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Intervista di Michele Dicuonzo - Sensorium.it
Su
queste pagine virtuali, abbiamo seguito il percorso del progetto Subinterior dagli
esordi ad oggi, sino alla recente, rimarchevole ultima release "Obstacles".
Trattasi senza ombra di dubbio di una delle realtà più interessanti
in ambito 'dark ambient' o isolazionista che dir si voglia. Abbiamo pertanto contattato
il disponibile Andrea Freschi per approfondire gli intendimenti alla base della
sua misteriosa creatura...
- Innanzitutto vorrei chiederti se le collaborazioni con
Canaan e Weltschmerz sono ancora attive e d'attualità. Ci
sono inoltre nuove per quanto concerne i Coma Divine?
Con i Canaan stiamo registrando
i nuovi pezzi per il successore di "A Calling To Weakness", mentre per
quanto riguarda Weltschmerz e il progetto Coma Divine almeno per il momento è
tutto congelato, per ragioni legate alle proprie attività ed impegni personali.
- Cosa ti ha condotto alla creazione del progetto Subinterior?
Che genere di emozioni volevi esprimere per tramite di questo?
La creazione di Subinterior
è partita come una sorta di 'sfida' tesa alla composizione e nel tentativo
di 'musicare' dei suoni e rumori che mi circondano ogni giorno. Sono partito cinque
anni fa con niente dal niente. Più che esprimere cerco di emozionare chi
ascolta i miei pezzi ricreando quelle atmosfere sullo sfondo di quei luoghi immaginari
che sono un po lo scheletro di quei suoni.
- Il tuo processo compositivo recupera sonorità
dell'ambiente circostante che vengono opportunamente 'trattate'
per l'utilizzo: ci puoi descrivere meglio tale procedimento? Quali
le 'fonti' di tali suoni e che tipo di filtro (software, samples
o altro) adoperi per adattarli ai brani di Subinterior?
Tutto è partito da registrazioni
catturate con un semplicissimo registratore a cassetta ed un microfono, successivamente
'rivoluzionate' con l'aiuto di appositi software musicali. Questo per quanto riguarda
le tracce per il primo cd-r "Outfall", mentre a partire da "Insomnie"
ho iniziato ad utilizzare un mini-disc che ha giovato sia alla pulizia delle tracce
e sia alla facilità di trasferimento dei dati verso il pc. Raramente utilizzo
degli strumenti veri e propri, uneccezione in questo senso è per
esempio "Close to the End".
- La tua musica suona notturna ed onirica per vocazione:
é un caso, oppure esiste un nesso ontologico con le ambientazioni
crepuscolari?
Non è un caso. Infatti quasi tutte
le registrazioni sono avvenute di notte e più precisamente nell'ambiente
in cui lavoro. Pensa ad un locale grande quanto un centro commerciale pieno di
sistemi refrigeranti, motori , turbine, tubi pieni di vapore che si raffreddano
di colpo sprigionando rumori surreali e sinistri. In questo posto sono nati molte
delle mie tracce, un esempio: il brano "The Corridor Of The Empty Room"
è strutturato su rumori che non sono altro che delle porte 'tagliafuoco'
del peso di quintali che sbattono con violenza.
- Hai mai pensato di introdurre altri collaboratori 'esterni'
alla corte di Subinterior? Oppure trattasi di un'entità che
é nata e resterà sostanzialmente 'solista'?
Proprio
in questo periodo sto collaborando con New Risen Throne (www.stielh.com), un'oscura
entità sonora contraddistinta da una produzione di tracce molto cupe. Consiglio
vivamente di ascoltare i suoi lavori, non ne rimarrete delusi. Il progetto a quattro
mani uscirà con un nuovo nome.
- Dopo due demo ("Outfall ed "Insomnie"),
il nuovo "Obstacles" vede la luce su una label nipponica,
la Deserted Factory: come sei entrato in contatto con questa etichetta?
Puoi raccontarci qualche dettaglio relativo alla vostra collaborazione?
Come
è mia abitudine fare ho spedito decine e decine di demo a tutte le etichette
che riuscivo a contattare, considerando a priori che molte label hanno decine
di realizzazioni in coda per i prossimi anni. Non è stato il caso dei ragazzi
della Deserted Factory che mi hanno ricontattato subito proponendomi la pubblicazione
di "Obstacles".
- L'artwork che accompagna "Obstacles" é
particolarmente evocativo: chi é l'autore? Che tipo di interpretazione
volevi associare all'illustrazione di copertina?
L'artwork in effetti,
anche se un po' astratto, è abbastanza particolare. E' stato fatto da uno
dei ragazzi della Deserted Factory ma, sinceramente, non ho idea di cosa volesse
esprimere. Qualcuno mi ha detto che nello stile grafico ricorda un po alcune
illustrazioni di "Vitalogy", un album dei Pearl Jam, illustrazioni quasi
grottesche, abbastanza simili nello stile.
- L'opera di Subinterior é prossima alle sperimentazioni
'isolazioniste' in voga nello scorso decennio. Cosa ha rappresentato
questa 'scena' per te?
Dipende molto dai tipi di suoni
e rumori che si utilizzano. Sinceramente l'ascolto di alcuni mi lascia piuttosto
indifferente, altre volte mi imbatto in suoni molto potenti che diventano una
risorsa importante, una fonte di ispirazione.
- Nel tentativo di recensire i tuoi tre lavori, ho spesso
citato i Main di Robert Hampson, Nordvargr o l'Aphex Twin più
ambientale: riconosci tali influenze? Quale il tuo pensiero a proposito
degli autori citati?
Penso che associ pezzi come "Metropolis"
per ricordare i Main. Un paragone con Nordvargr non può che lusingarmi,
mentre Aphex Twin non é vicino ai miei gusti.
- "Obstacles" suona rarefatto e minimale al pari
dei due tomi precedenti: tale 'trademark' sonico é destinato
a confermarsi nelle prossime releases, oppure dobbiamo attenderci
l'introduzione di nuovi elementi (nello specifico, faccio riferimento
al brano "Close To The End", apparso in "Insomnie")
?
Più
che 'confermarmi' con un determinato suono preferisco sperimentare sempre cose
nuove. Spero di uscire ogni volta con un lavoro nuovo, o meglio, diverso dal precedente.
In effetti "Close to the end" è il brano che mi è riuscito
meglio e non è detto che un mio prossimo lavoro non sia basato su melodie
di chitarra. Lo stesso discorso può valere anche per un brano come "A
Subtle Vapour" contenuto in "Outfall" che nella sua semplicità
è, a mio parere, un brano molto efficace.
- Cosa pensi, in termini generali, dell'ambient music e
dell'opera del precursore Brian Eno?
L'ambient
music mi piace molto e considero Brian Eno un artista di grandissimo spessore
e un ottimo musicista, ma non lo conosco così approfonditamente da poter
analizzare le sue opere.
- Hai mai pensato ad un'esibizione dal vivo di Subinterior?
Se sì, in quali termini?
No, non ho mai pensato
ad un concerto e non penso sarà mai fattibile.
- Quali sono le priorità/iniziative del tuo progetto
per il prossimo futuro?
Quest'anno usciranno due miei lavori su cdr e ne sono entusiasta;
nei miei obiettivi cè sempre la ricerca di nuovi suoni
e nuovi oggetti da suonare.
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