmosfere più
tipicamente statiche e drone-based nel successivo "Circulation", brano
che evolve al meglio soprattutto nel potente crescendo e nel successivo decadimento
che ne caratterizzano gli ultimi minuti, laddove le masse sonore sono maggiormente
ricche e stratificate, e i suoni più accuratamente scelti, miscelati e
integrati. Chiude quindi il CD-R "Hurst", traccia in cui le "scariche"di
suoni aspri e metallici che caratterizzano i minuti iniziali, tendono via via
a lasciare spazio ad uno strato sonoro a base di drones elettronici, dissolvendosi
completamente nell'ultima parte. Dall'ascolto di questo nuovo lavoro appare evidente
come Subinterior stia continuando ad espandere in varie direzioni la propria ricerca
sonora, raccogliendo continuamente nuovi elementi e nuove idee, e arricchendo
attraverso l'utilizzo di esse la propria proposta musicale. L'artista ha già
dimostrato di saper descrivere egregiamente atmosfere oscure di grande presa,
e l'utilizzo di sonorità di impronta più spiccatamente industriale
che caratterizzano "Obstacles" ampliano ulteriormente le possibilità
di espressione e il raggio d'azione. Mi piacerebbe ancora, in una futura release,
poter ritrovare, integrati a tali soluzioni, e utilizzati in forma anche un po'
più ampia, quegli elementi discretamente melodici e più "musicali"
che ho potuto cogliere, ad esempio, nel brano "Close to the End" del
precedente CD-R "Insomnie". Credo che una ricerca in questo senso potrebbe
davvero imprimere alla nuova musica di Subinterior una svolta decisiva, elevandone
ulteriormente la "personalità" e la già indiscutibilmente
elevata qualità artistica... -
Michele Dicuonzo - www.sensorium.it Terza
sortita per il progetto Subinterior curato da Andrea Freschi (che, ricordiamo,
é il batterista di Canaan e Weltschmerz), che vede la luce sull'etichetta
nipponica Deserted Factory dopo i due demo autoprodotti "Outfall" e
"Insomnie". Eravamo curiosi di apprendere la direzione intrapresa per
questa release sulla lunga distanza, e dall'ascolto di "Obstacles" si
evince soprattutto la rinnovata volontà di rarefazione e minimalismo sonico
che da sempre alberga la proposta del nostro. Preso atto dell'evidenza, vale la
pena di sottolineare la qualità delle sei lunghe tracce incluse nel dischetto:
il senso di compiutezza dell'opera é ineccepibile in questa occasione,
laddove Subinterior riesce a sintetizzare in guisa oltremodo efficace gli intendimenti
alla base della sua scrittura: isolazionismo dark-ambientale venato di tessiture
industriali davvero ispirato e suggestivo (notevole, in questo senso, l'artwork
che accompagna il tomo). L'opener "Assestamenti", nella sua dosata
progressione di drones, rappresenta l'incipit ideale per le atmosfere gelide,
ossessive e sibilanti proprie di "Obstacles". Eccellente la successiva
"Electron Tube", sorta di sgranata autopsia di una nebulosa cosmica,
graziata da un epilogo cupo e meditativo che mi ha ricordato l'Harold Budd di
"Abandoned Cities". "The Corridory of the Empty Rooms" suona
più minacciosa e sinistra, mentre "Asynchronism" introduce un
vaporoso 'loop' che, al pari dell'altrettanto evocativa "Circulation",
filtra qualche parvenza umana nel lisergico finale. In chiusura, "Hurst"
dissolve gli ectoplasmi metallici introduttivi in un silente grumo elettrostatico. Notturna
ed onirica per vocazione, la proposta di Subinterior rimanda agli inquietanti
affreschi elettronici dell'Aphew Twin più ambientale, cosi' come trascende
gli scenari morbosamente tenebrosi di un Nordvargr. Ambientazioni risolutamente
mentali, per certi versi ipnotiche, che, al pari di una presenza organica, si
conformano all'ambiente circostante ostentando segnali di vita propria. Senza
dubbio, il lavoro più riuscito e consapevole di Subinterior ad oggi. -
Mirko Lucentini - www.kronic.it
Esce per la giapponese Deserted Factory questo terzo lavoro (dopo due demo
autoprodotti, `Outfall` e `Insomnie`) di Subinterior, progetto curato da Andrea
Freschi, già batterista di Canaan e Weltschmerz. L`idea alla base del progetto
é quella di creare musica esclusivamente attraverso la rielaborazione e
l`uso di samples e rumori catturati nell`ambiente che ci circonda, per offrire
all`ascoltatore atmosfere ossessive, cupe e claustrofobiche. Sicuramente questo
`Obstacles`, nella sua integrità, suscita sensazioni di profondo disagio,
e i quasi 40 minuti di dark-ambient isolazionista e solcato da trame industriali
sono in grado di apportare una costante `tensione` nell`ascoltatore. Tuttavia,
va detto che il lavoro risulta comunque eterogeneo, dal momento che alle parti
`asfittiche`, di staticità o lenta progressione, vanno ad alternarsi momenti
di maggior drammaticità in cui le onde di basse frequenze lasciano il posto
a inserti rumoristici talvolta schizofrenici, talvolta più morbidi e `densi`.
Così, ad esempio, all`opener `Assestamenti`, dalle atmosfere gelide e sibilanti,
segue una `Electron tube` dall`esordio nichilistico ma dal finale progressivo
ed evocativo, ad una `Asynchronism` dai toni nebulosi ed evocativi in cui voci
distorte fendono l`atmosfera, si alterna `Hurst`, in cui i drones elettronici
vanno a sostituirsi a `sferzate` acide e sintetiche. Come per le altre uscite
discografiche del genere, c`é una certa difficoltà ad immedesimarsi
negli artisti i cui stati d`animo partoriscono questi lavori, ma è innegabile
e piuttosto evidente la capacità di Subinterior nel suscitare emozioni
di un certo spessore. - ANM - www.auralpressure.com Field
recordings are the new black. It seems that no where on this planet has some artist
not set up their recording equipment then taken the results home and processed
and manipulated them into pieces of music. The end product is either very easy
ambience on the ear or a shambles of experimental tomfoolery gone mad. My own
musical collection already has CDs from deserted catholic schools, Indian market
places, barbed wire, volcanoes, flour mills, seaside towns, birds, insects, books
the
list is endless. If you can stick a microphone near it you can be assured someone
somewhere will have produced a cd dedicated to it. Subinterior (the artist
who appeared as drummer on Canaan & Weltschmerz) has used everything from
lathes to doors to wheels and beyond to tape his atmospheres before adding a bit
of technical know how and jiggery pokey to create a recording which straddles
all the ambient styles. Without the aid of proper (or what most people would regard
as proper) instrumentation this experimental side to music should never be ignored.
The soundscapes created here over the six tracks are just as varied and intense
as anything released using conventional methods. Haunting and brooding, with a
fine line in sub base like throbs, there is a brilliant sheen of black ambience
that dominates and permeates the pieces. The slow build up of some of the sounds
raises in intensity but never crosses the unmarked line into total noise whiteout,
whilst others take on dreamlike floating forms creating ethereal dimensions. The
very nature of procuring the sources for this music from such unusual places will
put a lot of people off experiencing the Subinterior sound for themselves. Mentioning
the word experimental is the kiss of death . So dont think of
"Obstacles" as experimental. Dont even think about where the sounds
utilised originated from. Instead open your mind and let Subinterior be your guide
and host to music that will take you on a magical journey through the different
foothills of ambient lands.
- Frans de Waard - VITAL
WEEKLY Although we don't get to hear who is behind Subinterior, he is also
involved, as a drummer, in a band called Weltschmerz and one called Canaan, plus
a dark ambient/industrial project Coma Divine. As Subinterior he works with field
recordings, mostly of a nocturnal kind ( safety doors, lapping wheels, industrial
refrigeration plants etc., which sound like recorded at night), which are then
transformed through the use of software. The six resulting pieces are all quite
alright within the realms of dark ambient with industrial touches. The metallic
rumbling of someone trying to break down the fence around the factory area are
embedded in stretched out fields of captured wind sounds and slowed down conveyer
belts. In it's genre nothing new under the moon, but well executed. Seems like
made to measure for a label with such a name.
- Tomasz Lewick
- www.beastofprey.com SUBINTERIOR
jest wloskim projektem poruszajacym sie w klimatach mrocznego dark ambientu. "Obstacles"
jest trzecim pelnym materialem tego projektu, wydanym przez niewielka firme Deserted
Factory. Zapewne niewiele osób kojarzy ten projekt, poprzednie dwa krazki
SUBINTERIOR byly wydane wlasnym sumptem przez sam projekt, tak wiec nie mialy
wiekszej mozliwosci aby dotrzec do wiekszego grona odbiorców. W sklad "Obstacles"
wchodzi szesc utworów, utrzymanych w klimacie bardzo mrocznego i psychodelicznego
dark ambientu, z cala masa róznego rodzaju szumów i sprzezen. Muzyka
jest dosc jednorodna, nie uslyszymy tu zadnych nowych rzeczy, a kazdy kawalek
jest blizniaczo do siebie podobny. Momentami tylko, mozna znalezc nieco wiecej
zimnych, industrialnych motywów. Trudno napisac zbyt wiele o muzyce tego
projektu, wszyscy ci, którzy znaja dokonania na przyklad HERBST 9 doskonale
wiedza o co chodzi. Muzyka jest przytlaczajaca i bardzo dobrze slucha sie jej
wieczorem, przy zgaszonym swietle. Rewelacja to na pewno nie jest, ale mimo wszystko
plytka wytwarza odpowiedni nastrój. Dla fanów mrocznych przestrzeni
jest to krazek, który pewnie sie spodoba, ale ile razy mozna sluchac kopii
HERBST 9... Reasumujac "Obstacles" jest albumem pelnym mroku i wielu
niepokojacych motywów, które bardzo dobrze wprowadzaja umysl sluchacza
w odmienne stany leku i strachu.
- Daniele - www.feindesland.de Subinterior
ist das Dark Ambient - Projekt von Andrea Freschi, der sein Können als Schlagzeuger
schon auf "Calling the weakness" von Canaan (ein empfehlenswertes Album)
und "Capitale de la douleur" von Weltschmerz unter Beweis stellen konnte.
Weiterhin ist er Teil vom Dark Ambient/ Industrial - Projekt "Coma Divine",
das derzeit leider auf Eis gelegt ist. Schon im Jahr 2003 wurden zwei eigenproduzierte
CD-R unter Subinterior mit sehr gelungenen Covers veröffentlicht, was im
Falle von "Obstacles" leider nicht der Fall ist, da ich keinerlei Bezug
vom Cover zur Musik von diesem Projekt finden konnte. Das aktuelle Werk wurde
von dem japanischen Label "Deserted Factory" veröffentlicht, aber
auch dieses Mal liegt nur eine CD-R vor. Herr Freschi erschafft Songs mit
den Geräuschen und Klängen unserer Umwelt, die mit Hilfe eines Mini
Disc Recorders aufgenommen werden. Somit stellte sich meine Wahl als zutreffend
heraus, die CD auf eine MiniDisc aufzuzeichnen und mit meinem MD Recorder durch
den Wald spazieren zu gehen. Wie so oft bei Dark Ambient, entfaltet das Album
seine Vorzüge erst, wenn man es mit Kopfhörern hört. Daher bildete
der Spaziergang einen sehr interessanten Kontrast, einerseits die Natur des Schwarzwaldes
andererseits die mithilfe einer Software weiterverarbeiteten Klänge von u.a.
Drehbänken, Reifen. Auf meinem Spaziergang begleiten mich sechs Tracks,
deren Gesamtlänge knapp 40 Minuten hat. Das Ziel des Projektes ist, durch
das benutzten unüblicher "Instrumente" düstere Atmosphären
zu erschaffen. Größtenteils gelingt es ihm tatsächlich, den Hörer
mit einem eigenwilligen Klang zu überzeugen. Hervorheben möchte ich
vor allem "The Corridor of the empty rooms", das eine sehr bedrückende
Atmosphäre aufbaut, die ihm durch die minimale Nutzung seiner aufgenommen
Geräusche gelingt. Mein persönlicher Anspieltipp ist "Asynchronism",
kein reiner Dark Ambient - Track, der einen Rhythmus aufzeigt und auch mit altem
Industrial liebäugelt. Eine tatsächlich sehr bedrückende Atmosphäre,
die man wohl nicht abends alleine im Wald hören sollte. Doch das Album zeigt
auch einen Schwachpunkt mit "Electron tube", welches sich in seinem
langsam Trackaufbau tatsächlich im Nichts verliert. Zwar baut es eine gewisse
Leere auf, die aber bei mir keinerlei Empfinden, sondern ansatzweise Langeweile
aufkommen lässt. Insgesamt empfinde ich "Obstacles" gelungen,
obwohl ich für die Länge des Albums ein ergreifenderes Album erwartet
hätte. Gespannt kann man auf die neue Veröffentlichung sein, denn hat
Freschi doch viele interessante Ideen verarbeitet und vor allem bleibt offen,
ob das nächste Album nur Dark Ambient sein wird, oder mehr Einflüsse
aus anderen elektronischen Bereichen haben wird, die ich persönlich wohl
begrüßen würde. |