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Intervista di Fabrizio Garau - Audiodrome.it

Siamo passati molto spesso dalle parti di Andrea Freschi, sia parlando dei Canaan, sia delle uscite della sua etichetta Opaco Records, ma pure occupandoci più in profondità di suoi e nostri amici come Andrea Marutti, Andrea Penso e Giuseppe Verticchio. Abbiamo dunque approfittato dell'uscita di Mesmerize per fare quattro chiacchiere anche con lui.

- Ti conosco come Subinterior e come batterista nei Canaan. Qual è stato il tuo primo amore in termini di strumentazione e come sei cresciuto nel tempo da questo punto di vista? Nei Canaan contribuisci alle parti dark ambient?

Andrea Freschi: Il mio strumento è la batteria. Ho iniziato a suonare all’età di quindici anni passando da un gruppetto all’altro, ma niente di importante. Ho fatto parte per un periodo di un gruppo di “percussionisti industriali” sullo stile dei Tambours Du Bronx, suonando in parecchie date live. Poi, dieci anni fa, sono stato contattato per entrare a far parte del progetto musicale Weltschmerz, partecipando alle registrazioni di Capitale De La Douleur. Dei Weltschmerz faceva parte anche Mauro Berchi, che, dopo questa collaborazione, mi ha proposto di suonare nei Canaan. Per le parti dark-ambient nel cd The Unsaid Words ho lavorato insieme a Mauro su alcuni campionamenti.

- Nello specifico, sono curioso di sapere come ti sei avvicinato alla tecnica del field recording e se c’è qualche artista in particolare che ti ha spinto ad approfondirla.

L’amicizia con Mauro Berchi e la sua straordinaria conoscenza musicale mi hanno fatto incontrare un genere a me quasi sconosciuto. Sono stato sempre affascinato dalle colonne sonore cinematografiche e da alcuni rumori e suoni che si percepiscono durante la visione di un film. Il buon Mauro, con cui parlavo di questo, mi diede da ascoltare un cd di Lustmord e da lì nacque la mia passione per questo affascinante genere. Ed è tramite la Eibon Records che ho conosciuto il progetto Amon di Andrea Marutti, artista milanese che mi ha aiutato molto nella tecnica del field recording con i suoi preziosissimi consigli.

- Mi sembra che – assieme ad altri progetti ai quali ti ritengo vicino – tu abbia una filosofia “less is more”, che ti interessi raggiungere/mantenere una certa essenzialità. In generale, comunque, hai delle idee-guida quando costruisci le tue tracce?

I miei pezzi prendono vita generalmente da una sola traccia. Il più delle volte non aggiungo nient’altro, tranne tonnellate di riverbero e delay. Altre volte lavoro su decine di piccoli frammenti che poi formeranno una traccia finita.

- Perché Mesmerize come titolo? È una delle parole preferite e più usate dai recensori di musica ambientale. C’è stato qualcosa in particolare che ti ha ispirato?

La mesmerizzazione mi ha sempre affascinato come teoria, perché tale è. E naturalmente mi aveva colpito il racconto di Edgar Allan Poe.

- Come mai – assieme a Mauro Berchi – hai scelto questo rosso scurissimo per rappresentare le atmosfere di Mesmerize?

Nella scelta del layout e delle immagini in genere sono piuttosto istintivo, non mi lego necessariamente al “tema” del disco o al titolo stesso, semplicemente, quelle texture e quei colori, specialmente l’immagine interna, erano quelli che mi piacevano di più, forse perché sembrano comunicare un qualcosa di ignoto che vuol venire alla superficie, qualcosa di malvagio che vuole sorprenderti.

- Hai utilizzato anche la chitarra come sorgente sonora per Mesmerize. Ci sono stati Fripp e Eno, ma ora in particolar modo questo strumento si trova spessissimo associato ad ambient et similia: si va da Fennesz al tutto il drone-metal, Oren Ambarchi, Tim Hecker… Noti anche tu questa tendenza o sono le solite elucubrazioni giornalistiche?

Come in ogni genere musicale ci sono i periodi di “tendenza” forse questo è uno di quelli ma, a dire la verità, non mi dispiace affatto, anzi, vorrei sapere suonare meglio la chitarra.

- Selaxon Lutberg è una bella novità per quanto riguarda il genere in ambito italiano: Audiodrome lo ha recensito e intervistato. C’è un rapporto di amicizia e di collaborazione musicale tra te e Andrea Penso, inoltre con la tua etichetta hai pubblicato alcune sue cose. Ci racconti la tua opinione su questo progetto?

Conobbi Andrea Penso e il suo progetto Selaxon Lutberg qualche anno fa su MySpace. Si instaurò subito un’ottima amicizia che ci ha portati a collaborare nella serie dei mini cd con il tema delle quattro stagioni. Con la Opaco ho pubblicato due cd-r a nome Selaxon Lutberg, di cui uno è la ristampa del suo primo bellissimo ep “Think”, l’altro con il titolo “Margini” sono tutte tracce inedite.

- Un’altra collaborazione stretta è quella con Andrea Marutti e Afe Records. Che cosa pensi di quest’etichetta ormai storica e dei lavori di Andrea, anche lui presente sul catalogo di Opaco?

Andrea Marutti è un amico, una persona molto leale ed affidabile. Mi ha aiutato molto con i suoi preziosi consigli di grande musicista e sperimentatore, nonché con la sua etichetta con la quale ha prodotto due miei lavori. Non potevo esimermi dal pubblicare con la Opaco il suo affascinante The Brutality of Misbreathing. Colgo l’occasione di ringraziare anche Giuseppe Verticchio (Nimh, Oltre il Suono) e Gabriele Panci (New Risen Throne) con cui ho collaborato nel progetto Konau.

- Tutta questa rete di collaborazioni (Eibon, Afe, Opaco, Cold Current), secondo te è comparabile a una “scena”?

Come dici bene tu è una sorta di collaborazione… tra amici.
Se è comparabile a una “scena”particolare non so risponderti. Pur essendo un ambiente abbastanza raccolto, quello che ci lega è la sperimentazione, tuttavia i nostri lavori viaggiano su binari diversi, ognuno ha un suo stile preciso (molto diverso l’uno dall’altro) che porta comunque ad un “genere” che ci accomuna per visione e ispirazione.

- Parlando di Opaco Records, come pensi di svilupparla? Quali sono i tuoi obiettivi con essa?

In questo periodo è uscito “Margini” di Selaxon Lutberg.
In un prossimo futuro, ma non so precisamente quando, conto di far uscire “I am”.
Un progetto parallelo di Morgan Bellini (Vanessa Van Basten) molto coinvolgente.