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"Un mondo in me"

- Antonio Loschi -
Un mondo in me di Neronoia, nuova creatura di Mauro Berchi e Gianni Perdetti, è un album davvero notevole, splendido - di una bellezza straziante, lo definirei ossimoricamente -, perfetto connubio fra il sound Canaan e il sound Colloquio, espresso in nuove, aggiornate soluzioni , del resto già emerse, accennate, nel recente The Unsaid Words dei Canaan (meno distante da Un mondo in me di quanto possa sembrare a un ascolto superficiale). Non smentita ma compimento, esito maturo di un percorso sonoro che negli anni ci ha offerto frutti attraenti quanto venefici. Trovano qui tutto il loro senso quelle sperimentazioni dark-ambient intercalate da Mauro nei lavori targati Canaan, apparentemente irrelate alle tipiche composizioni dark-wave - che hanno contraddistinto, reso inconfondibile quel sound -, quasi fossero il vezzo disorientante di chi ospita nella propria etichetta numerosi progetti appartenenti a quel filone e che, infatti, hanno lasciato perplesso più di qualcuno. Un mondo in me è ancora dark-wave chitarristica compassata e desolata che viene dal profondo, ma contaminata, sfregiata e talvolta interrotta da battiti e fremiti industriali, avviluppata in involucri fascinosi e dolenti di tastiere ambientali, ora sullo sfondo ora in primo piano - ammiccanti, con discrezione a certe soluzioni cold-wave già percorse dai Colloquio in Va tutto bene - che la spingono ancora più giù, nell’abisso. Ma ogni tentativo di definizione, ogni tentativo di confinamento in un genere, non renderebbe giustizia a questo capolavoro musicale del decadentismo intimistico - esistenziale. Altro che gotici castelli, vampiri sanguinanti, dark-ladies assassine...
Colpisce la compattezza serrata che i creatori sono riusciti a conferire alla struttura, all'architettura del tutto, considerando che i singoli elementi sono stati composti in tempi diversi, “negli anni”, come dichiarato all'interno del libretto. Tanto che il tutto fa pensare a concept album privato del refrain che ritorna, si ripete. Percezione, del resto, rafforzata dalla rinuncia a titolare i brani, identificati da una laconico numero romano - I, II, III...-, altrettante tappe di un nostos o, se si preferisce, di un circolare, atemporale viaggio negli oscuri, labirintici meandri della coscienza. E se l’io è immerso nel tempo ciclico dell’eterno ritorno, non può che collocarsi in uno spazio chiuso, angusto, claustrofobico: la stanza e il suo recesso, l’angolo.
Il disco racconta lucidamente, spietatamente l'anatomia di un io affranto, dislocato dal tempo vissuto e perso in ricordi sfuocati, ormai rassegnato nella ricerca dell'unità perduta o almeno del proprio senso. Di quel senso mai colto, sempre inafferrabile. La dissociazione fra mondo interiore e mondo esteriore - pochi dettagli - che emerge nei testi, trova corrispondenza perfetta nell'incessante lavoro di decomposizione e ricomposizione della struttura musicale dei singoli brani e dell’intero, cosicché la destrutturazione del suono e quella dell'io coincidono.
Ecco che, allora, si incidono le profondità atrabiliari, saturnine di un animo apatico o immobile (I: “suonano alla porta / se mi muovo mi frantumo /quindi resto qui...”), scisso o sdoppiato (VI: “c’è qualcuno che non vedo / lo sento, mi vuole con sé / così mi invento un volto...”), al culmine della depressione e sospeso sul baratro della soluzione estrema ( IX: “con l’angoscia di chi / non sa reagire / di chi si lascia andare / tanto doveva finire / questa splendida vita...”).
Ed è un bisturi micidiale, esiziale, interprete di un gesto preciso ed essenziale, mai teatrale, alieno da qualsivoglia posa autocompiaciuta. Si delinea, così, un'estetica o, piuttosto, un anti-estetica delle rovine interiori che si estrinseca in un suono mutevole, complesso eppure essenziale, finemente cesellato, ma - appunto - limato da ogni barocca escrescenza nel succedersi e nel sormontarsi dei pieni e dei vuoti o, meglio, di pieni materici che tendono al dissolvimento, alla liquida decomposizione. Un suono accompagnato da un canto abraso, corroso e corrosivo. Nenia cibernetica, sussurro metallico di un animo fioco, che perde la corposità fonica, che torna solo a tratti, intermittente, nei momenti di umana autoconsapevolezza: forse barlumi di ritrovata identità, forse l'irrinunciabile, irresistibile auto-inganno della speranza. Ma non esistono medicamento o cura possibili e neppure un nuovo corpo per la necrosi dell’anima: “...qui la strada è finita”(X).
A mio modesto e personale parere, uno dei migliori albums del 2006 e sicuramente quello che preferisco fra una schiera non troppo numerosa che - a parte alcune eccezioni - è tutta italiana. A tal proposito, decisamente coraggiosa e da apprezzare la scelta dei Neronoia di scrivere e cantare i testi nella troppo vituperata lingua italiana, penalizzante sul mercato estero e proprio per questo viva testimonianza dell'amore di fare musica aldilà di lucrosi scopi.

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- Fucine.com -
C'è uno strano rumore nella mia testa che mi fa vivere al contrario,
rinchiuso in un angolo della stessa stanza di quando ero ancora bambino
Non è vero che da bambini si è più felici. Ci sono bambini che restano segnati. Ci sono infanzie che non finiscono mai, stanze dalle quali non si esce, ricordi che persistono, nodi che non si sciolgono. In qualcuno c'è un mondo a sé stante, dal quale un po' non riesce a scappare e un po' non vuole, perché l'altro mondo, quello delle persone normali (?), non è un cazzo bello e fa male (Suonano alla porta, se rispondo mi frantumo, quindi resto qui). Qualcuno, per qualche motivo, riceve questo non-dono, e non cambierà mai. Poi escono dei dischi come "Un mondo in me" e uno pensa che sia davvero immorale possedere qualcosa di così bello, proveniente però da tanto orrore quotidiano. Per fortuna morale e arte sono distinte.
Com'era prevedibile, oltre che auspicabile, i Canaan hanno cercato di fare un disco con Gianni Pedretti dei Colloquio, che aveva preso parte con la sua voce, e una volta anche con un suo testo, agli ultimi due album del gruppo di Mauro Berchi. I Canaan possiedono una personalità spiccata, come si vede immediatamente dai cinque dischi da loro pubblicati e dalla loro ricchezza di linguaggi (dark/wave, ambient) che non diviene confusione ma diverso modo di esprimere pochi invariabili stati d'animo. I Colloquio sono una band wave (un po' ricorda gli altri italiani Le Masque e un po' i Depeche Mode) che rimane impressa per i testi in italiano e per la loro "autorialità".
Un mondo in me non sono i Canaan con Gianni che canta, bensì i Canaan e i Colloquio che provano a fare qualcosa insieme. Il suono liquido della chitarra e quello delle tastiere lasciano sempre intuire le influenze dark, quindi permettono collegamenti ad almeno uno dei due progetti originari, ma la sezione ritmica è stravolta, decostruita in studio e resa spezzata e soffocante, tanto da divenire uno dei tratti nuovi, caratterizzanti e memorabili del disco: una diversa e sfiancante pesantezza, che contribuisce molto a colorare tutto di grigio. Le stesse canzoni possono essere percepite come tali solo in senso lato, soprattutto grazie alla presenza carismatica di Gianni, perché la loro forma ­ anch'essa decostruita - non è mai quella classica: si ha la sensazione di essere di fronte al cantautore, ma non è (solo) così. Per chi segue i Canaan la cosa non è del tutto sorprendente, alla luce dei nuovi metodi compositivi adottati con The Unsaid Words. Succede dunque un evento rarissimo: si sa dove collocare il lavoro, si sa chi lo compra, chi ne parla, ma non si riesce a citare una somiglianza e nulla sembra già detto da altri. Ogni brano è la parte di un tutto inscindibile e tragico, di conseguenza sarebbe inutile citarne uno in particolare che sia rappresentativo dal punto di vista testuale o musicale, ma è certo che i due scelti per il download siano tra gli episodi forti di Un mondo in me. Solo un consiglio: dopo che li avete scaricati, non accontentatevi e procuratevi anche il disco. (Fabrizio Garau)

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- Metal-zone.it -
I Neronoia nascono dalla collaborazione di Mauro Berchi, mente dei Canaan, e Gianni Pedretti, voce dei Colloquio.
Impossibile etichettare la proposta musicale che mi accingo recensire perché, pur essendo palpabile la raffinata miscela di musica dark/gothic/elettronica, sono talmente tante le sfumature stilistiche e i dettagli sonori da non poter in alcun modo rendere sufficientemente comprensibile a parole la magnificenza del contenuto di questo album.
“Un mondo in me” è un cd estremamente oscuro, complesso, malinconico, triste, non accessibile a tutti. Un viaggio introspettivo costellato da dieci tappe alla ricerca di se stessi, dieci fermate che costituiscono altrettante riflessioni tra paure, dubbi, incertezze, domande: un'emotività eccessivamente opprimente ma perfettamente in grado di fotografare stati d'animo in cui ognuno di noi potrebbe rispecchiarsi se solo ci fermassimo a riflettere e a guardarci dentro.
Dieci perle musicali profonde, raffinate, emozionanti che, a dispetto dei titoli contraddistinti dalla semplice e fredda sequenza progressiva di numeri romani, entrano sotto pelle toccando inevitabilmente l'animo dell'ascoltatore.
Se i Canaan mi avevano impressionato per la ricercatezza delle soluzioni offerte, questo sodalizio artistico che ha il cuore pulsante in Mauro e Gianni (la cui prova vocale è superba) mi ha lasciato letteralmente senza fiato.
Non fatevi scappare questo album perché non ha eguali quanto a sensibilità musicale e profondità di contenuti.
Capolavoro assoluto.
Mi impossesso del finale di questa recensione scritta dalla mia collaboratrice "anto.trip" per diversi motivi, il primo è che questa è la 1.000ª recensione della nostra e vostra webzine, risultato che arriva dopo neanche tre anni dalla nascita della webzine, esattamente dopo 29 mesi di vita.
Recensione arrivata in redazione insieme ad altre ma che è stata scelta per diversi motivi per rappresentare questo importante traguardo della webzine, e sicuramente il principale è che si tratta di un gruppo italiano il quale, come sempre più spesso accade, tiene alto il nome della musica italiana regalandoci un altra perla da conservare gelosamente nella nostra discoteca personale. (Giudizio finale: 100/100)

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- Elskrin.net -
Due band fondono la loro essenza per dar vita a Neronoia, una band che sembra legata da un unico sottile filo conduttore: il dolore. Le due band di cui sopra sono Canaan e Colloquio, ed il debut album, “Un Mondo in Me”, esce per la rinomata Eibon, etichetta di proprietà del tastierista della band, già nei Canaan. Un lavoro di certo non di facile assimilazione e per certi versi di difficile lettura se non ci si trova nel giusto mood. Un album raggelante, decadente e malinconico in cui, con distacco, vengono analizzati, sezionati, gli aspetti più desolanti di una vita che sembra non aver più nulla da dire. Passaggi ambient si affiancano a suggestioni quasi di matrice dark, i tempi sono sempre lenti, dilatati e non danno alcuna speranza di fuga. Il cantato in italiano dona, inoltre, alle composizioni un quid di desolazione ancora maggiore. Desolazione interiore che intrappola la nostra anima, in uno stato di apatia dal quale non sa o non vuole liberasi. Come il ritmo scandito dal Cuore Rivelatore di E.A.Poe, l'incedere delle canzoni scandisce lenti ed inesorabili passi che ci separano dall'ineluttabile fine della vita…”quella unica partita giocata e mai finita”. Le canzoni sembrano descrivere un universo popolato da esseri amorfi, privi di speranza, che procedono per le strade di un mondo senza bagliori vitali, ognuno è un mondo a se, che trasportando quell'inutile fardello di dolore tenta di annientare il proprio essere nel nulla. Il nulla, vortice risanatore che potrebbe risucchiare ricordi e rimorsi vissuti nello stesso susseguirsi dei giorni e nello stesso identico luogo, sembra però essere ad ogni passo più distante, irraggiungibile…ma questa agonia è comunque destinata a finire…in un modo o nell'altro.

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- Underground.outune.net -
Il sodalizio Berchi - Pedretti (rispettivamente leader di Canaan e Colloquio, le più significative presenze del panorama musicale Italiano, e non solo) non poteva creare opera più bella. Rispetto all'ultima fatica dei Canaan, "The Unsaid Words", la musica dei Neronoia assume toni se possibile ancora più cupi e indefiniti; ogni levigatezza estetizzante è bandita, ciò che rimane è un unico flusso opaco dall'incedere quasi catatonico, un flusso nel quale il male di vivere viene osservato dall'esterno, quasi che l'anima si fosse estraniata da se stessa. Un irreversibile processo di alienazione, quindi, grazie a cui la tragedia di una vita senza senso viene vista in una paradossale quanto agghiacciante prospettiva "neutra". Se il discorso musicale prende le mosse dal dark - doom di "A Calling To Weakness", la componente lirica di "Un Mondo In Me" si differenzia profondamente da quest'ultimo: nella chiamata alla debolezza era presente tutta l'urgenza di un insopprimibile, lancinante urlo di dolore, colto nell'attimo in cui esso si manifesta. Nei testi, nella voce e nelle atmosfere di questo disco, invece, le emozioni si sono come sedimentate nel profondo dell'animo, della psiche, e riemergono apatiche, sfinite, immerse nello spleen più profondo (cfr. la seconda e la quarta traccia). Per questo l'intero progetto ha il nome, molto appropriato, di Neronoia. Per questo, d'altra parte, il titolo del disco è "Un Mondo In Me", altra scelta non affatto casuale: ossia, come già dicevo qualche riga sopra, un sondare il microcosmo interiore con la consapevolezza di non poter far nulla per riscattarsi dalla vacuità da cui si è circondati. Inutile aggiungere che il duo è ai suoi massimi storici e che le vette toccate da Canaan e Colloquio, nei loro momenti più alti, sono state eguagliate se non addirittura superate: forse mai Berchi e Pedretti si erano spinti tanto lontano nei territori dello sconforto e dell'angustia. Con enorme ritardo, lo proclamo mio disco dell'anno. Abissale.

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- Darkroom-magazine.it -
Accostabili al filone dark, definizione vaga e sommaria, ma che ben descrive la sfera musicale ed emozionale in cui gravita il sestetto, i Neronoia sintetizzano abilmente le esperienze musicali delle band di provenienza: Canaan e Colloquio. Gli scenari musicali affrescati dalla formazione nostrana si tingono di tinte grigie, plumbee, profondamente intimiste, ma, al contempo, estranee alla pesantezza opprimente e al dolore ostentato di certi colleghi. Il senso di melanconia che pervade le dieci tracce viene calato in un contesto sonoro etereo, vellutato, dove chitarre liquide intessono melodie ipnotiche ed impalpabili. Le tastiere, collocate sullo sfondo, donano maggior atmosfera alla musicalità dei Nostri, questa spesso amalgamata con campionamenti, beat e suggestioni dal sapore dark ambient. Mezzi tempi accompagnano delicatamente l'evolversi di ciascun brano, il cui incedere, talvolta, sfuma gradualmente sino a dissolversi in suoni sfocati e alienanti. Il cantato, profondo, a tratti quasi sussurrato, dà voce al malessere che alberga nell'animo dei sei musicisti, suggellando, così, un lavoro riuscito sotto ogni punto di vista. La circolarità del songwriting traspare, oltre che dalla musica, dalla scelta di non attribuire titoli alle canzoni. Ogni brano, infatti, costituisce un capitolo di una storia unica: da qui la scelta di ricorrere ad una semplice numerazione per distinguere, l'una dall'altra, le tracce. Le immagini in bianco e nero, semplici e dirette, sono la proiezione visiva del sound adottato dal combo italiano: un mondo fascinoso, pregno di melodie vibranti e toccanti, ma altrettanto fosco e dai contorni poco definiti, e, quindi, difficilmente catalogabile. “Un mondo”, quello dei Neronoia, che appare lontano, irraggiungibile e riservato, forse, a poche persone realmente in grado di trovare le chiavi per accedervi.

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- Eutk.net -
È possibile esprimere, con parole e musica, l'ineluttabilità del destino? La fragilità dell'umana condizione? Il disincanto verso quel lungo sentiero che chiamiamo vita? È possibile descrivere la lenta agonia di ogni speranza, il suo lento sprofondare nel nulla, nell'infinita vacuità del tempo e dello spazio?
Non vi so dare una risposta certa, sicura, quel che però vi posso assicurare è che questo disco, 'Un Mondo In Me', ci va molto vicino. Neronoia nasce dalla collaborazione, già vista su 'The Unsaid Words' dei Canaan, tra gli stessi Canaan e i Colloquio, e specificatamente tra i loro due mastermind, Mauro e Gianni.
Musicalmente c'è doom, c'è dark, c'è ambient, landscapes elettronici, ci sono reminiscenze gothic, ma passa tutto in secondo piano di fronte al lirismo poetico del tutto, alla struggente malinconia che trasuda da queste dieci tracce, ognuna senza un nome, semplicemente numerate. Il non plus ultra della spersonalizzazione, la disperata voglia di questi ragazzi di non dare riferimenti, così come fa la vita, che non dà certezze, che non fa sconti, che nutre le speranze per poi farle a pezzi.
Un paesaggio grigio, pieno di ombre, cupo, dai toni plumbei, dove tutto è rallentato, dove l'attimo che separa la foglia morta, dal ramo alla nuda terra, è un attimo che dura un'eternità.
I testi sono semplicemente spine che avvolgono il cuore, e lo stringono, fino a fare male, fino a che non avrà esalato l'ultima stilla di sangue, disperati, rarefatti, sussurrati, eterei.
Poche melodie, dolorose, sembrano venire da lontano, passarci accanto, e possiamo sentire solo il loro alito, perché sono già lontane, perse all'orizzonte, andate a morire dove il cielo e la terra si fondono inesorabilmente.
Questo disco è un'esperienza assoluta, annichilente, è cibo per l'anima, merita lacrime a profusione, merita un completo abbandono al suo incedere lento, catartico, ipnotico, fino a che la nostra psiche sarà completamente volta al nero, alla noia, all'inedia dei sentimenti, del sentire, oltre il quale c'è solo il nulla.
(Voto 9/10)

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- Moonlight69.tk -
Tra le vette qualitative del meraviglioso “A Calling To Weakness” griffato Canaan, per chi scrive uno dei migliori dischi dell'ultimo lustro, spiccavano indubbiamente le struggenti “Un Ultimo Patetico Addio” ed “Essere Nulla”, unici episodi cantati nell'idioma italico, scritti ed interpretati assieme a Gianni Pedretti dei fondamentali Colloquio. La premessa è d'obbligo, essendo Neronoia il progetto della medesima joint-venture, finalmente decisa a produrre un intero album. “Un Mondo In Me” non delude le aspettative e si dimostra esattamente ciò che ci saremmo aspettati alla luce delle precedenti collaborazioni tra Pedretti ed il gruppo di Mauro Berchi; il risultato è una dark-wave a dir poco struggente, capace di far male sia nei momenti cupi ("IV", che sfiora l'ambient) che in quelli leggermente più ‘solari', comunque impregnati di una malinconia espressa con rara intensità. Per l'ennesima volta Gianni Pedretti si conferma dunque autore tra i migliori in circolazione, ma lungi da noi sminuire il lavoro di Berchi e compagni, mai come oggi complementari e fondamentali per la riuscita del tutto. In pochi (azzardiamo: forse nessuno) sono riusciti a mettere dolore ed amarezza in musica con altrettanta efficacia: “Un Mondo In Me” vola inevitabilmente in cima alle migliori uscite dell'anno appena trascorso e difficilmente verrà spodestato.

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- Shapeless.it -
"Neronoia è lo specchio neutro che riflette la gioia e il dolore con il medesimo freddo distacco. Neronoia è la paura che paralizza con il suo tocco leggero ma inesorabile. Neronoia è tutto il male che facciamo a noi stessi. Neronoia è la tavolozza di un pittore cieco, che senza volerlo dipinge i colori con sfumature dello stesso identico grigio. Neronoia è niente. Ma per noi è importante". Sono queste le parole con cui i Neronoia si presentano al pubblico, mostrando immediatamente il proprio indirizzo musicale fatto non tanto di musica, quanto di emozioni. O meglio, fatto proprio dall'assenza di emozioni, dal distacco freddo e indolente di colui che non ha semplicemente più la forza per fare nulla.
I Neronoia sono una nuova creatura pubblicata dalla Eibon Records e nasce dalla fusione di due altre realtà del panorama italiano: Canaan e Colloquio. Nella line-up del gruppo, infatti, possiamo trovare il cantante dei Colloquio, Gianni Pedretti, che ci regala una prestazione magistrale per tutta la durata del disco, a cui poi si uniscono i membri dei Canaan al completo, che realizzano tutto l'apparato strumentale del disco. Viste queste premesse, soprattutto alla luce del recente capolavoro dei Canaan "The Unsaid Words", avevo tutti i buoni motivi per aspettarmi un ennesimo lavoro superlativo e, fortunatamente, le mie attese non sono state disilluse.
"Un Mondo In Me" è un album straniante, che ti entra in corpo, nelle ossa, ti abbatte e ti lascia lì, svuotato di ogni cosa. È un album che fluisce e si riversa nello spazio fino ad avvolgere tutto ciò che c'è in una cortina di suoni dilatati, senza mai un sussulto, senza mai un'esagerazione. I dieci brani contenuti nel CD si susseguono quasi senza variazioni, come se fossero un unico flusso di coscienza: perfino i titoli vengono eliminati, lasciando che il nome delle tracce sia semplicemente un numero romano.
Lo stile dei Neronoia potrebbe essere definito come un dark oscuro e depressivo, che si rifà naturalmente alla musica delle due band madre, con delle leggere influenze doom per quanto riguarda la lentezza dei ritmi, ma sarebbe comunque inutile e privo di senso cercare di racchiudere in una qualunque definizione un album che semplicemente è inesprimibile.
Anche il suono contribuisce a definire l'atmosfera del disco, dato che, se l'ultimo disco dei Canaan, pur mantenendo un mood altrettanto depressivo, possedeva un suono chiaro e un percorso musicale molto vario, "Un Mondo In Me" ha un suono ovattato, soffocato, come se tutto fosse ricoperto da una coltre di neve gelida che attutisce i suoni ed intorpidisce i sensi.
Infine non si può non fare un accenno ai testi, delle vere e proprie perle poetiche cantate in italiano che aggiungono un tocco in più alla bellezza di questo lavoro. Le parole sussurrate da Gianni si insinuano tra le note, dipingendo un mondo di sofferenza, di indolenza, di incapacità a reagire, di disperazione e disillusione.
Insomma, ancora una volta una recensione come questa non fa altro che dimostrare l'inefficacia della parola per descrivere un mondo acustico che deve essere percepito e reso proprio, non razionalizzato. La speranza, come sempre, è che quantomeno possiate essere incuriositi dalle mie parole, in modo da interessarvi in prima persona alla musica dei Neronoia. Un'altra perla nera sorge dal panorama italiano, non lasciate che scompaia.

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- Alternatizine.com -
Nato dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio, la formazione dei NERONOIA è composta da Alberto (basso, tastiere) Andrea (batteria) Gianni (voci) Matteo (chitarre) Mauro (tastiere, basso, chitarre) e Nico (chitarre).
Già da un primo ascolto di UN MONDO IN ME (Eibon Records, 2006) è possibile subito comprendere come ci si trovi di fronte ad un genere e ad una produzione musicale di nicchia, nettamente fuori dalle regole del business.
Neronoia è un nome che si adatta perfettamente, d'altra parte, ai testi di UN MONDO IN ME, che esprimono quella "ennui de la vie" che comprende soltanto chi con essa condivide anche i minimi istanti.
Istanti che si materializzano in 45 minuti d'intensità emotiva.
L'invito rivolto all'ascoltatore è un vero e proprio invito al viaggio: Al più arcano ed atavico viaggio, che da sempre ha accompagnato l'uomo.
E così paure, incertezze, malinconie e interrogativi sul senso della vita stessa, volteggiano in un'atmosfera resa volutamente plumbea e nichilista che non sembra lasciare spazio a molte scelte.
UN MONDO IN ME è un album molto ben realizzato. La voce roca e profonda di Gianni, distorta in varie tracce (es. I, II, IV) diventa chiaro lamento nelle tracce III e IX, mentre assume la cadenza di un greve rintocco nelle tracce V e VIII (quest'ultime, accompagnate da sonorità che di tanto in tanto sfiorano il noise e l'industrial sound).
Che dire di più? UN MONDO IN ME è veramente un album ben registrato che sa trovare il giusto equilibrio da parti vocali e parti strumentali.
Raffinato e tuttavia sobrio, nasce forse dal piacere dell'arte per l'arte?
Verrebbe da sperare proprio così, così come si spera che qualcuno sia ancora in grado di apprezzare un tipo di musica nata da un serio lavoro, in mezzo a tanta approssimazione e pretenziosità musicale.

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- Silentscreamzine.com -
Neronoia traduce il peso dell’incomunicabilità e della pura malinconia in lancinanti suoni che sembrano sgocciolare dal soffitto. Sul pavimento solo chiazze di profondo nero. Viene così a generarsi un affresco impressionista dai contorni sfocati che assume una sua fisionomia solo se osservato ad una certa distanza per coglierne la greve totalità. Non esiste disgiunzione alcuna tra le dieci catartiche e desolanti confessioni di cui si compone “Un Mondo In Me”, che si abbevera tanto alla dark-wave anglosassone (Joy Division, ma anche gotici echi di Siouxsie And The Banshees e Christian Death) quanto al solenne fascino dei My Dying Bride. Gianni Pedretti, con una performance disturbante e spiritata, sussurra parole di dolore interiore dando l’impressione che l’anima avesse perso la sua eterea (in)consistenza e si fosse tramutata in glaciale ossidiana. Neronoia è malessere in sottovuoto che tende ad insinuarsi in oscuri squarci della psiche, quelli dai quali sgorgano paure ed angosce grazie ad arrangiamenti curatissimi, ispessiti da keyboards d’atmosfera e leggeri flussi elettronici, figli di membri di Canaan e Colloquio, qui in conciliabolo. Si giunge alla fine scossi ed inquieti come se ci si fosse posti di fronte ad uno specchio e l’unica cosa ad essere riflessa fosse stata la nostra ombra. Poiché il corpo è già stato evacuato.

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- Audiodrome.it -
Canaan e Colloquio sono i nomi di due delle più interessanti - nonché affascinanti - realtà della scuderia Eibon Records e, più in generale, di quella scena musicale che solitamente si fa confluire sotto la definizione estesa di “dark”, termine tanto fuorviante quanto decisamente stretto di fronte a situazioni di siffatto spessore. Questi musicisti avevano già intrecciato incrociato le proprie strade in passato, ma mai prima di ora erano arrivati a fondersi in un’unica essenza, una formazione allargata che riuscisse a plasmare sotto nuove vesti le doti artistiche dei genitori, fino a dimostrare che non sempre il risultato di simili progetti si riduce alla mera somma delle parti. Neronoia è il nome scelto per tenere a battesimo questa unione e Un Mondo In Me è il debutto che vede oggi la luce sotto l’egida della immancabile Eibon Records. A condurre le danze è la voce di Gianni Pedretti, affabulatore unico e dall’incredibile capacità di dare voce alle sensazioni più intime dell’animo umano, verrebbe da definirlo il cantore della psiche se non si rischiasse di cadere nella retorica, ovverosia, proprio ciò che rifuggono gli stupendi testi scritti da Gianni e Mauro dei Canaan. Ad accompagnare la voce narrante, troviamo una struttura musicale di incredibile spessore, in grado di sottolineare ogni emozione descritta nei brani con accenti di rara forza e bellezza, non semplice tela del quadro, ma tavolozza dai mille colori. Come un buon vino, i Neronoia devono essere sorseggiati con calma, cercando di carpirne al contempo il gusto d’insieme e ogni singolo aroma che ne compone il bouquet. Più pragmaticamente, il gruppo rappresenta un’autentica cura alla musica usa e getta cui troppo spesso siamo oggi abituati. Al di fuori di ogni distinzione di scena o genere, questo è senza ombra di dubbio uno dei dischi da tramandare di questo anno agli sgoccioli, un’occasione più unica che rara di poter comprendere la differenza tra intrattenimento e arte.
Da avere.

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- Versacrum.com -
L'oscurità che cala. Il buio, il silenzio, il nulla annichilente. Neronoia è il gelo, è lo smarrimento di chi scopre all'improvviso che la vita non ha più significato. E' un mondo grigio dai confini che si dilatano all'infinito, amplificando la fredda sensazione di solitudine ed abbandono che attanagliano talvolta le viscere, quando ci si para dinanzi la tragedia. E' musica dolente, quella propostaci dal progetto nato dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio, entità che popolano l'umbratile sottobosco italiano, e che quando fanno udire il loro flebile lamento è perchè vi è l'urgenza di farlo, scaturente dalla necessità quasi fisiologica di esprimere la propria alta poetica, al riparo da ogni tentazione commerciale che in questi ambiti proprio non ha senso. Verrebbe facile richiamare quanto prodotto dai gruppi principali per definire le coordinate di "Un mondo in me", disco che ha visto una genesi non lineare, essendo stato composto, come specificato dalle scarne note che lo accompagnano, "in vari posti a Milano nel corso degli anni". No, trattasi in vece di una opera che va rispettata in quanto autonoma manifestazione di spirti creativi incorrotti, che nel corso di queste dieci meste litanie senza titolo e distinte dal solo numero che le ordina cronologicamente (venendo così vieppiù a mancare qualsisia riferimento), esprimono ai massimi livelli le loro naturalissime inclinazioni. Un lavoro che va inteso nella sua monolitica ed inscalfibile unicità, anche perchè non è semplice descrivere il vuoto. Si rischierebbe di banalizzare il loro intento, recando offesa all'impegno profuso da chi evidentemente ci ha creduto fino in fondo. Altrimenti non avrebbe senso pubblicare dischi come "Un mondo in me", destinati ai pochi pronti ad armarsi della volontà indispensabile per sondare le abissali profondità ove si cela la fredda fiamma che lo ha originato.

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- Rockline.it -
Glaciale, perlaceo, eterno. Probabilmente non bastano le parole per esprimere i caratteri di un’opera, Un Mondo In Me, che si presenta a testa alta fra le produzioni dark/gothic rock europee. Stilisticamente il prodotto della collaborazione italiana tra Canaan e Colloquio è connotato fortemente da sprazzi doom che impreziosiscono di una foschia eterea le singole track. Tutti e dieci i capitoli si presentano infatti tanto sublimi, avvolti in un involucro di emozioni pure e sfumate, che si evita di dare un titolo agli stessi brani. A tal proposito, questi prendono forma solo attraverso una numerazione, a sottolineare oltretutto il forte legame che le unisce. Il mood del disco è assolutamente paralizzante e introverso. Si tratta di un’opera omnia per la ricerca delle sensazioni di tristezza, malinconia, disagio e rimpianto, che colorano di infinite sfumature grigie la nostra vita.
Le liriche sono molto curate, eseguite in modo lento e cadenzato. A volte sono rese tramite effetti elettronici in modo da inglobarle nello stesso tessuto sonoro che appare in più punti ovattato, morbido e allo stesso tempo glaciale, proprio come un muro di ghiaccio. La compattezza del disco poi colpisce particolarmente in modo positivo, poiché permette all’ascoltatore di immergersi pienamente, secondo dopo secondo, nelle atmosfere che vengono evocate dal vocalist, Gianni Perdetti. I pensieri e i ricordi scorrono via cristallini e immutabili, appannati dal tempo e dalle emozioni. L’eternità, intesa come situazione a metà tra vita e morte, è forse il termine che meglio descrive questo album. L’eternità della sofferenza e dei momenti di tristezza o confusione interiore. Tutto ciò viene espresso in modo assolutamente elegante e surreale. Rispetto all’ultima grande prova dei Canaan, The Unsaid Words, il sound è sicuramente più orientato in direzione atmosferica, se non addirittura ambient. Questo album, così com’è, è un vero capolavoro, approfondisce le sonorità dark e gothic, moderne e passate, come anche le suggestive potenzialità liriche del cantautorato.

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- Metal Shock -
Appena si diffuse la voce di una collaborazione tra i Canaan di Mauro Berchi e Gianni Pedretti dei Colloquio (autori recentemente di un capolavoro pop-wave come “Va Tutto Bene”, sempre per Eibon), qui a metal shock l’attesa si è fatta febbrile, soprattutto per quanto riguarda il trio composto da me, Cortesi e Aramini.
Ora che finalmente il CD è fuori, non si può far altro che gioire perché le promesse sono state mantenute.
Questo ‘Un Mondo In Me’ è esattamente quello che ci saremmo aspettati di trovare viste le premesse: qualcosa che si pone da qualche parte tra le due band d’origine, che già di per sé sembravano fatte l’uno per l’altra (non a caso Gianni aveva già scritto il testo di “Essere Nulla” su “A Calling To Weakness” e prestato la voce in qualche pezzo). Lo spirito dark del gruppo di Berchi lega a meraviglia con la musica che Gianni ci ha proposto con i suoi Colloquio, e con lo scorrere dei pezzi le due anime a volte si fondono, altre si cedono vicendevolmente la scena. Ciliegina sulla torta sono i testi di Pedretti, sicuramente tra i migliori autori di liriche attualmente in Italia, che tratta argomenti a lui cari (tra i quali il monotono scorrere dei giorni, l’amarezza, la vecchiaia e la depressione) con rara maestria. Forse l’unico appunto che potrebbe fare a questo disco chi segue Gianni da tempo è quello di toccare gli stessi temi e una qualche ripetitività di alcune immagini da lui descritte, ma finché i risultati sono di questo livello la cosa è decisamente marginale. Malinconico, amaro e a tratti struggente, ‘Un Mondo in Me’ finisce di diritto nella Top10 di fine anno, e ci dimostra che per fortuna c’è ancora qualcuno che merita fiducia incondizionata.

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- Metalwave.it -
Questa non è una recensione "normale" perché questo non è un disco "normale". Queste sono solo impressioni da una umile mente che cerca di descrivere a parole quello che si prova nei quarantacinque minuti di un ascolto ripetuto chissà quante volte finora. Malinconia, abbandono, disillusione, rinuncia, rassegnazione, accettazione incondizionata e totale della solitudine, senso di impotenza e incapacità completa di cambiare il corso delle cose, rimpianto, "quiet desperation" di memoria pink-floydiana, vecchiaia, introversione, alienazione, paura di fronte alle cose e al corso del mondo, estraneità totale a tutto quello che non ci riesce di sentir nostro fino in fondo, vuoto e consapevolezza della nullità della vita, confusione di tutte le sfumature e sensazioni in una sconfinata unica monotonia, attesa della fine, della liberazione. Queste sono solo alcune parole che mi vengono in mente per descrivere "Un Mondo In Me" dei Neronoia, collaborazione tra i Canaan e i Colloquio (ricordo che Gianni Pedretti dei Colloquio era già apparso su lavori passati dei Canaan). Parole, espressioni, parole queste di cui andare a ritrovare il vero significato originario sul dizionario, dal momento che la superficialità moderna ha reso banale sterile vuoto anche il vero senso delle parole più nere e cupe, significati da ricercare e da sentire in profondità dentro di sé in un atto di introspezione forse infinito. "Un Mondo In Me" è un monumento a tutto questo, i pezzi non hanno titolo e sono semplicemente numerati con numeri romani, la grafica è essenziale e in bianco e nero, il suono è, se possibile, ancora più dark di quello dei Canaan, le sonorità sono dilatate ariose atmosferiche avvolgenti, non si può parlare di esso come si parla di un qualsiasi disco, non ha senso valutare con un voto numerico le singole tracce, per questo metterò un voto d'insieme a tutta l'opera. Un disco che magari al primo ascolto potrebbe non colpire, anzi sicuramente non colpisce, un inno a tutto ciò che nella nostra esistenza è e non dovrebbe mai essere, a tutto quello che è contro natura provare per l'uomo eppure egli prova.
E' inutile dilungarsi, compratevi questo gioiello e ascoltatelo e soprattutto sentitelo, sentitelo vostro e vi prenderà in un modo che forse non vi aspettavate, la presentazione che ne fa la bio allegata lo descrive alla perfezione: "neronoia è una collaborazione tra canaan e colloquio. neronoia è lo specchio neutro che riflette la gioia e il dolore con il medesimo freddo distacco. neronoia è la paura che paralizza con il suo tocco leggero ma inesorabile. neronoia è tutto il male che facciamo a noi stessi. neronoia è la tavolozza di un pittore cieco, che senza volerlo dipinge i colori con sfumature dello stesso identico grigio. neronoia è niente, ma per noi è importante."
Non mi sento di aggiungere altro.

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- Sensorium.it -
Dal sodalizio artistico tra Canaan e Colloquio nasce la creatura Neronoia, sorta di side-project delle due entità che si trascende tra questi solchi in una dimensione ancora più cupa (se possibile) e disperata. Dark nel senso proprio del termine, la proposta dei Neronoia risulta sgranata, sfuocata, come sospesa in un limbo abissale, dal quale non c'é alcuna via di salvezza. Non a caso, la narrazione di Gianni Pedretti assume a tratti sembianze quasi 'industriali', stagliandosi sullo sfondo di un muro sonico che si nutre principalmente di frammenti, echi e riverberi.
Dieci episodi senza titolo, contrassegnati da una sequenza di numeri romani, ed un artwork programmaticamente in bianconero danno la misura di un'ambientazione oltremodo depressiva e cinicamente disincantata: affiorano in più di un'occasione i rimandi compositivi all'opera dei mitici This Empty Flow, nell'ambito di uno stile minimalista ma ricercato al contempo, assecondato da parchi sostrati elettronici e lugubri gemiti chitarristici, incastonati nel mentre di una straniante e paradossale celebrazione liturgica.
Detto dei subdoli frammenti melodici che affiorano incidentalmente dai meandri spigolosi di "II", "III" e "VI", non resta che una cappa grigia e soffocante, figlia di un malessere inesorabile ed inquietante. Un autentico, ossessivo incubo messo in musica.

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- Hardsounds.it -
Dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio nascono i Neronoia, progetto che vede coinvolti membri di entrambe le band, e volto ad una proposta definibile chiaramente dark-wave, con un approccio compositivo sperimentale ed elettronico. "Un Mondo In Me" è un disco introspettivo e malinconico, una lunga trama sonora soffusa, intima, che ti sbatte delicatamente sul muso il senso di vuoto che alberga nella coscienza di chi ha a che fare continuamente con sentimenti come l'abbandono, la solitudine, l'empatia e l'incomprensione, e si riscopre ogni volta estraneo alla piega effimera intrapresa dalla quotidianetà. Ritmica blanda, melodie dilatate, tappeti di tastiere fiancheggiate da arpeggi di chitarra fluidi, a dir poco liquidi, accenni di ambient, e la voce di Gianni che racconta, quasi sussurrando, un diario personale fatto di pensieri e parole che rimandano alla condizione umana dell'essere sensibile. Un discanto introverso e grigio che fluttua leggero attraverso le correnti della rassegnazione, dell'accettazione di uno stato delle cose che non smette mai di tormentare. Un filtro che scompone i processi emotivi in piccoli, fragili frammenti pronti per essere assorbiti, e poi ricomposti sotto forma di espressività. Lancinanti. Disperati. Spietati. Come la produzione del disco, a dir poco sbiadita, rarefatta, tendente quasi al silenzio, da camera. Altro processo che enfatizza la condizione malinconica di un lavoro che si appresta a diventare un cult, e non solo per quanto concerne la scena nostrana, come già funziona per gli stessi immensi Canaan, e per i Colloquio, rappresentati come meglio non si poteva dalle rispettivie intuizioni, dalle rispettive sensazioni, dallo stesso modo di intendere la comunicazione del proprio disagio interiore. Quello che prende in ostaggio le dieci tracce titolate semplicemente con numerazione romana, e che come un urlo silenzioso destinato ad implodere fa strage di sè stesso. Si, "Un Mondo In Me", per davvero. Livido, trasognato, ferito, dove i giorni sembrano durare in eterno, condannato a vivere per sempre col rimpianto. Un mondo a parte che non conosce pace, ma che sa perfettamente cos'è il dolore. Già riuscirne a parlare è faticoso, e farlo senza autocommiserazione è un'impresa; tuttavia, farne una forma d'arte come nel caso dei Neronoia, invece, è il passo successivo che conduce alla Conoscenza perchè solo attraverso il dolore riesci a capire veramente chi sei. Ma neanche...
Un disco prezioso ed importante. Di quelli di cui se ne avverte spesso il bisogno, ma che non riesci quasi mai a trovare. Di quelli di cui diventi geloso, e vorresti che nessuno lo comprasse per paura che qualcuno possa scalfirlo, o non capirlo.

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- Rockshock.it -
“Neronoia è lo specchio che riflette Felicità e Dolore con la stessa, fredda indifferenza.[…]
Neronoia è la tavolozza di un pittore cieco che senza volerlo dipinge tutti i colori con le stesse ombre di grigio”
Queste sono le parole che compaiono sulla homepage dei Neronoia, progetto musicale nato dal connubio tra i Canaan, gruppo molto conosciuto e amato nella scena dark-gothic, e i Colloquio.
Il loro primo album, Un Mondo In Me, esula leggermente dal gothic, collocandosi a metà strada tra la musica dark e l'elettronica.
I dieci brani di cui è composto il disco non hanno titolo, sono indicati semplicemente con i numeri romani, e ciò rende ancora più intrigante l’ascolto di Un Mondo In Me. La mancanza di titolo rende un po’ difficile la memorizzazione dei brani, che si caratterizzano tutte per le stesse tonalità angosciose. Ma ciò non impedisce di apprezzare la magia e la complessità di questo album.
Già l’ascolto del primo brano ci immerge in un’atmosfera irreale, con chitarre appena accennate che emergono dal clima cupo creato dalle tastiere; emozione e struggimento anche nella quarta traccia, non di semplicissimo ascolto: cadenze lente e minime variazioni di tonalità accompagnano la voce metallica e tormentata di Gianni Perdetti, che ad ogni strofa è capace di scuotere e suggestionare l’ascoltatore. I suoni ancestrali e oscuri si rincorrono nelle tracce seguenti, fino a culminare nel nono brano, di particolare intensità e fascino.
Coerentemente con le sonorità dell’album, anche i testi sono estremamente ispirati e sofferti: storie di rimpianti, di angoscia esistenziale, di afflizione, raccontate in modo poetico e delicato.
Un Mondo In Me è un disco che merita l’ascolto di chiunque, anche di chi non è un cultore del genere dark: i picchi di poesia, rintracciabili sia nei testi che nella musica, sono difficili da trovare altrove. Ed è anche un disco estremamente incoraggiante: dimostra infatti che la musica italiana è ancora in grado di sviluppare idee originali e produttive, e di saper creare opere di alta qualità e di rara bellezza.

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- Disintegration.it -
I Neronoia nascono dalla collaborazione di Mauro Berchi, mente dei Canaan e factotum della Eibon Records e Gianni Perdetti, voce dei Colloquio, altra band italiana di assoluto valore e rispetto. “Un mondo in me” è un cd estremamente complesso e sicuramente non per tutti, ma che se riuscirete a farlo entrare in voi, statene certi, vi lascerà senza fiato. Dark malinconico prima di tutto con tratti che sfociano nell'Ambient più cupo dei Canaan stessi, ma che fa delle sensazioni di tristezza e di introspezione non armi per annichilirvi ma semplicemente uno specchio di una realtà che appartiene alla band e che vuole rimanere tale. Al pubblico la capacità di riconoscersi o meno, ma nessuna volontà di portare dentro il loro mondo la loro audience. È un pò come guardare un album di fotografie, o meglio una sequenza di immagini che provengono da un universo buio e dolente, ma che permette in egual maniera la capacità di esprimere ammirazione e stupore oltre che una insana voglia di essere parte di questo loro viaggio introspettivo. Un album ricco di magie ma che per forza di cose non può e forse nemmeno vuole essere per tutti.

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- Metalloitaliano.it -
Quando due band cult si fondono assieme il risultato non può che essere entusiasmante. Le due compagini in esame, Canaan e Colloquio, sono tra i maggiori esponenti del doom/dark di estrazione wave che la nostra penisola conosca, Neronoia è il nome della nuova creatura che ne prende forma, “Un Mondo In Me” è il frutto di tale commistione, un manifesto di decadente ed ossessiva arte musicale. Sulla scia delle rispettive band madri, i Neronoia danno forma ai propri desideri inconsci attraverso lunghe e desolanti escursioni sonore, caratterizzata in maniera evidente dalle tipiche sfumature dark/wave di casa nostra. Musica oscura e disarmante, dunque, che da il meglio di se in virtù dell’ottima prova vocale di Gianni, rigorosamente in italiano, e delle spiccate doti compositive di un manipolo di musicisti preparati e competenti in materia. “Un Mondo In Me” scorre via fluttuante tra un verso recitato ed un loop gelido ed avvolgente, deciso a scavare nel più recondito anfratto della vostra anima.

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- Truemetal.it -
I Neronoia sono il risultato della collaborazione di Mauro Berchi, tastierista dei Canaan e Gianni Perdetti, voce dei Colloquio; la band viene poi completata da Alberto (basso e tastiere), Andrea (batteria), Matteo (chitarra) e Nico (chitarra). Quello che ne esce è questo “Un mondo in me”, un cd di puro dark malinconico e “mortifero” con qualche influenza ambient qua e là.
Il platter in questione è un tipico lavoro che può suscitare solamente due reazioni: piacere all'inverosimile oppure risultare quasi inascoltabile. È molto difficile fare una “normale” recensione per un cd che normale non è. Tutto è basato sulla ricerca della band di suscitare emozioni nell'ascoltatore; i Neronoia riescono perfettamente in questo intento. Sfido chiunque a rimanere impassibile di fronte alle note suonate dai nostri. L'incredibile tristezza di fondo entra nelle ossa e riesce a smuovere sentimenti ormai dimenticati, accompagnata dal quello sprazzo di dark-wave elettronico che calza a pennello con il resto dell'ambientazione. Si tratta di un viaggio introspettivo nella nostra anima che ci porta a riflettere sulla nostra esistenza; il ritmo assurdamente cadenzato fa quasi sembrare i brani di funeral doom delle canzoncine allegre e spensierate. Come dice il titolo del lavoro, tutto si basa su un'esplorazione dell'io nei suoi più reconditi anfratti percorrendo il labirinto della mente umana fino a raggiungere le parti più intime e dimenticate. I testi delle canzoni sono ovviamente essenziali e spesso creano un'enorme distinzione tra il mondo esterno e quello interiore suscitando un sentimento di infinita insoddisfazione per quello che ci circonda; tutto è un coltello affilato che ci taglia le membra fino a mettere a nudo la nostra anima per poi dagli il colpo di grazia. Tutto porta alle cose tristi della vita, alle disillusioni e delusioni in un ambiente claustrofobico che ci stringe sempre di più e ci fa mancare il respiro e testi come “con l'angoscia di chi/non sa reagire/di chi si lascia andare/tanto doveva finire/questa splendida vita...” lasciano presagire un'imminente fine. Qualcuno potrebbe additare questi Neronoia come “i soliti depressi cronici” ma, se si ascoltano le note con attenzione si riesce ad evincere molto di più.
Questo “Un mondo in me” è quindi qualcosa di indescrivibile che riesce a scavare dentro le nostre emozioni estraendo quello che di più cupo portiamo con noi. Non è sicuramente un lavoro di facile assimilazione né di grande appetibilità; sarà infatti apprezzato solo da coloro che amano questo genere di sound e disprezzato in toto da tutti gli altri.
Risulta comunque essere un eccellente lavoro di una band che fa delle emozioni trasmesse in musica una ragione di esistere. (Voto 90)

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- Sands-zine.com -
Conosco abbastanza bene i Canaan (dei quali ho già recentemente recensito tre queste pagine il loro ultimo CD "The Unsaid Words") e le loro sonorità dark-gothic con venature ambientali molto ricercate e raffinate. Conosco invece solo molto superficialmente i Colloquio, dei quali in passato ho avuto soltanto occasione di ascoltare, e in modo abbastanza frettoloso e incompleto, un loro precedente lavoro di cui non ricordo il titolo, che al tempo avevo trovato d'impronta sicuramente un po' più 'leggera' per forma dei brani e sonorità, e abbastanza distante dai miei gusti d'ascolto abituali.
Già in "The Unsaid Words" dei Canaan però avevo potuto osservare in due brani la presenza di Gianni dei Colloquio alla voce, segno che tra Gianni e la formazione di Mauro si andava probabilmente consolidando una qualche forma di sodalizio artistico.
A distanza di pochi mesi, così come mi aveva anticipato in precedenza Mauro ancora durante le fasi di realizzazione, ecco dunque rivelato in forma di CD, prodotto da Eibon, il frutto di questa collaborazione tra i Canaan e i Colloquio, ora riuniti nel nuovo progetto musicale siglato Neronoia.
In tutta onestà non avevo idea di cosa aspettarmi.
Conoscendo la professionalità e la meticolosità con cui Mauro ha sempre lavorato ai suoi CD con i Canaan ero certo che mi sarei trovato comunque di fronte una produzione di ottimo livello, ma su quale potesse essere l'esatto contenuto stilistico e 'sonoro' di questa collaborazione non avevo grandi idee in merito, e non riuscivo ad immaginarlo.
A dissipare finalmente questi dubbi ho ricevuto pochi giorni fa il presente "Un Mondo in Me" dei Neronoia, anticipato da una copertina con immagini in bianco e nero che già lasciano presagire sonorità non certo troppo 'solari' e variopinte come quelle dei colori di un arcobaleno, e da titoli delle tracce inaspettatamente contraddistinti dalla sola sequenza progressiva in numeri romani, scelta che non avrebbe stupito più di tanto per un CD di musica elettronica o sperimentale, ma che certo appare piuttosto desueta per un CD che, per quanto di difficile classificazione stilistica, consta comunque tutto di brani con testi cantati, in questo caso da Gianni dei Colloquio.
Dieci tracce in cui le sonorità tipicamente dark-gothic dei migliori Canaan che ben conosco incontrano particolarissime contaminazioni elettroniche, per lo più in forma di processamento molto spinto delle sorgenti sonore e delle singole tracce parziali delle registrazioni che costituiscono i vari brani.
Un lavoro di processamento-composizione-decomposizione delle parti assolutamente incredibile, ingegnoso, molto articolato e variegato, che nel corso dell'ascolto del CD trova forma in vie di sbocco, soluzioni e idee sempre diverse e sempre di estrema efficacia e suggestione...
La voce di Gianni appare anch'essa spesso superbamente trattata, e perfettamente inserita in un contesto sonoro assolutamente indecifrabile e imprevedibile, in bilico come è tra la trasfiguratissima forma di quello che originariamente poteva essere un brano cantato di stampo 'tradizionale', e le sue successive metamorfosi/espansioni stilistico-sonore che finiscono per sintetizzarsi in una strana commistione di musica dark-gothic-elettronica-sperimentale che certo non lascia indifferenti, non si lascia dimenticare facilmente, né tanto meno si presta ad essere descritta e compresa in modo sufficientemente esplicativo ed esauriente attraverso una recensione, giacché peraltro il CD è talmente ricco di sottili e talvolta quasi 'occultati' dettagli e sfumature da richiedere numerosi ascolti per poter esser compreso e apprezzato in tutta la sua sofisticata bellezza/ricchezza.
Solitamente, arrivato a questo punto di una recensione, sento l'esigenza di segnalare alcuni brani in particolare che ho trovato magari particolarmente riusciti, e per questa ragione alcuni istanti fa mi sono allontanato dallo schermo del PC per avvicinarmi al lettore CD e 'scorrere' velocemente alcuni frammenti dei brani, cercando di identificare tra essi (non sono riuscito ancora a memorizzarli, giacché il fatto di non avere dei titoli estesi e in qualche modo descrittivi non aiuta la mia vacillante memoria...) quelli che avrei potuto ragionevolmente indicare come brani 'migliori'.
Tempo sprecato.
Ogni brano, senza distinzioni, ha in sè qualche elemento, qualche particolarità di spicco, qualche soluzione originale che lo renderebbe particolarmente meritevole di nota e menzione. Così per questa volta ho deciso di astenermi da questo consueto 'rituale' e consigliarvi più semplicemente l'acquisto e l'ascolto sequenziale e 'in blocco' dell'intero CD.
Sono certo che ne rimarrete affascinati.

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- Benzoworld.com -
Il flyer promozionale parla di “Dark”; dark intenso nel termine originario della parola e del genere; ovvero musica buia, oscura, triste, solitaria e malinconica. Credetemi, in questo disco c’è molto più malessere di quanto ne possiate trovare nel 60% di tutto quanto la scena depressive black ha generato negli ultimi anni. NeroNoia sono un progetto formato da membri dei Canaan, i quali, una volta terminata la fase strumentale, hanno affidato il lavoro vocale e lirico a Gianni Pedretti dei Colloquio, un’artista che come pochissimi altri riesce a trasmettere il mal di vivere in parole e musica. Ne nasce un disco nel quale ad una base musicale di derivazione Canaan (tristi atmosfere dall’andamento lento, ipnotico, quasi catartico) si uniscono desolanti liriche dedicate allo stato malinconico dell’esistenza. Musiche e testi (date anche un’occhiata all’inquietante artwork interno del libretto) s’intrecciano per formare dieci quadri, quadri che trasmettono in note la triste consapevolezza di aver vissuto un’esistenza non voluta, ma comunque accettata e trascorsa nella sua grigia routine quotidiana. Dieci brani senza titolo, un solo e semplice numero a scandirne l’esistenza e il cammino. L’iniziale “I” è lo specchio del concept che sta dietro a NeroNoia; ascoltatela, e ditemi se avete sentito qualcosa di così mostruosamente nero negli ultimi tempi. Le seguenti “II” e “III” proseguono il sentiero verso l’annientamento dell’animo; tristi tappeti sonori accompagnano inumane voci effettate decantanti poesie di rara bellezza. La malattia di brani come “IV” e “V” echeggia certe soluzioni sperimentali adottate dai compianti MonuMentuM nel glaciale “Ad nauseam”. Infine “IX” è la descrizione in musica delle grigie e nebbiose giornate passate in solitudine in casa, mentre la gente corre per strada andando in cerca del divertimento che comunque non riuscirà a trovare. “Un mondo in me” è la colonna sonora per chi non ripone nessuna speranza nella vita, ma ne accetta il suo lento scorrere verso l’inesorabile fine/conclusione.

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- Symbiosis.altervista.org -
I Neronoia sono un realtà italiana nata dall'incontro di navigati musicisti provenienti dai gruppi Canaan (qui recensiti con "The Unsaid Words) e Colloquio (che ammetto di non conoscere). Il risultato di questa alchimia è una musica piuttosto particolare, che solo per mera comodità (e perché l'ho trovato descritto così sul sito della Eibon) ho catalogato come dark wave. Le influenze sono varie e molteplici: spesso si sfocia in un funereo doom metal, talvolta vi sono aperture più orientate verso il rock, senza poi dimenticare la componente puramente atmosferica, quasi ambient, che talvolta emerge dalle sempre presenti seppure mai invadenti partiture di chitarra. Un sound omogeneo e composito dunque, che dà origine a una musica non certo di facile ascolto, capace di suscitare tutti i sentimenti di fredda indifferenza e spleen che probabilmente i musicisti si sono proposti di trasmettere.
Una caratteristica che si nota fin dal primo ascolto è una certa omogeneità tra le dieci tracce che compongono l'album, come se fossero parte di un unico lungo discorso. Questa intenzione era probabilmente presente, dato che i brani sono semplicemente numerati da I a X, senza recare titoli specifici. Si ha dunque un lungo monolite, senza dubbio difficile da digerire, ma altrettanto insindacabilmente affascinante. Ogni strumento, voce compresa, è usato secondo varie e molteplici possibilità: questo garantisce una varietà che conferisce a ogni composizione una sua specifica personalità. I Neronoia, composti da musicisti con ormai anni di esperienza sulle spalle, sanno come piegare ogni suono al loro intento: si tratta di un dato difficilmente confutabile. I brani si sviluppano lungo delicate processioni di chitarra e voce, che anche quando puntano su ritmi e tonalità più vicini al doom non perdono mai la loro impalpabilità di fondo. Quando i lidi esplorati sono prossimi a un dark rock d'autore, allora che le maggiori potenzialità del gruppo sono espresse, in una musica che unisce elementi diversi, fondendoli e piegandoli a una visione unitaria e ben congegnata. Sono questi i momenti che prediligo, anche se è da tener presente che la demarcazione fra le varie influenze è molto labile, per cui le divisioni fatte poc'anzi hanno una valore relativo e velleitario: tutto si sviluppa su binari piuttosto personali. Quello che manca rispetto, ad esempio, al di poco anteriore "The Unsaid Words" dei Canaan (uscito otto mesi prima), è la voglia di conquistare l'ascoltatore, che in "Un Mondo in Me" talvolta latita. Qui deve essere il fruitore a fare uno sforzo per entrare nel disco, mentre lì, nell'opera dei Canaan, erano le note che da sole prendevano il sopravvento. Brani come il penultimo "IX" hanno una marcia in più che talvolta manca al resto del disco. Ma che queste osservazioni negative siano prese per quello che sono: puntini sulle i di un disco senza dubbio curato e realizzato con gusto.
"Un Mondo in Me" rappresenta un ottimo debutto, per un gruppo che non mancherà di crescere in futuro. D'altronde, con una line-up del genere, questo sestetto non può che migliorare. Chi cerca una musica che rifletta la Gioia e il Dolore con il medesimo freddo distacco, come dicono i Neronoia nella presentazione di questo disco, non resterà certo deluso da questi tre quarti d'ora di buio esistenziale.

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- Kronic.it -
Neronoia è il nome scelto da Canaan e Colloquio per il progetto che unisce le menti creative delle due bands che forse in Italia rappresentano al meglio l’apatia, la disillusione e il rimpianto.
‘Un Mondo In Me’, pubblicato in questi giorni su Eibon, si nutre di malinconia, di disincanto, di piccole riflessioni cantate dalla voce sorprendentemente cupa ed alterata di Gianni Perdetti, che emerge lancinante da una ragnatela di suoni sfuocati, frammentati ma in alcuni momenti affilati e disturbanti.
L’album si compone di dieci brani senza titolo di Dark-Wave destrutturata, volutamente sporca e surreale che da voce a briciole di straniante male di vivere, raccontato attraverso liriche spontanee come pagine di un diario intimo.
Un disco sorretto sì da chitarre, tastiere, basso e batteria, ma che suona lontano, come se la musica di Neronoia giungesse a noi filtrata da cortine di incubi e secoli di polvere. Musica rassegnata, abbandonata a se stessa ma mai casuale, anzi curata in modo quasi maniacale nella sua lunga e discontinua gestazione durata alcuni anni.
Dimenticate però i suoni cristallini dell’ultimo capolavoro dei Canaan, perché qui Mauro Berchi e compagni, scelgono e manipolano suoni disgregati, corrosi e ambientali e se in alcuni casi le canzoni si impennano con l’enfasi di ‘The unsaid words’, tastiere dissonanti e samples ci ricordano che questo album si pone come nuova esperienza nel cammino di questi musicisti.

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- Amongstruins.altervista.org -
La collaborazione che ti aspetti, ma che fino a quando non si realizza non ci vuoi credere, per paura che si infranga. Il progetto Neronoia è l'incontro fra due gruppi concettualmente limitrofi ed affini: i Canaan e i Colloquio; entrambi, per i più disattenti, tra i migliori gruppi dell'ambiente dark italiano degli ultimi anni. L'album che scaturisce da questo connubio si presenta su dieci tracce numerate solamente, eseguite tutte in italiano dalla voce disillusa di Gianni Pedretti (cantante anche del progetto Colloquio), che fornisce un'interpretazione dei testi (scritti aquattro mani con il mastermind dei Canaan Mauro Berchi) davvero sopra le righe. Testi che, come prevedibile per chi conosce già le due realtà musicali, si interrogano riguardo al senso della vita, sul malessere esistenziale, sull'alienazione dei sentimenti e su altre tematiche che molto banalmente vengono spesso etichettate come “depressive”. L'impalcatura melodica ricorda spesso quella dei Canaan, chitarre liquide e ritmica quadrata; ma qui le vere architravi sonore sono le distorsioni, i filtri (spesso vocali) che fanno sembrare il disco provenire da tempi lontani, da vecchie diapositive in bianco e nero, legate a ricordi di suppellettili inutili, dimenticati in mezzo a secoli di polvere. L'album si dipana al centro di questa cappa di spleen esistenziale, che soffoca eterei synth facendoli precipitare a terra, calpestati dallo scandire di una batteria plumbea ai limiti del doom. Nei momenti d'irraggiamento sonoro, sono le liriche ad irrigidirsi e sprofondare negli inquietanti abissi dell'ego, come nelle magistrali III (“ Dove andranno / a finire i giorni […] e chi si illude di continuare / e allora sorride ) e IX (“ Tanto doveva finire / questa splendida vita / spesa in una sola partita / giocata, e mai finita”).
La collaborazione tra questi bravi quanto poco conosciuti artisti del panorama dark italiano ci offre una vera e propria perla, tra le uscite "nazionali" più interessanti di quest'anno 2006.

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- Dagheisha.com -
Impallidito all’ascolto di tale gioiello non posso far altro che mettermi a scrivere tentando di trovare un'aderente dialettica per descriverne la forza, l’agonia, la spettrale parodistica evoluzione. Dopo le ‘parole non dette’ dei Canaan e ‘Il Rimpianto’ addolorato di Gianni Pedretti dei Colloquio si rinnova la collaborazione tra i due gruppi con un progetto dalle tinte grigiastre e offuscate. ‘Un Mondo In Me’ saluta la poetica decadente moderna immortalando in italiano dieci visioni edulcorate di rara invasiva commistione tra elettronica e doom. Cupi ritagli di tempo e spazio che di volta in volta assumono ruoli di profondo distacco o calore materno. L’elegia della noia e dell’insoddisfazione profusa nei versi di Pedretti dispone col passare dei minuti ostacoli e impervita’ che rendono difficile una completa interpretazione e per questo ancora più affascinante il lato emozionale e lirico di ‘Un Mondo In Me’. ‘II’, ‘III’, ‘VII’ non sono solamente numeri romani, appartengono a quella classe di simboli che una volta almeno nella vita non hanno bisogno di essere traslati in termini consueti perché il loro subliminale susseguirsi riesca a sradicare qualunque perplessità su un cantato che dimostra come si possa scrivere passaggi di grande musica anche senza guardare per forza oltre i propri confini. ‘Neronoia è la paura che paralizza con il suo tocco leggero ma inesorabile.’

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- Avantgarde-metal.com -
Italy is known as one of the world's leading melancholy capitals. It seems that even though the sunny existence of Pasta, Tuscany and the San Remo festival, the gloom is flowing and floating endlessly in the boot land. Like every decent scene, name-dropping will be long, exhausting and surely won't help to understand how this lively land has become one of the major forces when it comes to the dark streams of metal (and beyond, if to mention the vast Italian involvement in the Goth and Neo-Folk territories). Perhaps through today's subject, I'll try to shed some light upon this so-called phenomenon of Italian gloom. Neronoia, very much like its older sister Canaan (as it's officially a side-project of all the band members, only with a different vocalist, courtesy of electro-outfit Colloquio), reflect a mission of closing the gap between Goth rock, Dark Wave and metal, and conceive some resort for all kinds of dark atmosphere. One can also try and stick the "dark metal" badge to the band, but we have learn that there's much to it, behind this strict tag.
At first listening, maybe the term "metal" does not fit. It's much more light metal-oriented dark wave layer-cake with Goth sprinkles above. The immediate power of Neronoia, exactly like Canaan, lies in the grand lands of what sounds clean guitars can produce. They swing slowly dark melodies, dreamy and distant as if Robin Guthrie of Cocteau Twins was the composer. The band's using of light industrial samples in the background and as some percussion unit can be regarded as a difference from Canaan. Nevertheless, it is clear that the mother band will appear over and over again along the review, for the essential differences are quite slim.
Another difference is Neronoia expresses itself in Italian only. It gives the known sound tag more mysterious aroma, which stands as an absolute opposite from the cold winds, breathing of the music. The supposed warmth of the southern European lands is somehow lingered in the collective cliché memory as an obvious object. Well, one night say that Neronoia display the other mood of Italy. Maybe it got to do with the band creating in the northern hemisphere of land, sharing something from the core of all the northern areas of the world. And maybe no matter what reason stands behind it, for it is spellbinding – imagine "La Primavera" in this bleak vision, how the colors trembling and shaking into some cold grey melody.
However the character Neronoia is claiming to have, all in all, the album is a direct continues of the excellent Canaan effort, "Brand New Babylon". Despite Neronoia is more atmospheric, and emphasize the ethereal layers more than the sacred presence of the elusive guitars, which are more far more present in Canaan's song-building and arrangements. Moreover, the vocals of Gianni Pedretti reminds of its Canaanian colleague, Mauro Berchi – the rough whispers, the recitation, the hypnotic half-singing. There is even resemblance in engineering the atmosphere. One might sense that despite the electro background of Pedretti which could be an interesting spice that could separate the bands common identity, the curtains are still the sole turf of the Canaan gang. The bottom line of the Neronoia existence is being the Doppelgänger of Canaan. It might be a harsh conclusion, but it doesn't lessen the sheer dark and gloomy enjoyment of listening to both entities. After all, a double portion of this enchanting Goth-dark-wave-dark-metal is always welcome. And the Italian gloom? It will remain the ceremony of opposites.

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- Overhookmusic.com -
Neronoia is a band that offer music for the people, who have ability to stop and calm down. The style is really ambient and calm... The musical structures are rather slow but including a lot of tricks. The first picture that you'll get is surely more or less electronic even though there are "real" instruments used in there. If you have heard some tunes from Canaan (also an Italian band), you'll get the picture of art of Neronoia.
It is not only Canaan though that comes into my mind from the delivery on Un Mondo In Me. Neurosis (at least the newest album) has a lot in common with the material. Neronoia though has less guitar in the process. Also the basic atmosphere brings Godspeed You! Black Emperor to my mind...
In overall the whole package named in Roman numbers is a total mind trip helper. The surroundings will be lost in the reality... And a whole new existence is brought to you. The vocals are mostly in whispers to add the distant feel to the wholeness. The language is Italian. Personally I don't understand but a couple of words in this South-European language so the story remains unveiled.
Anyhow this does not matter too much since, I find, the music tells all you really need to know.
Calm and collected music for people who want to stop and just... exist.

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- Theadversary.org -
Neronoia is a cooperation between Canaan & Colloquio Neronoia is the mirror that reflects Happiness and Pain with the same, cold indifference. Neronoia is the Fear that paralyzes by its light yet relentless touch. Neronoia is all the evil we do to ourselves. Neronoia is the palette of a blind painter, who unintentionally paints all colours with the very same shades of grey. Neronoia is nothing. but to us, it is important. This is an example of what and how the band name and word, “Neronoia” is used. Anyway lets talk about the music this band makes. Un Mondo in Me is an eerie, dark and atmospheric release like the band Moat, only unlike the band Moat!!! This is what I mean, 10 tracks of a melodic and eerie type of atmospheric music, kind of like Katatonia or Green Carnation only way more dismal in music. Ambient is the best way to describe Neronoia, ambient and definitely dark or cavernous. When you play this CD you feel like you're floating through a cloud of darkened smoke, and you can feel the easiness of the music contain you, but at the same time there is a dreary feeling as well, a feeling of depressed wonder that just flows on this recording. I can't describe it, but I have to say it's a great CD for people who love the ambience in music and who love the depressing part of the way it's made. All I can say is if you like your music in an atmospheric setting with a darkness above then Neronoia is the band for you, check it out folks!!!!

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- Vibrationsofdoom.com -
It's quite difficult putting a numerical rating on a piece of work like this. For those of you looking for a body of work that transcends and defies all the atypical genres, THIS IS FOR YOU. Very heavily synth oriented, almost ambient like in it's approach, though that would be your first mistake to label this on those merits alone. Vocals are sung in Italian, and there are quite a few unique vocal styles. Thus, the doom and industrial genres come into play. There is a harsh set of vocals (mostly due to the electronic effects, harking back to industrial), though they tend to be perceived as a rather distorted whisper (so that includes doom metal that utilizes death metal vocals). Guitars are found and ever present, though they tend to have unusual effects on them and are often high ended notations. When they are used in full force, they can showcase a very emotional and dynamic range (like on 'IX' and check out the lead solos work on 'VI.'). The percussion work is the most interesting, as there are quite a bit of effects processed through the drum work, but for the most part it's quite unusual how distant the percussion work sounds, as if you're hearing the drumming waaaay off in the distance. Unusual still is how the tracks are numbered with Roman Numerals, not names. So you can fully concentrate on the music, and what music it IS! One major complaint is with track 5, um, I mean 'V,' and simply put it repeats vocal patterns and phrasings that are found in 'VI,' though not as well structured. The industrial soundscapes weren't thought out very well here, and there seems to be too much loose structure here, with many pieces jumping from mood to mood. For all the relaxing atmosphere of this CD, there's JUST enough darkness and haunting moods, whether in the vocals or the instrumentation, to remind you that they're still there. Your darkest vocal work is on CD ender 'X,' while the best and most dynamic vocal work rounds out the best song on the CD with the track 'IX.' Though Neronoia jumps around all over the place, everything is (with the few exceptions I noted) well structured and I guarantee makes for a different, diverse and somewhat relaxing atmosphere.... Float away!
(features members of Canaan, another Eibon act). SCORE: 91/100

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- Lunar-hypnosis.com -
Neronoia is a recent partnership involving the Canaan members Mauro, Andrea, Nico, and Teo, with Gianni and Alberto from Colloquio. My experiences with these two Italian bands has been both limited and extensive. My listening of Colloquio has been restricted to just two songs I download from the Eibon website, which only gave me a vague idea of what their work sounds like while fortunately I’ve heard three of the five Canaan albums so far.
To me Neronoia sounds somewhat similar enough to Canaan with atmospheric harmonious synths, light melodic guitars, sparse percussion, and disheartening vocals. However Neronoia at least to me ears, sounds like a much more experimental version of Canaan. As you listen you’ll notice these more experimental tendencies appearing in the form of backing noise, effects placed on the vocals, and just general weirdness on certain songs. However there are other songs that just sound like leftovers from the last Canaan recording session, which I think is proven best on ‘IX.’ Certainly not a problem in my opinion though.
A tough record to explain as there are indeed some little details that I can’t quite explain fully, but one thing is for sure if you already enjoy Canaan then you’re definitely going to have to check out this new collaboration. Simply because Neronoia is the best parts of Canaan with a newly added twist, which works out wonderfully in the end and should prove to be a fully enjoyable album for anyone that already enjoys their dark art.

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- Metal-only.com -
NERONOIA is fusion between Canaan and Colloquio, with four members from the first mentioned, that I not long ago was introduced to. Neronoia stands for a Dark Wave were all is about feeling and it's ability to get out. The release “Un mondo in me” is on Italian, but even if you don't understand the spoken language, it's possible to understand. In that state of mind you will achieve as a listener, you will find your own lyrics.
Neronoias music sounds a lot like Canaans to me, but also very different. Here it's less compromising and the wave of darkness is this time much heavier and more agony. When you play “Un mondo in me” you are brought to a place in your own mind where a naked cold greets you and the only warmth you get is from the knowledge that this is the real me. With other words this is not always a pleasant experience, this record is for those of you who turns inwards and gets so deep inside your self's that nothing else matters. Neronoia is an instrument that, when the surrounding world are trapped inside your thoughts, helps you to experience your self from outside your self. Sometimes the record feels like only one long track and one experience, the songs becomes different building material to this colossus. I this otherwise solid cube it foremost the last track that sticks out and makes a magnificent ending.
In ten tracks they achieve to get to me in previously mentioned way, which says something about the creators skill in what they are doing.

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- Metal-Revolution.com -
Neronoia is a collaborative effort between two dark ambient bands, Colloquio vocalist Gianni Pedretti joining forces with the entire Canaan camp to tell tales of nothingness. Unsurprisingly, the finished product is a doomy, atmospheric piece of music that will appeal to fans of both parties involved.
Things are kept simple on Un Mondo In Me. Gianni does break from his usual mold by sometimes employing actual singing, and there are multiple vocal filters being put to use to use throughout the CD's ten songs, but his trademark spoken word delivery takes up much space in the Neronoia universe. The guitar - which is another invaluable ingredient in Neronoia's sound, despite being used in a way that sometimes makes you forget that it's even there - is allowed to shine in the latter half of "VI" in what could be the album's highpoint, while the bass is prominent throughout all tracks. Various effects are added to the instruments from time to time to keep the listener interested. It's fine in moderation, but as you can only mess with the drum sound at the halfway point of a song so many times on a forty-plus minute album before it becomes dull, it's not exactly consistently exciting.
Un Mondo In Me progresses at a very deliberate pace. Every song is slow, but never sleep-inducingly so; the tempo is just right, and the songs all have a certain mesmerizing effect to them. For a while, at least. The mesmerizing effect wears off when you realize that there is some variety left to be desired, with the tracks feeling like slight variations of each other instead of ten strong standalone compositions. The variations are intriguing, though, and there is stuff on here you won't pick up on your first couple of listens. As far as music to close your eyes and contemplate life to goes, Un Mondo In Me is not a bad choice. (Thor - 2009)

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- Imhotep.fi -
After my first listen I sat pretty damn awestruck by the dark, sad and depressive feeling throughout these 40+ minutes of what could be described as a sort of dark wave with a gothic touch. Neronoia is a co-operation between two interesting Italian acts called Canaan and Colloquio and I must say this hit home pretty damn hard!
What really strikes me about the music is that this sadness is so cold and a feeling of no hope or happiness ­ but also with the ability to display these emotions with a certain indifference or “couldn't care less about it.” To me this is very beautiful and incredibly gloomy, but also disturbing… in a good way.
I must say that this really caught me off guard and really took hold of me, with the result that this has become an album I frequently return to and cannot forget. Without a doubt a very atmospheric journey, down to the deepest of emotions... ...on the darker side of emotions that is. Recommended!

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- Magazine.absolutezeromedia.us -
CANAAN & COLLOQUIO have collab on a release and here it is and what a release it is. I want to say it has a very Magenta Skycode feel to this as it almost sounds like were This empty flow would have gone if they follow the 1st CD a bit more. I really like the Darkwave meets minimalist lo fi electronics and even goth elements going on. Now there is a strong When and Ulver element going on here. I'm just floored by this release. I don't know if its just my love of this style of Gothic Darkwave or if just exploring new sounds more and not afraid to admit it any other. I love the lush soulful guitars and the soothing effects and soundscapes with the husky sung/spoken vocals and the electro/jazz percussion. I hope some of this is making sense. There is a strong element of Canaan here I don't know Colloquio ar all . The whole release is very bassy with a heavy heavy verb effect going on through out. I personally will be listening to Neronoia a lot as it fits with were my mind and soul are at this point as of late, Neronoia is a very reflective release. Its best listened to alone with the candles lit and when you have time to explore the full release. Check it out

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- Fishcomcollective.net -
The only thing I was able to derive from the Italian promosheet is that Neronoia is formed by members of Canaan and Colloqiuo. Being familiar with the first, I had a vague clue of what to expect. Indeed, what Neronoia brings is “dark wave”, a genre hardly known to me, and it sounded like a ‘light’ version of doommetal, at first sight. Don’t get me wrong, the atmosphere is incredibly pressing and melancholic - hence the comparison. The tracks give a soft and even ethereal impression, due to the presence of spoken, half-whispered vocals, and echoing, clean guitarwork. A dreamy soundscape is what the band creates, and also exactly what you’ll feel. A bit difficult to find words for, but that’s merely an indication of how superb this stuff is.

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- Tartareandesire.com -
Neronoia is an ambient act involving mainly members from the mighty Canaan. Unless a first impression could suggest we´re before the classic “side project which sounds 80% like the known source band”, the listening blows away any thought like that. It´s got some things in common, right, but it´s different. This album goes further into the ambient sounds, definitely. Did I say “ambient” in the top line? So it was, even though this is a band in a strict sense ­guitars, bass, drums, vocals. I´ve followed as source the worldwide-used FNMSD (Fjordi´s Nonsense Musical Style Descriptions) handbook, that describes ambient as “any evocative and emotional music, too hazy to be categorised as any other style, often incidental and descriptive and generally scarce in complexity and instrumentation”. Leaving the world of buffoonery: Neronoia sounds quite like Canaan, especially in the delicate guitar notes, the soundscape synths and the overall feeling left in the listener after hearing the album. When it comes to the differences, one is found on vocals, much darker and whispered in comparison to Mauro´s lines in the main band; the songs are a mixture of noise ambients and vocals in a lot of moments, being in Neronoia the samples more present in all the songs. In Canaan, the shift between pure ambiental interludes and “real” songs (when the aforementioned instruments take their classic role and perform songs under well known patterns) was clear. In Neronoia both sides are intertwined and embrace often. This is music driven by keys and torn (but clean) vocals, which are the outstanding bearers of the sound. The relevance of the rest of instruments is limited and less present than on Canaan. However, the feelings the album leaves on me are somewhat similar to Canaan. Maybe this is darker and less romantic, I´d say. Could I end this review spurting the classic “recommendable for any Canaan fan”? Sure, why not? But I still prefer the original band...

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- Chroniclesofchaos.com -
Eibon Records seem to be in the habit of releasing collaborative projects recently -- the CD immediately preceding this release is _The Clearing_ by A Crown of Light, collaboration between Brandon Elkins and Robert Hunter Osgood of A Crown of Amaranth and Conversations About the Light respectively -- and now Neronoia, a collaboration between Canaan and Colloquio. I am unfamiliar with the latter, but Neronoia can certainly be compared to a darker Canaan (not that Canaan was upbeat to start with). There is a similar, brooding atmosphere, but with loudly whispered rather than sung vocals, and consequently more ominous sounding than Canaan.
There are no ambient interludes, but ambient sections are integrated into the songs. The guitars tones are accessible, being more pop-rock in tone than anything else; the keys sound very '80-ish but nonetheless atmospheric, and this in particular lends a strong retro edge to the music, while the percussion is sparse.
Recommended for fans of This Empty Flow and, of course, Canaan -- but the converse is also true: those who hated the aforementioned bands are unlikely to enjoy this CD.

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- Gothtronic.com -
Neronoia is a joint venture of dark wavers Canaan and Colloquio from Italy. This release also goes towards the dark wave genre but I hear other influences as well. To give a short idea of my first impression is a metal band playing O’paradis. The sound of the music is a typical metal sound, especially the drums. But also the thick but clean guitars. The keyboards on the other hand are typical dark wave. At the first track I really had the idea that Neronoia was a metal band, it sounds a bit doom metal alike. The other tracks are more exotic but stay in a slow tempo and are sultry. This is probably why I make the O’Paradis connection, because of the Mediterranean atmosphere. The lyrics are sung in Italian and the dark almost whispering voice give extra dimension to the sound and also give a sense of drama to the music. The songs on “Un mondo in me” are very melodic and the compositions are well thought and in balance with each other. The keyboards are woven into the rhythm parts and the guitars. Everything is in its place in this moody but warm piece of music. The mix of dark wave and exotic work well and make this into a warm bath that makes one languid.

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- Kogaionon.com -
Along so many quality albums that the last month has brought us, there was absolutely open place for another one! It is all about the new project of Mauro Berchi, the same one enlivening two other well known activities that do not cease to endure: CANAAN band and Eibon Records label. Mauro, alongside his CANAAN colleagues and certain friends from COLLOQUIO band (Gianni's voice appeared on the last two CANAAN releases, so there's nothing new) brought this very project to life. Surprisingly or not, NERONOIA sounds more Dark than CANAAN (you might ask yourselves: is there anything darker than CANAAN?), more depressing, with sombre atmospheric echoes (strange, yet alluring keyboard) that reminded me the superb project RAS ALGETHI; there are clear masculine vocals, with low timbre, rather whispered (in Italian) than sang, veiled in cold melancholia, romantic sadness, mental isolation! The rhythm is a very slow one, the guitar is rather CANAAN-ian, all the tracks are sung and there are no Ambient interludes... it is a suicide music... or a midst for enjoying the superb autumn that falls its veil upon us! If I would have listened to this CD without knowing the performer, I would have said it is a new CANAAN, this time one fulfilling all my expectations: a musical work from the first piece to the last one, with lyrics on every single track and moderate lengths. All these gathered together on this album's 10 tracks, yet the Metal scent is completely missing! I should further mention that the sound's orientation (without vocals, except perhaps the first track) is one anchored in THERGOTHON or THIS EMPTY FLOW, but floating towards NeoGoth/Pop/Alternative, if you wish. That Dark dimension endlessly fascinates me, and the grave note given by the instruments' low tonalities also grasps throughout the masculine, sleepy like, voices... The sadness dominates the atmosphere, there is no hope, and the only loomed colours are the ones between the black and white contrast (that is if we fail into understanding them as non-colours). It is an album, at all complex, at all incomprehensible (as melodic line), maybe a rather continuous and linear one, with resembling sonorities, creating the perception of a neverending repetition... In fact, I am listening to this album for over three hours so I cannot know anymore if it is for real or it is just an illusion. The important thing is that the tracks enliven a unique state, one in search for solitude, for isolation, for complete alienation from everything around. At least for an hour... it lasted three hours for me... somehow a long audition, don't you think so ? Who knows, maybe it will last even longer for you? It depends on what you are expecting from a sound like this one...
For me it was an escape into nothingness...
I still wonder if I was able left that realm for now!

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- Basementbar.com -
Neronoia is a collaboration between Italian bands Canaan and Colloquio. I've never heard of Colloquio, but Canaan has made several good albums of dark, atmospheric rock with gothic and ambient influences. Canaan albums would typically have traditional songs that were broken up by ambient and instrumental interludes. Here, those ambient elements are a part of the songs themselves, and the vocals consist entirely of deep, monotonous whispers. This creates a very calm, trancelike feeling while new wave keyboards and watery, clean guitars provide bits and pieces of melody. The sound is quite bass-heavy, which at times makes this seem almost industrial. But it's industrial after all the factories have shut down and everything has been left to rust. This is nice music to read to or fall asleep to, but I have to admit that concentrated listening may be out of the question, as this music seems tailor-made for drifting off to sleep. The words are all Italian and the song titles are all just Roman numerals, which makes identification with this album and its songs even more difficult. Even the promo sheet is all in Italian. This is pure mood music. Fans of Canaan, This Empty Flow and similar acts and those looking for some quiet bedtime music could check this out.

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- Virus-mag.com -
Neronoia is a collaboration between Italian bands Colloquio and Canaan. Somewhat derivative of Canaan in terms of sound, although not entirely so, this is an enjoyable CD for those that might enjoy dark synths ensconced in washes of atmospheric bass and guitar and a nearly monotone vocal delivery.
Unfortunately there is very little variation from track to track and, as a whole, the CD has the sense that these tracks are merely ten variations on one theme, as opposed to different “songs”. Not providing song titles also lends credence to this notion, which also leads me to believe that this “all cats are grey” approach was intentional. There are some nice uses of noise elements, particularly on tracks “V” and “VI”. I loved Canaan's last CD, "The Unsaid Words". Actually, I thought it to be one of the best CDs I listened to in 2006, and I think the key to success for "The Unsaid Words" was that the band mixed it up from track to track, yet the CD still maintained cohesiveness. Cohesiveness is fully functional on "Uni Mondo In Me", but only because the thematic and compositional factors lacked variation. Leaving on a positive note, there is an abundance of fragile melodies that ache with sorrow and surrender, making this CD worthy of checking out for its shear beauty.

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- Ultimatemetal.com -
As stated above in an excerpt from Neronoia's official website, Neronoia is a collaboration between the musical outfits Canaan and Colloquio. Promotion surrounding this release typically points out that it will appeal to fans of Canaan, and this modesty is a continuation of the charming and welcome modesty displayed above. In actual fact, Un Modo in Me's scope of appeal will extend far beyond fans of the Neronoia's individual constituent acts. This is lovinlgy crafted darkwave and at every turn it is evident that Un Mondo in Me's creators care deeply for their creation. On top of this one gets the impression that these musicians are incredibly down to earth, which is nowhere more evident than in the final line of the above excerpt - "Neronoia is nothing. But to us, it is important". Anyone who truly understands the nature of producing art will feel the full weight of this statement.
Un Mondo in Me's cover art is bleak, stark and uninviting. Coupled with the fact that all the song titles are simply Roman Numerals through I - X, one might be forgiven for thinking that this album is not making the best of first impressions. Fortunately, the warmth and character of the ten songs within dispel any negative first impressions immediately as the listener is suddenly at the mercy of a very focused piece of work. Musically, Un Mondo and Me is strirring, melancholic and gentle. This is not epic music; rather it is music that sweeps and floats, tempting the listener into a dreamlike trance of the sort that brings to mind the pleasures of quiet reflection.
Three features typically characterize Un Mondo in Me: - A slow tempo maintined throughout, hushed spoken-word vocal performances throughout (all performed in Italian), and a near total reliance on ambient sound and studio effects to evoke the albums particuar melancholic mood. Neronoia have hit the nail on the head as far as each of these features go, particularly with the 80s sounding keys which cheerily offset the melancholy (which might otherwise be a little too oppresive). Some audiences, however, may interpret the albums consistency as a case of the songs sounding all the same as each other. There is an element of truth to this, but ultimately any such interpretation is dependant on individual aural awareness and discerning ears should have no problem picking out the subtle differences between each song.
Un Mondo in Me is a real treat - nothing spectacular but definitely a welcome antitode to the tired arrogance displayed by the hordes of undeserving metal bands that the national press typically hero worship.

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- Legacy -
Ein edles, durch und durch ästhetisches Album liefern NERONOIA aus Italien ab. Dabei handelt es sich um ein Seitenprojekt der ebenfalls auf Eibon Records ansässigen Canaan, ergänzt um den Sänger der Band Colloquio. Stilistisch gehen NERONOIA ähnliche Wege, und wer Canaan nicht kennt, dem seien als sehr lahmer Vergleich noch Roberto Mammarellas Monumentum mit ihrem Meisterwerk „In Absentia Christi“ empfohlen. Einmal auf der einen, mal auf der anderen Seite des Abgrunds zwischen sphärischem ´Kaum-noch-Metal´ und Gothic, stellt „Un Mundo In Me“ etwas dar, was sich schwer in Worte fassen lässt; und offensichtlich fällt NERONOIA dazu auch nicht viel ein. Die Band sei so wie der Spiegel, der gleichgültig Fröhlichkeit und Schmerz reflektiert; NERONOIA sei nichts, aber für die Männer dahinter der wichtigste Ausdruck - so ungefähr die Kommentare auf der Website. Das Konzept der Italiener heißt Konfrontation. Auf dem Cover von „In Mundo In Me“ beißen sich schwarz und weiß, schemenhaft und sehr verzagt tritt der Schriftzug NERONOIAS blass hervor. Schwarz, das sind die Scherenschnitte menschlicher Gestalten; schuldig die Menschheit in all dem, was sie sich antut. Weiß, das ist der Rest, der ein Spiegel sein und Anteil nehmen kann, aber dabei kalt, unnahbar und in seinem Wesen unschuldig bleibt. Auf dem Backcover vermischen sich schwarz und weiß zu Motiven, welche zusammengenommen die Szene eines Kinderzimmers ergeben: eine Puppe im Schaukelstuhl, ein Schaukelpferd, ein Dreirad. Die Kindheit, die kindliche Welt als Ausdruck vollkommener Unschuld. Um von der Musik nicht abzulenken, sind die zehn Stücke des Albums nur römisch durchnummeriert. Dominant in allen Liedern sind Synthesizer, Bass und die Stimme des Colloquio-Sängers Gianni Pedretti hier und da lockern sparsam eingesetzte Gitarren oder - wie im Track 5 - Pfeifen als zusätzliche Instrumentierung ein. Die italienische Stimme, halb tonlos geflüstert, halb gesungen, wirkt bedrohlich, hoffnungslos und gleichzeitig elegant auf den Hörer. „Un Mundo In Me“ ist monumental und federleicht, spielerisch froh und doch in seiner düsteren Zähigkeit zerbrechlich und nackt. Mit 44 Minuten Spielzeit hat es die richtige Länge, um nicht schwülstig zu werden, das Konzept dieses Albums sucht seinesgleichen und wird wohl, wenn nicht von NERONOIA selbst, auch so schnell nicht wieder erreicht werden.
(15/15 JP)

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- Musik.terrorverlag.de -
NERONOIA ist der Spiegel, der Glück und Schmerz mit derselben Gleichgültigkeit widerspiegelt. NERONOIA ist das Böse, das wir uns selbst antun. NERONOIA ist die Palette eines blinden Malers, der unabsichtlich alle Farben mit dem selben Grauton abbildet. Aber vor allem ist NERONOIA eine Kooperation der beiden italienischen Dark Rock Formationen COLLOQUIO und CANAAN. Während erstere mir bislang nicht geläufig waren (ihr letztes Studioalbum „Va tutto bene“ datiert aus dem Jahre 2001), handelt es sich bei CANAAN um eine der wichtigsten und stillvollsten Inkarnationen menschlicher Traurigkeit. Die Bande zwischen den beiden Formationen sind eng, so veröffentlichen die Bolognesen (nicht Bologneser ­ das ist eine Hunderasse!) COLLOQUIO bei Mauro Berchis exquisitem Eibon Label und ihr Sänger Gianni war bereits an den letzten beiden CANAAN-Alben beteiligt. Kein Wunder, dass einem der Sound vertraut scheint wie das fallende Laub im Herbst.
So wirken die von „I“ bis „X“ benamsten Titel wie eine CANAAN Produktion mit etwas mehr unterschwelliger Electronica. Getragen, düster, melancholisch, kunstvoll, so kann man die gut 44 Minuten Musik wohl adäquat beschreiben. Keyboardteppiche, Drum Loops und stimmungsvolle Gitarren Riffs verschmelzen mit dem so tief- wie wohlklingenden Organ des Vokalkünstlers. Die in meinen Ohren äußerst sinnliche italienische Sprache verstärkt den Hörgenuss weiter, obwohl ich schon gerne verstehen würde, wie sehr NERONOIA leiden. Highlight für mich ist Stück Numero „VI“, bei dem mich die sehnsüchtige Lead Gitarre in „Brand New Babylon“-Zeiten zurückversetzt. „IX“ steht diesem Erlebnis kaum nach, so dass mich diese Platte ein wenig damit versöhnt, dass CANAAN wohl nie live auftreten werden, wie mir Herr Berchi auf Anfrage leider mitzuteilen hatte.
Stilvoll in schwarz-weiß wie auch Cover und Promozettel kommt „Un Mondo in Me“ daher, als eine Ansammlung grauer doch nichtsdestotrotz ungemein facettenreicher Töne, die perfekt zu der ins Haus stehenden kalten Jahreszeit passen. Freunde italienischer Eleganz bis hin zu neueren TIAMAT-Anhängern sollten ihren Frieden mit diesem Werk machen und hinter den Spiegel blicken.

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- Lahordenoire.free.fr -
C'est sur le label italien EIBON, label de qualité spécialisé en dark ambient, gothic dark, et cold wave, qui n'est autre que le label de Mauro Berchi de CANAAN que sort "Un mondo in me". Et si le nom de NERONOIA n'évoque au premier abord rien, il est loin d'être un premier jet créatif pour ses auteurs puisqu'il s'agit en fait d'une collaboration entre CANAAN et COLLOQUIO, un groupe de dark wave de EIBON, que personnellement j'avais découvert sur la compilation Dissolution Farhenheit (1997) mais qui existe depuis 1993 ayant sorti plusieurs cassettes albums et deux cds. On retrouve plus précisément tous les membres de CANAAN et Gianni de COLLOQUIO, et en fait cette collaboration sur tout un album fait suite à de précédentes collaborations sur les deux derniers albums de CANAAN. Sur "The unsaid words", on retrouve en effet Gianni au chant sur "Senza une riposta" et sur "Il rimpiato"; c’est bien de ces précédentes collaborations dont part NERONOIA, mais malgré une certaine proximité avec CANAAN on ne pourra absolument pas confondre les deux puisqu'on ne retrouve pas le chant atmosphérique et spirituel de Mauro; celui de Gianni est très différent, et un peu rebutant au début; très particulier, assez dans la lignée de ces projets atmosphériques italiens, une voix à la fois rauque, plutôt parlée, se voulant sensuelle, froide, nostalgique, rêveuse, désenchantée, intimiste, beaucoup de mots pour quelque chose de très sobre en fait, entièrement chanté en italien, ce qui crée ainsi une autre atmosphère, une atmosphère plus intimiste. Même si on retrouve des sonorités propre et si agréablement typique à CANAAN, l'ensemble tout en s'en rapprochant est différent ; les guitares sont ici moins métalliques et moins en avant même si on retrouve ces mélodies typiques et ces sonorités, qui ici n'ont plus ce coté éthérée mais ont un coté intimiste qui parfois devient glacial; en fait c'est comme si les morceaux ambiant et les morceaux classiques de CANAAN se mélangeaient avec une mise en avant des synthés. Sur les dix morceaux sans titre, il y a du très bon comme la III mais aussi du moins bon, parfois certaines mélodies ne sont pas terribles ou trop gentilles mais toujours avec des sons spéciaux et prenants. Cet album est donc du CANAAN avec une autre atmosphère, le lien entre les deux projets est évident, et l'ensemble est très bon même si je préfère CANAAN.

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- Gutsofdarkness.com -
'Neronoia est la coopération entre Canaan et Colloquio; Neronoia est le miroir qui réflète la joie et la douleur avec la même indifférence froide; Neronoia est la peur qui paralyse par son toucher doux mais néanmoins implacable; Neronoia est le mal que nous nous faisons à nous-mêmes; Neronoia est la palette d'un peintre aveugle qui sans le faire exprès peint toutes les couleurs avec les mêmes ombres de gris; Neronoia n'est rien mais pour nous, c'est important'. Cette citation extraite du site du groupe est on ne peut plus claire...D'ailleurs, à l'écoute de ces dix pièces sans titres, l'influence Canaan (le dernier opus notamment) s'avère des plus présentes...ces types ont réussi à créer une version doom de la cold wave: des tempis lents et pesants, des guitares baignées de spleen, une voix à la fois distante et désenchantée, des touches de clavier triste...Alors quelle différence ? Elle se trouve dans une approche un brin plus expérimentale sur quelques chansons (le morceau 5 notamment avec ses sons déformés, son beat surétouffé...) et des nuances parfois légèrement plus rauques sur le chant. Pour le reste, c'est cette même implacable grisaille qui nous envahit les oreilles, cette alternance de passages mélancoliques et de cassures plus atmosphériques...le plus curieux est qu'en dépit d'un aspect très linéaire au niveau des compos, le charme agit. Je ne dis pas qu'on ne ressent pas quelques longueurs, c'est le cas à la longue, mais globalement, ce spleen a quelque chose d'intimiste et de vaporeux qui donne envie d'écouter. Assurément, Neronoia plaira aux fans de Canaan, à moins que ces derniers trouvent les deux formations trop similaires...Pour ceux qui ne connaissent ni l'un ni l'autre, écoutez sans à priori.

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- Musikansich.de -
Neronoia, das ist eine Kooperation der Bands Canaan und Colloquio. Un Mondo In Me ist deren Erstlingswerk aus dem Jahr 2006 und bietet eine großartige Mischung aus Dark Wave und Ambient mit etwas Dark Metal Einflüssen. Musikalisch ist man eher bei Colloquio zu Hause als bei Canaan, was sicherlich an Sänger Gianni Pedretti liegt. Ein großer Einfluss dürfte auch Tiamat in ihren ruhigen atmosphärischen Momenten sein.
Die Musik zeichnet sich durch eine enorm düstere melancholische Atmosphäre aus. „Neronoia ist der Spiegel, der Glück und Schmerz mit derselben kalten Gleichgültigkeit reflektiert.“ Das ist nur eine der Aussagen der Band, die genau beschreiben, wie die Musik klingt. Noch deutlicher wird es, wenn die Musik als „die Farbpalette eines blinden Malers, der unbeabsichtigt alle Farben mit denselben grauen Schattierungen malt“ beschrieben wird. Nur scheint hier das Grau beabsichtigt, was auch das edle Artwork in schwarz und weiß unterstreicht.
Die Musiker machen also alles andere als fröhliche Musik. Viele Flächen aus den Synthesizern, etwas Bass und Drums oder Drum-Loops, etwas düstere Gitarrenklänge und schließlich darüber der wunderbar düster bedrohliche (Sprech-) Gesang. Neronoia gelingt auf Un Mondo In Me große Kunst. Um nicht davon abzulenken wurden die Titel einfach durchnummeriert. Die italienische Sprache hilft zusätzlich, die Atmosphäre zu kreieren, die Neronoia beabsichtigt. Absolut empfehlenswert!

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- Necroweb.de -
Die italienische Band Neronoia veröffentlichte bereits 2006 ihre erste CD "Un Mondo In Me". Das diese Cd erst jetzt, drei Jahre nach ihrem Erscheinen hier bewertet wird, liegt daran das Eibon Records sie uns jetzt zur Verfügung gestellt hat. Die damals als Sextett gegründete Band ist eigentlich eher ein Joint Venture aus der kompletten Gruppe von Canaan und dem Sänger Gianni Pedretti von Colloquio. Um es gleich im voraus zu sagen, clubtaugliche Lieder wird man auf dem Silberling vergeblich suchen.
Der leise, fast schon flüsternde, Gesang von Gianni kombiniert mit den Synthesizer- und sparsamen Gitarrenklängen schaffen eine fast schon kunstvolle melancholische Klangkulisse, die teilweise bedrohlich wirkt. Durch geschickten Einsatz der Instrumente schaffen sie es immer wieder die entstehende Schwermüdigkeit nicht in eine Morbidität abrutschen zu lassen sondern immer einen kleinen Hoffnungsschimmer aufzuzeigen. Es ist ein sehr emotionales Werk das in die Tiefe, oder auch Abgründe, des Menschen zu gehen versteht. Selbst nach mehrmaligen Anhören wird man immer wieder neue Nuancen entdecken. Das die, komplett auf italienisch gesungenen, Lieder keine richtigen Titel sondern nur mit römischen Ziffern gekennzeichnet sind, erwecken den Eindruck das es sich um ein Experiment handelt oder Teil eines größeren musikalischen Werkes ist.
Fazit: Gut gemachte CD, definitiv aber nur was für Menschen die sich auch mal abseits des derzeitigen "Gothic-Mainstream" bewegen und mal wieder ruhige, langsame Musik, mit Tiefgang genießen wollen.

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- Heavyhardes.de -
Manchmal wird man ja noch überrascht. Meistens zwar eher negativ, doch es gibt auch hin und wieder Lichtblicke, auch wenn sie sehr rar gesät sind. Einer dieser Lichtblicke ist die hier besprochene CD, obwohl "Lichtblick" im Zusammenhang mit der Musik von Neronoia ein eher deplatziert wirkender Begriff ist.
Denn das, was die fünf Italiener auf Un Mondo In Me da fabrizieren, ist nicht blendend hell oder wenigstens etwas aufgehellt, nein, hier herrscht Schwärze, Dunkelheit, Düsternis vor. Dark Ambient könnte man den Stil nennen oder Dark Wave, auch ein wenig Industrial-Einflüsse tauchen hier und da auf und an ein oder zwei Stellen scheint es etwas doomig durch. Ja, das "Tempo", wenn man es denn überhaupt so nennen darf, bewegt sich hier in den untersten Regionen, zähflüssig wie langsam erkaltende Lava quillt die Musik der Band aus den Boxen. Aber dabei klingt die ganze Sache nicht verzweifelt oder weinerlich, sondern sehr entspannt und locker. Die Musik lädt ein, sich in einem dunklen Zimmer zurückzulehnen, die Augen zu schließen und ein Glas (vorzugsweise extrem dunklen) Rotwein zu genießen. Es hat bei mir eine Zeit lang gedauert, bis ich in die CD hineingefunden habe, aber wenn man die Anfangshürden genommen hat, breitet sich eine faszinierende Klangwelt vor dem Hörer aus, die ihn in ihren Bann zu ziehen versteht. Ein atmosphärisches Keyboard verbindet sich mit zarter melodischer Gitarrenarbeit zu einem fesselnden Ganzen, bei dem der Beitrag der Rhythmusgruppe auf reine Unterstützung beschränkt. Nein, mit Metal hat das hier nichts zu tun, aber das muss es auch nicht, um mir zu gefallen. Die Lyrics sind komplett in Italienisch gehalten, ich habe also keinen blassen Schimmer, worum es hier eigentlich geht. Aber das ist auch völlig egal, die Musik erzählt ihre eigene Geschichte. Und die zieht sich über den gesamten Tonträger hin, so dass die Tatsache, dass alle Tracks nur mit Nummern betitelt sind und kein eigenes Gesicht erhalten, überhaupt nicht störend wirkt, sondern ganz im Gegenteil die Homogenität des Werkes dadurch nur noch betont wird. Dafür muss ich, was die Produktion betrifft, leider Minuspunkte verteilen, denn hin und wieder verschwinden die Höhen einfach im klanglichen Nirwana, während an anderer Stelle dafür ein Rauschen im Hintergrund auftaucht, das mich unweigerlich an die "guten alten Zeiten der Musikkassette" erinnert.
Das ganze Werk ist keine Musik für Zwischendurch, die CD verlangt Zeit und Aufmerksamkeit sowie (wohl am Wichtigsten) die richtige Stimmung vom Hörer, aber dann belohnt sie ihn mit einer Reise in ganz besondere Welten. Ich habe keine Ahnung, wie diese Platte im Vergleich zu ähnlichen Alben zu bewerten ist, dazu fehlen mir einfach die Vergleiche. Deswegen verzichte ich mal auf eine Punktewertung, persönlich sehe ich sie irgendwo zwischen vier und fünf Pünktchen, auch wenn die CD mit Metal ungefähr so viel zu tun hat wie George W. Bush mit einem Staatsmann...

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- Paranoidmusickarmy.mforos.com -
Joder, menos mal que aprendí los números en romano en el colegio... para empezar: ¡no tienen ni títulos las canciones! Pero da igual... podemos con eso y mucho más.“Neronoia”, el nombre del grupo lo dice todo.... empieza muy interesante, la verdad... diferente a lo que he escuchado anteriormente... original con toques doom... la producción es buena... está bien conseguida la ambientación. Eso sí, me recuerda un poco a una balada italiana narcótica, algo así como un chill out con atmósfera doomera... algo que sólo estaría bien escuchar fumándote el tercer porro en una tetería de Barcelona a la luz de las velas. La primera canción, cuando ya te has acostumbrado al rollito: se acaba... eso que pensaba que en estos discos, cada canción duraría por lo menos diez minutos... la segunda tiene un comienzo así como teatral... lo malo es que no entiendo lo que dicen... así podría decir algo acerca de las líricas....  la canción ya es mucho más pastelosa que la primera... esa no me gustó..Siguiente! comienzo organístico, luego guitarrero y luego, de nuevo un poco el mismo estilo, pero esta canción ya es otro rollo,  algo más gotiquillo, mejor calidad, nada comercial... me quedo con la tercera...Diría que va mejorando conforme pasan los minutos... se vuelve más interesante... la cuarta ya es misterio con un halo algo vampírico, mucho más tétrico y decadente.... Estos chicos van calentando el disco, se va notando paulatinamente el efecto gótico y narcótico.... Hay que escucharlo entero antes de decidir... si nos quedamos a las puertas quizá no le demos la nota que merezcan...Buah, la sexta ya se sale, el comienzo es brutal! Definitivamente me quedo con el disco y le damos buena nota...El resto de canciones, todas diferentes unas de otras exceptuando por los tiempos, son dignas de escuchar, una neronoia, quiero decir: una paranoia...La séptima es muy triste y tétrica, te lleva a ese rollo depresivo que tantos les gusta a algunos, perfecta para ahogar las penas.La antepenúltima es más mística, algo así como alienígena, la penúltima tiene una caída más comercial, al estilo de las primeras, y de la última diremos que como toque final la canción es perfecta, de las más originales de todo el disco y eso que cada una es original de por sí. Para los que les guste el estilo, merece la pena escucharlo. No olvidemos que con Neronoia tenemos el placer de escuchar a Mauro, vocalista de Canaan, por lo que es inevitable alguna comparación que otra con los temas más narcóticos. Dark rock a tope.

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- Bat-Cave.pl -
Neronoia jest projektem powstalym w wyniku wspólpracy dwóch wloskich zespolów Colloquio oraz Canaan - zespolu nieco bardziej znanego wsród milosników ambientowych dzwieków.
Neronoia to ciekawe polaczenie ambientu z eterycznym wokalem, sam zespól mozna nazwac mroczniejszym obliczem Canaan, które nie boi sie muzycznych eksperymentów.
Na " Un Mondo In Me " atmosfera budowana jest w oparciu o przestrzenne dzwieki klawiszy, delikatne, subtelne brzmienie gitar i ospaly rytm perkusji, calosc w polaczeniu z tekstami w jezyku wloskimi oraz narracyjnym wokalem Mauro, przechodzacym momentami w szept daje naprawde zaskakujacy efekt.
Same kompozycje sa zlozone, melodyjne, pelne muzycznych "smaczków" oraz zabaw z dzwiekiem, calosc jest dopracowana, od samego poczatku " Un Mondo In Me " slychac ze nie mamy do czynienia z muzycznymi "nowicjuszami".
Mimo iz muzyka zespolu jest pelna smutku, momentami wrecz depresyjna, to jednak na koncu tego ponurego tunelu znajduje sie swiatelko nadziei. Ja muzyke zawarta na albumie " Un Mondo In Me " (z wloskiego: "Swiat we Mnie") traktuje jako pewien rodzaj muzycznego katharsis, w sam raz do zamkniecia sie wsród czterech scian i wyciszenia.
(woodraf )

 


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