"Un mondo in me"

- Antonio Loschi -
Un mondo in me di Neronoia, nuova creatura di Mauro Berchi e Gianni
Perdetti, è un album davvero notevole, splendido - di una bellezza
straziante, lo definirei ossimoricamente -, perfetto connubio fra il
sound Canaan e il sound Colloquio, espresso in nuove, aggiornate soluzioni
, del resto già emerse, accennate, nel recente The Unsaid Words
dei Canaan (meno distante da Un mondo in me di quanto possa sembrare
a un ascolto superficiale). Non smentita ma compimento, esito maturo
di un percorso sonoro che negli anni ci ha offerto frutti attraenti
quanto venefici. Trovano qui tutto il loro senso quelle sperimentazioni
dark-ambient intercalate da Mauro nei lavori targati Canaan, apparentemente
irrelate alle tipiche composizioni dark-wave - che hanno contraddistinto,
reso inconfondibile quel sound -, quasi fossero il vezzo disorientante
di chi ospita nella propria etichetta numerosi progetti appartenenti
a quel filone e che, infatti, hanno lasciato perplesso più di
qualcuno. Un mondo in me è ancora dark-wave chitarristica compassata
e desolata che viene dal profondo, ma contaminata, sfregiata e talvolta
interrotta da battiti e fremiti industriali, avviluppata in involucri
fascinosi e dolenti di tastiere ambientali, ora sullo sfondo ora in
primo piano - ammiccanti, con discrezione a certe soluzioni cold-wave
già percorse dai Colloquio in Va tutto bene - che la spingono
ancora più giù, nell’abisso. Ma ogni tentativo di
definizione, ogni tentativo di confinamento in un genere, non renderebbe
giustizia a questo capolavoro musicale del decadentismo intimistico
- esistenziale. Altro che gotici castelli, vampiri sanguinanti, dark-ladies
assassine...
Colpisce la compattezza serrata che i creatori sono riusciti a conferire
alla struttura, all'architettura del tutto, considerando che i singoli
elementi sono stati composti in tempi diversi, “negli anni”,
come dichiarato all'interno del libretto. Tanto che il tutto fa pensare
a concept album privato del refrain che ritorna, si ripete. Percezione,
del resto, rafforzata dalla rinuncia a titolare i brani, identificati
da una laconico numero romano - I, II, III...-, altrettante tappe di
un nostos o, se si preferisce, di un circolare, atemporale viaggio negli
oscuri, labirintici meandri della coscienza. E se l’io è
immerso nel tempo ciclico dell’eterno ritorno, non può
che collocarsi in uno spazio chiuso, angusto, claustrofobico: la stanza
e il suo recesso, l’angolo.
Il disco racconta lucidamente, spietatamente l'anatomia di un io affranto,
dislocato dal tempo vissuto e perso in ricordi sfuocati, ormai rassegnato
nella ricerca dell'unità perduta o almeno del proprio senso.
Di quel senso mai colto, sempre inafferrabile. La dissociazione fra
mondo interiore e mondo esteriore - pochi dettagli - che emerge nei
testi, trova corrispondenza perfetta nell'incessante lavoro di decomposizione
e ricomposizione della struttura musicale dei singoli brani e dell’intero,
cosicché la destrutturazione del suono e quella dell'io coincidono.
Ecco che, allora, si incidono le profondità atrabiliari, saturnine
di un animo apatico o immobile (I: “suonano alla porta / se mi
muovo mi frantumo /quindi resto qui...”), scisso o sdoppiato (VI:
“c’è qualcuno che non vedo / lo sento, mi vuole con
sé / così mi invento un volto...”), al culmine della
depressione e sospeso sul baratro della soluzione estrema ( IX: “con
l’angoscia di chi / non sa reagire / di chi si lascia andare /
tanto doveva finire / questa splendida vita...”).
Ed è un bisturi micidiale, esiziale, interprete di un gesto preciso
ed essenziale, mai teatrale, alieno da qualsivoglia posa autocompiaciuta.
Si delinea, così, un'estetica o, piuttosto, un anti-estetica
delle rovine interiori che si estrinseca in un suono mutevole, complesso
eppure essenziale, finemente cesellato, ma - appunto - limato da ogni
barocca escrescenza nel succedersi e nel sormontarsi dei pieni e dei
vuoti o, meglio, di pieni materici che tendono al dissolvimento, alla
liquida decomposizione. Un suono accompagnato da un canto abraso, corroso
e corrosivo. Nenia cibernetica, sussurro metallico di un animo fioco,
che perde la corposità fonica, che torna solo a tratti, intermittente,
nei momenti di umana autoconsapevolezza: forse barlumi di ritrovata
identità, forse l'irrinunciabile, irresistibile auto-inganno
della speranza. Ma non esistono medicamento o cura possibili e neppure
un nuovo corpo per la necrosi dell’anima: “...qui la strada
è finita”(X).
A mio modesto e personale parere, uno dei migliori albums del 2006 e
sicuramente quello che preferisco fra una schiera non troppo numerosa
che - a parte alcune eccezioni - è tutta italiana. A tal proposito,
decisamente coraggiosa e da apprezzare la scelta dei Neronoia di scrivere
e cantare i testi nella troppo vituperata lingua italiana, penalizzante
sul mercato estero e proprio per questo viva testimonianza dell'amore
di fare musica aldilà di lucrosi scopi.
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- Fucine.com -
C'è uno strano rumore nella mia testa che mi fa vivere al contrario,
rinchiuso in un angolo della stessa stanza di quando ero ancora bambino
Non è vero che da bambini si è più felici. Ci sono
bambini che restano segnati. Ci sono infanzie che non finiscono mai,
stanze dalle quali non si esce, ricordi che persistono, nodi che non
si sciolgono. In qualcuno c'è un mondo a sé stante, dal
quale un po' non riesce a scappare e un po' non vuole, perché
l'altro mondo, quello delle persone normali (?), non è un cazzo
bello e fa male (Suonano alla porta, se rispondo mi frantumo, quindi
resto qui). Qualcuno, per qualche motivo, riceve questo non-dono, e
non cambierà mai. Poi escono dei dischi come "Un mondo in
me" e uno pensa che sia davvero immorale possedere qualcosa di
così bello, proveniente però da tanto orrore quotidiano.
Per fortuna morale e arte sono distinte.
Com'era prevedibile, oltre che auspicabile, i Canaan hanno cercato di
fare un disco con Gianni Pedretti dei Colloquio, che aveva preso parte
con la sua voce, e una volta anche con un suo testo, agli ultimi due
album del gruppo di Mauro Berchi. I Canaan possiedono una personalità
spiccata, come si vede immediatamente dai cinque dischi da loro pubblicati
e dalla loro ricchezza di linguaggi (dark/wave, ambient) che non diviene
confusione ma diverso modo di esprimere pochi invariabili stati d'animo.
I Colloquio sono una band wave (un po' ricorda gli altri italiani Le
Masque e un po' i Depeche Mode) che rimane impressa per i testi in italiano
e per la loro "autorialità".
Un mondo in me non sono i Canaan con Gianni che canta, bensì
i Canaan e i Colloquio che provano a fare qualcosa insieme. Il suono
liquido della chitarra e quello delle tastiere lasciano sempre intuire
le influenze dark, quindi permettono collegamenti ad almeno uno dei
due progetti originari, ma la sezione ritmica è stravolta, decostruita
in studio e resa spezzata e soffocante, tanto da divenire uno dei tratti
nuovi, caratterizzanti e memorabili del disco: una diversa e sfiancante
pesantezza, che contribuisce molto a colorare tutto di grigio. Le stesse
canzoni possono essere percepite come tali solo in senso lato, soprattutto
grazie alla presenza carismatica di Gianni, perché la loro forma
anch'essa decostruita - non è mai quella classica: si ha
la sensazione di essere di fronte al cantautore, ma non è (solo)
così. Per chi segue i Canaan la cosa non è del tutto sorprendente,
alla luce dei nuovi metodi compositivi adottati con The Unsaid Words.
Succede dunque un evento rarissimo: si sa dove collocare il lavoro,
si sa chi lo compra, chi ne parla, ma non si riesce a citare una somiglianza
e nulla sembra già detto da altri. Ogni brano è la parte
di un tutto inscindibile e tragico, di conseguenza sarebbe inutile citarne
uno in particolare che sia rappresentativo dal punto di vista testuale
o musicale, ma è certo che i due scelti per il download siano
tra gli episodi forti di Un mondo in me. Solo un consiglio: dopo che
li avete scaricati, non accontentatevi e procuratevi anche il disco.
(Fabrizio Garau)
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- Metal-zone.it -
I Neronoia nascono dalla collaborazione di Mauro Berchi, mente dei Canaan,
e Gianni Pedretti, voce dei Colloquio.
Impossibile etichettare la proposta musicale che mi accingo recensire
perché, pur essendo palpabile la raffinata miscela di musica
dark/gothic/elettronica, sono talmente tante le sfumature stilistiche
e i dettagli sonori da non poter in alcun modo rendere sufficientemente
comprensibile a parole la magnificenza del contenuto di questo album.
“Un mondo in me” è un cd estremamente oscuro, complesso,
malinconico, triste, non accessibile a tutti. Un viaggio introspettivo
costellato da dieci tappe alla ricerca di se stessi, dieci fermate che
costituiscono altrettante riflessioni tra paure, dubbi, incertezze,
domande: un'emotività eccessivamente opprimente ma perfettamente
in grado di fotografare stati d'animo in cui ognuno di noi potrebbe
rispecchiarsi se solo ci fermassimo a riflettere e a guardarci dentro.
Dieci perle musicali profonde, raffinate, emozionanti che, a dispetto
dei titoli contraddistinti dalla semplice e fredda sequenza progressiva
di numeri romani, entrano sotto pelle toccando inevitabilmente l'animo
dell'ascoltatore.
Se i Canaan mi avevano impressionato per la ricercatezza delle soluzioni
offerte, questo sodalizio artistico che ha il cuore pulsante in Mauro
e Gianni (la cui prova vocale è superba) mi ha lasciato letteralmente
senza fiato.
Non fatevi scappare questo album perché non ha eguali quanto
a sensibilità musicale e profondità di contenuti.
Capolavoro assoluto.
Mi impossesso del finale di questa recensione scritta dalla mia collaboratrice
"anto.trip" per diversi motivi, il primo è che questa
è la 1.000ª recensione della nostra e vostra webzine, risultato
che arriva dopo neanche tre anni dalla nascita della webzine, esattamente
dopo 29 mesi di vita.
Recensione arrivata in redazione insieme ad altre ma che è stata
scelta per diversi motivi per rappresentare questo importante traguardo
della webzine, e sicuramente il principale è che si tratta di
un gruppo italiano il quale, come sempre più spesso accade, tiene
alto il nome della musica italiana regalandoci un altra perla da conservare
gelosamente nella nostra discoteca personale. (Giudizio finale: 100/100)
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- Elskrin.net -
Due band fondono la loro essenza per dar vita a Neronoia, una band che
sembra legata da un unico sottile filo conduttore: il dolore. Le due
band di cui sopra sono Canaan e Colloquio, ed il debut album, “Un
Mondo in Me”, esce per la rinomata Eibon, etichetta di proprietà
del tastierista della band, già nei Canaan. Un lavoro di certo
non di facile assimilazione e per certi versi di difficile lettura se
non ci si trova nel giusto mood. Un album raggelante, decadente e malinconico
in cui, con distacco, vengono analizzati, sezionati, gli aspetti più
desolanti di una vita che sembra non aver più nulla da dire.
Passaggi ambient si affiancano a suggestioni quasi di matrice dark,
i tempi sono sempre lenti, dilatati e non danno alcuna speranza di fuga.
Il cantato in italiano dona, inoltre, alle composizioni un quid di desolazione
ancora maggiore. Desolazione interiore che intrappola la nostra anima,
in uno stato di apatia dal quale non sa o non vuole liberasi. Come il
ritmo scandito dal Cuore Rivelatore di E.A.Poe, l'incedere delle canzoni
scandisce lenti ed inesorabili passi che ci separano dall'ineluttabile
fine della vita…”quella unica partita giocata e mai finita”.
Le canzoni sembrano descrivere un universo popolato da esseri amorfi,
privi di speranza, che procedono per le strade di un mondo senza bagliori
vitali, ognuno è un mondo a se, che trasportando quell'inutile
fardello di dolore tenta di annientare il proprio essere nel nulla.
Il nulla, vortice risanatore che potrebbe risucchiare ricordi e rimorsi
vissuti nello stesso susseguirsi dei giorni e nello stesso identico
luogo, sembra però essere ad ogni passo più distante,
irraggiungibile…ma questa agonia è comunque destinata
a finire…in un modo o nell'altro.
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- Underground.outune.net -
Il sodalizio Berchi - Pedretti (rispettivamente leader di Canaan e Colloquio,
le più significative presenze del panorama musicale Italiano,
e non solo) non poteva creare opera più bella. Rispetto all'ultima
fatica dei Canaan, "The Unsaid Words", la musica dei Neronoia
assume toni se possibile ancora più cupi e indefiniti; ogni levigatezza
estetizzante è bandita, ciò che rimane è un unico
flusso opaco dall'incedere quasi catatonico, un flusso nel quale il
male di vivere viene osservato dall'esterno, quasi che l'anima si fosse
estraniata da se stessa. Un irreversibile processo di alienazione, quindi,
grazie a cui la tragedia di una vita senza senso viene vista in una
paradossale quanto agghiacciante prospettiva "neutra". Se
il discorso musicale prende le mosse dal dark - doom di "A Calling
To Weakness", la componente lirica di "Un Mondo In Me"
si differenzia profondamente da quest'ultimo: nella chiamata alla debolezza
era presente tutta l'urgenza di un insopprimibile, lancinante urlo di
dolore, colto nell'attimo in cui esso si manifesta. Nei testi, nella
voce e nelle atmosfere di questo disco, invece, le emozioni si sono
come sedimentate nel profondo dell'animo, della psiche, e riemergono
apatiche, sfinite, immerse nello spleen più profondo (cfr. la
seconda e la quarta traccia). Per questo l'intero progetto ha il nome,
molto appropriato, di Neronoia. Per questo, d'altra parte, il titolo
del disco è "Un Mondo In Me", altra scelta non affatto
casuale: ossia, come già dicevo qualche riga sopra, un sondare
il microcosmo interiore con la consapevolezza di non poter far nulla
per riscattarsi dalla vacuità da cui si è circondati.
Inutile aggiungere che il duo è ai suoi massimi storici e che
le vette toccate da Canaan e Colloquio, nei loro momenti più
alti, sono state eguagliate se non addirittura superate: forse mai Berchi
e Pedretti si erano spinti tanto lontano nei territori dello sconforto
e dell'angustia. Con enorme ritardo, lo proclamo mio disco dell'anno.
Abissale.
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- Darkroom-magazine.it -
Accostabili al filone dark, definizione vaga e sommaria, ma che ben
descrive la sfera musicale ed emozionale in cui gravita il sestetto,
i Neronoia sintetizzano abilmente le esperienze musicali delle band
di provenienza: Canaan e Colloquio. Gli scenari musicali affrescati
dalla formazione nostrana si tingono di tinte grigie, plumbee, profondamente
intimiste, ma, al contempo, estranee alla pesantezza opprimente e al
dolore ostentato di certi colleghi. Il senso di melanconia che pervade
le dieci tracce viene calato in un contesto sonoro etereo, vellutato,
dove chitarre liquide intessono melodie ipnotiche ed impalpabili. Le
tastiere, collocate sullo sfondo, donano maggior atmosfera alla musicalità
dei Nostri, questa spesso amalgamata con campionamenti, beat e suggestioni
dal sapore dark ambient. Mezzi tempi accompagnano delicatamente l'evolversi
di ciascun brano, il cui incedere, talvolta, sfuma gradualmente sino
a dissolversi in suoni sfocati e alienanti. Il cantato, profondo, a
tratti quasi sussurrato, dà voce al malessere che alberga nell'animo
dei sei musicisti, suggellando, così, un lavoro riuscito sotto
ogni punto di vista. La circolarità del songwriting traspare,
oltre che dalla musica, dalla scelta di non attribuire titoli alle canzoni.
Ogni brano, infatti, costituisce un capitolo di una storia unica: da
qui la scelta di ricorrere ad una semplice numerazione per distinguere,
l'una dall'altra, le tracce. Le immagini in bianco e nero, semplici
e dirette, sono la proiezione visiva del sound adottato dal combo italiano:
un mondo fascinoso, pregno di melodie vibranti e toccanti, ma altrettanto
fosco e dai contorni poco definiti, e, quindi, difficilmente catalogabile.
“Un mondo”, quello dei Neronoia, che appare lontano, irraggiungibile
e riservato, forse, a poche persone realmente in grado di trovare le
chiavi per accedervi.
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- Eutk.net -
È possibile esprimere, con parole e musica, l'ineluttabilità
del destino? La fragilità dell'umana condizione? Il disincanto
verso quel lungo sentiero che chiamiamo vita? È possibile descrivere
la lenta agonia di ogni speranza, il suo lento sprofondare nel nulla,
nell'infinita vacuità del tempo e dello spazio?
Non vi so dare una risposta certa, sicura, quel che però vi posso
assicurare è che questo disco, 'Un Mondo In Me', ci va molto
vicino. Neronoia nasce dalla collaborazione, già vista su 'The
Unsaid Words' dei Canaan, tra gli stessi Canaan e i Colloquio, e specificatamente
tra i loro due mastermind, Mauro e Gianni.
Musicalmente c'è doom, c'è dark, c'è ambient, landscapes
elettronici, ci sono reminiscenze gothic, ma passa tutto in secondo
piano di fronte al lirismo poetico del tutto, alla struggente malinconia
che trasuda da queste dieci tracce, ognuna senza un nome, semplicemente
numerate. Il non plus ultra della spersonalizzazione, la disperata voglia
di questi ragazzi di non dare riferimenti, così come fa la vita,
che non dà certezze, che non fa sconti, che nutre le speranze
per poi farle a pezzi.
Un paesaggio grigio, pieno di ombre, cupo, dai toni plumbei, dove tutto
è rallentato, dove l'attimo che separa la foglia morta, dal ramo
alla nuda terra, è un attimo che dura un'eternità.
I testi sono semplicemente spine che avvolgono il cuore, e lo stringono,
fino a fare male, fino a che non avrà esalato l'ultima stilla
di sangue, disperati, rarefatti, sussurrati, eterei.
Poche melodie, dolorose, sembrano venire da lontano, passarci accanto,
e possiamo sentire solo il loro alito, perché sono già
lontane, perse all'orizzonte, andate a morire dove il cielo e la terra
si fondono inesorabilmente.
Questo disco è un'esperienza assoluta, annichilente, è
cibo per l'anima, merita lacrime a profusione, merita un completo abbandono
al suo incedere lento, catartico, ipnotico, fino a che la nostra psiche
sarà completamente volta al nero, alla noia, all'inedia dei sentimenti,
del sentire, oltre il quale c'è solo il nulla.
(Voto 9/10)
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- Moonlight69.tk -
Tra le vette qualitative del meraviglioso “A Calling To Weakness”
griffato Canaan, per chi scrive uno dei migliori dischi dell'ultimo
lustro, spiccavano indubbiamente le struggenti “Un Ultimo Patetico
Addio” ed “Essere Nulla”, unici episodi cantati nell'idioma
italico, scritti ed interpretati assieme a Gianni Pedretti dei fondamentali
Colloquio. La premessa è d'obbligo, essendo Neronoia il progetto
della medesima joint-venture, finalmente decisa a produrre un intero
album. “Un Mondo In Me” non delude le aspettative e si dimostra
esattamente ciò che ci saremmo aspettati alla luce delle precedenti
collaborazioni tra Pedretti ed il gruppo di Mauro Berchi; il risultato
è una dark-wave a dir poco struggente, capace di far male sia
nei momenti cupi ("IV", che sfiora l'ambient) che in quelli
leggermente più ‘solari', comunque impregnati di una malinconia
espressa con rara intensità. Per l'ennesima volta Gianni Pedretti
si conferma dunque autore tra i migliori in circolazione, ma lungi da
noi sminuire il lavoro di Berchi e compagni, mai come oggi complementari
e fondamentali per la riuscita del tutto. In pochi (azzardiamo: forse
nessuno) sono riusciti a mettere dolore ed amarezza in musica con altrettanta
efficacia: “Un Mondo In Me” vola inevitabilmente in cima
alle migliori uscite dell'anno appena trascorso e difficilmente verrà
spodestato.
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- Shapeless.it -
"Neronoia è lo specchio neutro che riflette la gioia e il
dolore con il medesimo freddo distacco. Neronoia è la paura che
paralizza con il suo tocco leggero ma inesorabile. Neronoia è
tutto il male che facciamo a noi stessi. Neronoia è la tavolozza
di un pittore cieco, che senza volerlo dipinge i colori con sfumature
dello stesso identico grigio. Neronoia è niente. Ma per noi è
importante". Sono queste le parole con cui i Neronoia si presentano
al pubblico, mostrando immediatamente il proprio indirizzo musicale
fatto non tanto di musica, quanto di emozioni. O meglio, fatto proprio
dall'assenza di emozioni, dal distacco freddo e indolente di colui che
non ha semplicemente più la forza per fare nulla.
I Neronoia sono una nuova creatura pubblicata dalla Eibon Records e
nasce dalla fusione di due altre realtà del panorama italiano:
Canaan e Colloquio. Nella line-up del gruppo, infatti, possiamo trovare
il cantante dei Colloquio, Gianni Pedretti, che ci regala una prestazione
magistrale per tutta la durata del disco, a cui poi si uniscono i membri
dei Canaan al completo, che realizzano tutto l'apparato strumentale
del disco. Viste queste premesse, soprattutto alla luce del recente
capolavoro dei Canaan "The Unsaid Words", avevo tutti i buoni
motivi per aspettarmi un ennesimo lavoro superlativo e, fortunatamente,
le mie attese non sono state disilluse.
"Un Mondo In Me" è un album straniante, che ti entra
in corpo, nelle ossa, ti abbatte e ti lascia lì, svuotato di
ogni cosa. È un album che fluisce e si riversa nello spazio fino
ad avvolgere tutto ciò che c'è in una cortina di suoni
dilatati, senza mai un sussulto, senza mai un'esagerazione. I dieci
brani contenuti nel CD si susseguono quasi senza variazioni, come se
fossero un unico flusso di coscienza: perfino i titoli vengono eliminati,
lasciando che il nome delle tracce sia semplicemente un numero romano.
Lo stile dei Neronoia potrebbe essere definito come un dark oscuro e
depressivo, che si rifà naturalmente alla musica delle due band
madre, con delle leggere influenze doom per quanto riguarda la lentezza
dei ritmi, ma sarebbe comunque inutile e privo di senso cercare di racchiudere
in una qualunque definizione un album che semplicemente è inesprimibile.
Anche il suono contribuisce a definire l'atmosfera del disco, dato che,
se l'ultimo disco dei Canaan, pur mantenendo un mood altrettanto depressivo,
possedeva un suono chiaro e un percorso musicale molto vario, "Un
Mondo In Me" ha un suono ovattato, soffocato, come se tutto fosse
ricoperto da una coltre di neve gelida che attutisce i suoni ed intorpidisce
i sensi.
Infine non si può non fare un accenno ai testi, delle vere e
proprie perle poetiche cantate in italiano che aggiungono un tocco in
più alla bellezza di questo lavoro. Le parole sussurrate da Gianni
si insinuano tra le note, dipingendo un mondo di sofferenza, di indolenza,
di incapacità a reagire, di disperazione e disillusione.
Insomma, ancora una volta una recensione come questa non fa altro che
dimostrare l'inefficacia della parola per descrivere un mondo acustico
che deve essere percepito e reso proprio, non razionalizzato. La speranza,
come sempre, è che quantomeno possiate essere incuriositi dalle
mie parole, in modo da interessarvi in prima persona alla musica dei
Neronoia. Un'altra perla nera sorge dal panorama italiano, non lasciate
che scompaia.
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- Alternatizine.com -
Nato dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio, la formazione dei
NERONOIA è composta da Alberto (basso, tastiere) Andrea (batteria)
Gianni (voci) Matteo (chitarre) Mauro (tastiere, basso, chitarre) e
Nico (chitarre).
Già da un primo ascolto di UN MONDO IN ME (Eibon Records, 2006)
è possibile subito comprendere come ci si trovi di fronte ad
un genere e ad una produzione musicale di nicchia, nettamente fuori
dalle regole del business.
Neronoia è un nome che si adatta perfettamente, d'altra parte,
ai testi di UN MONDO IN ME, che esprimono quella "ennui de la vie"
che comprende soltanto chi con essa condivide anche i minimi istanti.
Istanti che si materializzano in 45 minuti d'intensità emotiva.
L'invito rivolto all'ascoltatore è un vero e proprio invito al
viaggio: Al più arcano ed atavico viaggio, che da sempre ha accompagnato
l'uomo.
E così paure, incertezze, malinconie e interrogativi sul senso
della vita stessa, volteggiano in un'atmosfera resa volutamente plumbea
e nichilista che non sembra lasciare spazio a molte scelte.
UN MONDO IN ME è un album molto ben realizzato. La voce roca
e profonda di Gianni, distorta in varie tracce (es. I, II, IV) diventa
chiaro lamento nelle tracce III e IX, mentre assume la cadenza di un
greve rintocco nelle tracce V e VIII (quest'ultime, accompagnate da
sonorità che di tanto in tanto sfiorano il noise e l'industrial
sound).
Che dire di più? UN MONDO IN ME è veramente un album ben
registrato che sa trovare il giusto equilibrio da parti vocali e parti
strumentali.
Raffinato e tuttavia sobrio, nasce forse dal piacere dell'arte per l'arte?
Verrebbe da sperare proprio così, così come si spera che
qualcuno sia ancora in grado di apprezzare un tipo di musica nata da
un serio lavoro, in mezzo a tanta approssimazione e pretenziosità
musicale.
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- Silentscreamzine.com -
Neronoia traduce il peso dell’incomunicabilità e della
pura malinconia in lancinanti suoni che sembrano sgocciolare dal soffitto.
Sul pavimento solo chiazze di profondo nero. Viene così a generarsi
un affresco impressionista dai contorni sfocati che assume una sua fisionomia
solo se osservato ad una certa distanza per coglierne la greve totalità.
Non esiste disgiunzione alcuna tra le dieci catartiche e desolanti confessioni
di cui si compone “Un Mondo In Me”, che si abbevera tanto
alla dark-wave anglosassone (Joy Division, ma anche gotici echi di Siouxsie
And The Banshees e Christian Death) quanto al solenne fascino dei My
Dying Bride. Gianni Pedretti, con una performance disturbante e spiritata,
sussurra parole di dolore interiore dando l’impressione che l’anima
avesse perso la sua eterea (in)consistenza e si fosse tramutata in glaciale
ossidiana. Neronoia è malessere in sottovuoto che tende ad insinuarsi
in oscuri squarci della psiche, quelli dai quali sgorgano paure ed angosce
grazie ad arrangiamenti curatissimi, ispessiti da keyboards d’atmosfera
e leggeri flussi elettronici, figli di membri di Canaan e Colloquio,
qui in conciliabolo. Si giunge alla fine scossi ed inquieti come se
ci si fosse posti di fronte ad uno specchio e l’unica cosa ad
essere riflessa fosse stata la nostra ombra. Poiché il corpo
è già stato evacuato.
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- Audiodrome.it -
Canaan e Colloquio sono i nomi di due delle più interessanti
- nonché affascinanti - realtà della scuderia Eibon Records
e, più in generale, di quella scena musicale che solitamente
si fa confluire sotto la definizione estesa di “dark”, termine
tanto fuorviante quanto decisamente stretto di fronte a situazioni di
siffatto spessore. Questi musicisti avevano già intrecciato incrociato
le proprie strade in passato, ma mai prima di ora erano arrivati a fondersi
in un’unica essenza, una formazione allargata che riuscisse a
plasmare sotto nuove vesti le doti artistiche dei genitori, fino a dimostrare
che non sempre il risultato di simili progetti si riduce alla mera somma
delle parti. Neronoia è il nome scelto per tenere a battesimo
questa unione e Un Mondo In Me è il debutto che vede oggi la
luce sotto l’egida della immancabile Eibon Records. A condurre
le danze è la voce di Gianni Pedretti, affabulatore unico e dall’incredibile
capacità di dare voce alle sensazioni più intime dell’animo
umano, verrebbe da definirlo il cantore della psiche se non si rischiasse
di cadere nella retorica, ovverosia, proprio ciò che rifuggono
gli stupendi testi scritti da Gianni e Mauro dei Canaan. Ad accompagnare
la voce narrante, troviamo una struttura musicale di incredibile spessore,
in grado di sottolineare ogni emozione descritta nei brani con accenti
di rara forza e bellezza, non semplice tela del quadro, ma tavolozza
dai mille colori. Come un buon vino, i Neronoia devono essere sorseggiati
con calma, cercando di carpirne al contempo il gusto d’insieme
e ogni singolo aroma che ne compone il bouquet. Più pragmaticamente,
il gruppo rappresenta un’autentica cura alla musica usa e getta
cui troppo spesso siamo oggi abituati. Al di fuori di ogni distinzione
di scena o genere, questo è senza ombra di dubbio uno dei dischi
da tramandare di questo anno agli sgoccioli, un’occasione più
unica che rara di poter comprendere la differenza tra intrattenimento
e arte.
Da avere.
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- Versacrum.com -
L'oscurità che cala. Il buio, il silenzio, il nulla annichilente.
Neronoia è il gelo, è lo smarrimento di chi scopre all'improvviso
che la vita non ha più significato. E' un mondo grigio dai confini
che si dilatano all'infinito, amplificando la fredda sensazione di solitudine
ed abbandono che attanagliano talvolta le viscere, quando ci si para
dinanzi la tragedia. E' musica dolente, quella propostaci dal progetto
nato dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio, entità che
popolano l'umbratile sottobosco italiano, e che quando fanno udire il
loro flebile lamento è perchè vi è l'urgenza di
farlo, scaturente dalla necessità quasi fisiologica di esprimere
la propria alta poetica, al riparo da ogni tentazione commerciale che
in questi ambiti proprio non ha senso. Verrebbe facile richiamare quanto
prodotto dai gruppi principali per definire le coordinate di "Un
mondo in me", disco che ha visto una genesi non lineare, essendo
stato composto, come specificato dalle scarne note che lo accompagnano,
"in vari posti a Milano nel corso degli anni". No, trattasi
in vece di una opera che va rispettata in quanto autonoma manifestazione
di spirti creativi incorrotti, che nel corso di queste dieci meste litanie
senza titolo e distinte dal solo numero che le ordina cronologicamente
(venendo così vieppiù a mancare qualsisia riferimento),
esprimono ai massimi livelli le loro naturalissime inclinazioni. Un
lavoro che va inteso nella sua monolitica ed inscalfibile unicità,
anche perchè non è semplice descrivere il vuoto. Si rischierebbe
di banalizzare il loro intento, recando offesa all'impegno profuso da
chi evidentemente ci ha creduto fino in fondo. Altrimenti non avrebbe
senso pubblicare dischi come "Un mondo in me", destinati ai
pochi pronti ad armarsi della volontà indispensabile per sondare
le abissali profondità ove si cela la fredda fiamma che lo ha
originato.
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- Rockline.it -
Glaciale, perlaceo, eterno. Probabilmente non bastano le parole per
esprimere i caratteri di un’opera, Un Mondo In Me, che si presenta
a testa alta fra le produzioni dark/gothic rock europee. Stilisticamente
il prodotto della collaborazione italiana tra Canaan e Colloquio è
connotato fortemente da sprazzi doom che impreziosiscono di una foschia
eterea le singole track. Tutti e dieci i capitoli si presentano infatti
tanto sublimi, avvolti in un involucro di emozioni pure e sfumate, che
si evita di dare un titolo agli stessi brani. A tal proposito, questi
prendono forma solo attraverso una numerazione, a sottolineare oltretutto
il forte legame che le unisce. Il mood del disco è assolutamente
paralizzante e introverso. Si tratta di un’opera omnia per la
ricerca delle sensazioni di tristezza, malinconia, disagio e rimpianto,
che colorano di infinite sfumature grigie la nostra vita.
Le liriche sono molto curate, eseguite in modo lento e cadenzato. A
volte sono rese tramite effetti elettronici in modo da inglobarle nello
stesso tessuto sonoro che appare in più punti ovattato, morbido
e allo stesso tempo glaciale, proprio come un muro di ghiaccio. La compattezza
del disco poi colpisce particolarmente in modo positivo, poiché
permette all’ascoltatore di immergersi pienamente, secondo dopo
secondo, nelle atmosfere che vengono evocate dal vocalist, Gianni Perdetti.
I pensieri e i ricordi scorrono via cristallini e immutabili, appannati
dal tempo e dalle emozioni. L’eternità, intesa come situazione
a metà tra vita e morte, è forse il termine che meglio
descrive questo album. L’eternità della sofferenza e dei
momenti di tristezza o confusione interiore. Tutto ciò viene
espresso in modo assolutamente elegante e surreale. Rispetto all’ultima
grande prova dei Canaan, The Unsaid Words, il sound è sicuramente
più orientato in direzione atmosferica, se non addirittura ambient.
Questo album, così com’è, è un vero capolavoro,
approfondisce le sonorità dark e gothic, moderne e passate, come
anche le suggestive potenzialità liriche del cantautorato.
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- Metal Shock -
Appena si diffuse la voce di una collaborazione tra i Canaan di Mauro
Berchi e Gianni Pedretti dei Colloquio (autori recentemente di un capolavoro
pop-wave come “Va Tutto Bene”, sempre per Eibon), qui a
metal shock l’attesa si è fatta febbrile, soprattutto per
quanto riguarda il trio composto da me, Cortesi e Aramini.
Ora che finalmente il CD è fuori, non si può far altro
che gioire perché le promesse sono state mantenute.
Questo ‘Un Mondo In Me’ è esattamente quello che
ci saremmo aspettati di trovare viste le premesse: qualcosa che si pone
da qualche parte tra le due band d’origine, che già di
per sé sembravano fatte l’uno per l’altra (non a
caso Gianni aveva già scritto il testo di “Essere Nulla”
su “A Calling To Weakness” e prestato la voce in qualche
pezzo). Lo spirito dark del gruppo di Berchi lega a meraviglia con la
musica che Gianni ci ha proposto con i suoi Colloquio, e con lo scorrere
dei pezzi le due anime a volte si fondono, altre si cedono vicendevolmente
la scena. Ciliegina sulla torta sono i testi di Pedretti, sicuramente
tra i migliori autori di liriche attualmente in Italia, che tratta argomenti
a lui cari (tra i quali il monotono scorrere dei giorni, l’amarezza,
la vecchiaia e la depressione) con rara maestria. Forse l’unico
appunto che potrebbe fare a questo disco chi segue Gianni da tempo è
quello di toccare gli stessi temi e una qualche ripetitività
di alcune immagini da lui descritte, ma finché i risultati sono
di questo livello la cosa è decisamente marginale. Malinconico,
amaro e a tratti struggente, ‘Un Mondo in Me’ finisce di
diritto nella Top10 di fine anno, e ci dimostra che per fortuna c’è
ancora qualcuno che merita fiducia incondizionata.
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- Metalwave.it -
Questa non è una recensione "normale" perché
questo non è un disco "normale". Queste sono solo impressioni
da una umile mente che cerca di descrivere a parole quello che si prova
nei quarantacinque minuti di un ascolto ripetuto chissà quante
volte finora. Malinconia, abbandono, disillusione, rinuncia, rassegnazione,
accettazione incondizionata e totale della solitudine, senso di impotenza
e incapacità completa di cambiare il corso delle cose, rimpianto,
"quiet desperation" di memoria pink-floydiana, vecchiaia,
introversione, alienazione, paura di fronte alle cose e al corso del
mondo, estraneità totale a tutto quello che non ci riesce di
sentir nostro fino in fondo, vuoto e consapevolezza della nullità
della vita, confusione di tutte le sfumature e sensazioni in una sconfinata
unica monotonia, attesa della fine, della liberazione. Queste sono solo
alcune parole che mi vengono in mente per descrivere "Un Mondo
In Me" dei Neronoia, collaborazione tra i Canaan e i Colloquio
(ricordo che Gianni Pedretti dei Colloquio era già apparso su
lavori passati dei Canaan). Parole, espressioni, parole queste di cui
andare a ritrovare il vero significato originario sul dizionario, dal
momento che la superficialità moderna ha reso banale sterile
vuoto anche il vero senso delle parole più nere e cupe, significati
da ricercare e da sentire in profondità dentro di sé in
un atto di introspezione forse infinito. "Un Mondo In Me"
è un monumento a tutto questo, i pezzi non hanno titolo e sono
semplicemente numerati con numeri romani, la grafica è essenziale
e in bianco e nero, il suono è, se possibile, ancora più
dark di quello dei Canaan, le sonorità sono dilatate ariose atmosferiche
avvolgenti, non si può parlare di esso come si parla di un qualsiasi
disco, non ha senso valutare con un voto numerico le singole tracce,
per questo metterò un voto d'insieme a tutta l'opera. Un disco
che magari al primo ascolto potrebbe non colpire, anzi sicuramente non
colpisce, un inno a tutto ciò che nella nostra esistenza è
e non dovrebbe mai essere, a tutto quello che è contro natura
provare per l'uomo eppure egli prova.
E' inutile dilungarsi, compratevi questo gioiello e ascoltatelo e soprattutto
sentitelo, sentitelo vostro e vi prenderà in un modo che forse
non vi aspettavate, la presentazione che ne fa la bio allegata lo descrive
alla perfezione: "neronoia è una collaborazione tra canaan
e colloquio. neronoia è lo specchio neutro che riflette la gioia
e il dolore con il medesimo freddo distacco. neronoia è la paura
che paralizza con il suo tocco leggero ma inesorabile. neronoia è
tutto il male che facciamo a noi stessi. neronoia è la tavolozza
di un pittore cieco, che senza volerlo dipinge i colori con sfumature
dello stesso identico grigio. neronoia è niente, ma per noi è
importante."
Non mi sento di aggiungere altro.
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- Sensorium.it -
Dal sodalizio artistico tra Canaan e Colloquio nasce la creatura Neronoia,
sorta di side-project delle due entità che si trascende tra questi
solchi in una dimensione ancora più cupa (se possibile) e disperata.
Dark nel senso proprio del termine, la proposta dei Neronoia risulta
sgranata, sfuocata, come sospesa in un limbo abissale, dal quale non
c'é alcuna via di salvezza. Non a caso, la narrazione di Gianni
Pedretti assume a tratti sembianze quasi 'industriali', stagliandosi
sullo sfondo di un muro sonico che si nutre principalmente di frammenti,
echi e riverberi.
Dieci episodi senza titolo, contrassegnati da una sequenza di numeri
romani, ed un artwork programmaticamente in bianconero danno la misura
di un'ambientazione oltremodo depressiva e cinicamente disincantata:
affiorano in più di un'occasione i rimandi compositivi all'opera
dei mitici This Empty Flow, nell'ambito di uno stile minimalista ma
ricercato al contempo, assecondato da parchi sostrati elettronici e
lugubri gemiti chitarristici, incastonati nel mentre di una straniante
e paradossale celebrazione liturgica.
Detto dei subdoli frammenti melodici che affiorano incidentalmente dai
meandri spigolosi di "II", "III" e "VI",
non resta che una cappa grigia e soffocante, figlia di un malessere
inesorabile ed inquietante. Un autentico, ossessivo incubo messo in
musica.
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- Hardsounds.it -
Dalla collaborazione tra Canaan e Colloquio nascono i Neronoia, progetto
che vede coinvolti membri di entrambe le band, e volto ad una proposta
definibile chiaramente dark-wave, con un approccio compositivo sperimentale
ed elettronico. "Un Mondo In Me" è un disco introspettivo
e malinconico, una lunga trama sonora soffusa, intima, che ti sbatte
delicatamente sul muso il senso di vuoto che alberga nella coscienza
di chi ha a che fare continuamente con sentimenti come l'abbandono,
la solitudine, l'empatia e l'incomprensione, e si riscopre ogni volta
estraneo alla piega effimera intrapresa dalla quotidianetà. Ritmica
blanda, melodie dilatate, tappeti di tastiere fiancheggiate da arpeggi
di chitarra fluidi, a dir poco liquidi, accenni di ambient, e la voce
di Gianni che racconta, quasi sussurrando, un diario personale fatto
di pensieri e parole che rimandano alla condizione umana dell'essere
sensibile. Un discanto introverso e grigio che fluttua leggero attraverso
le correnti della rassegnazione, dell'accettazione di uno stato delle
cose che non smette mai di tormentare. Un filtro che scompone i processi
emotivi in piccoli, fragili frammenti pronti per essere assorbiti, e
poi ricomposti sotto forma di espressività. Lancinanti. Disperati.
Spietati. Come la produzione del disco, a dir poco sbiadita, rarefatta,
tendente quasi al silenzio, da camera. Altro processo che enfatizza
la condizione malinconica di un lavoro che si appresta a diventare un
cult, e non solo per quanto concerne la scena nostrana, come già
funziona per gli stessi immensi Canaan, e per i Colloquio, rappresentati
come meglio non si poteva dalle rispettivie intuizioni, dalle rispettive
sensazioni, dallo stesso modo di intendere la comunicazione del proprio
disagio interiore. Quello che prende in ostaggio le dieci tracce titolate
semplicemente con numerazione romana, e che come un urlo silenzioso
destinato ad implodere fa strage di sè stesso. Si, "Un Mondo
In Me", per davvero. Livido, trasognato, ferito, dove i giorni
sembrano durare in eterno, condannato a vivere per sempre col rimpianto.
Un mondo a parte che non conosce pace, ma che sa perfettamente cos'è
il dolore. Già riuscirne a parlare è faticoso, e farlo
senza autocommiserazione è un'impresa; tuttavia, farne una forma
d'arte come nel caso dei Neronoia, invece, è il passo successivo
che conduce alla Conoscenza perchè solo attraverso il dolore
riesci a capire veramente chi sei. Ma neanche...
Un disco prezioso ed importante. Di quelli di cui se ne avverte spesso
il bisogno, ma che non riesci quasi mai a trovare. Di quelli di cui
diventi geloso, e vorresti che nessuno lo comprasse per paura che qualcuno
possa scalfirlo, o non capirlo.
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- Rockshock.it -
“Neronoia è lo specchio che riflette Felicità e
Dolore con la stessa, fredda indifferenza.[…]
Neronoia è la tavolozza di un pittore cieco che senza volerlo
dipinge tutti i colori con le stesse ombre di grigio”
Queste sono le parole che compaiono sulla homepage dei Neronoia, progetto
musicale nato dal connubio tra i Canaan, gruppo molto conosciuto e amato
nella scena dark-gothic, e i Colloquio.
Il loro primo album, Un Mondo In Me, esula leggermente dal gothic, collocandosi
a metà strada tra la musica dark e l'elettronica.
I dieci brani di cui è composto il disco non hanno titolo, sono
indicati semplicemente con i numeri romani, e ciò rende ancora
più intrigante l’ascolto di Un Mondo In Me. La mancanza
di titolo rende un po’ difficile la memorizzazione dei brani,
che si caratterizzano tutte per le stesse tonalità angosciose.
Ma ciò non impedisce di apprezzare la magia e la complessità
di questo album.
Già l’ascolto del primo brano ci immerge in un’atmosfera
irreale, con chitarre appena accennate che emergono dal clima cupo creato
dalle tastiere; emozione e struggimento anche nella quarta traccia,
non di semplicissimo ascolto: cadenze lente e minime variazioni di tonalità
accompagnano la voce metallica e tormentata di Gianni Perdetti, che
ad ogni strofa è capace di scuotere e suggestionare l’ascoltatore.
I suoni ancestrali e oscuri si rincorrono nelle tracce seguenti, fino
a culminare nel nono brano, di particolare intensità e fascino.
Coerentemente con le sonorità dell’album, anche i testi
sono estremamente ispirati e sofferti: storie di rimpianti, di angoscia
esistenziale, di afflizione, raccontate in modo poetico e delicato.
Un Mondo In Me è un disco che merita l’ascolto di chiunque,
anche di chi non è un cultore del genere dark: i picchi di poesia,
rintracciabili sia nei testi che nella musica, sono difficili da trovare
altrove. Ed è anche un disco estremamente incoraggiante: dimostra
infatti che la musica italiana è ancora in grado di sviluppare
idee originali e produttive, e di saper creare opere di alta qualità
e di rara bellezza.
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- Disintegration.it -
I Neronoia nascono dalla collaborazione di Mauro Berchi, mente dei Canaan
e factotum della Eibon Records e Gianni Perdetti, voce dei Colloquio,
altra band italiana di assoluto valore e rispetto. “Un mondo in
me” è un cd estremamente complesso e sicuramente non per
tutti, ma che se riuscirete a farlo entrare in voi, statene certi, vi
lascerà senza fiato. Dark malinconico prima di tutto con tratti
che sfociano nell'Ambient più cupo dei Canaan stessi, ma che
fa delle sensazioni di tristezza e di introspezione non armi per annichilirvi
ma semplicemente uno specchio di una realtà che appartiene alla
band e che vuole rimanere tale. Al pubblico la capacità di riconoscersi
o meno, ma nessuna volontà di portare dentro il loro mondo la
loro audience. È un pò come guardare un album di fotografie,
o meglio una sequenza di immagini che provengono da un universo buio
e dolente, ma che permette in egual maniera la capacità di esprimere
ammirazione e stupore oltre che una insana voglia di essere parte di
questo loro viaggio introspettivo. Un album ricco di magie ma che per
forza di cose non può e forse nemmeno vuole essere per tutti.
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- Metalloitaliano.it -
Quando due band cult si fondono assieme il risultato non può
che essere entusiasmante. Le due compagini in esame, Canaan e Colloquio,
sono tra i maggiori esponenti del doom/dark di estrazione wave che la
nostra penisola conosca, Neronoia è il nome della nuova creatura
che ne prende forma, “Un Mondo In Me” è il frutto
di tale commistione, un manifesto di decadente ed ossessiva arte musicale.
Sulla scia delle rispettive band madri, i Neronoia danno forma ai propri
desideri inconsci attraverso lunghe e desolanti escursioni sonore, caratterizzata
in maniera evidente dalle tipiche sfumature dark/wave di casa nostra.
Musica oscura e disarmante, dunque, che da il meglio di se in virtù
dell’ottima prova vocale di Gianni, rigorosamente in italiano,
e delle spiccate doti compositive di un manipolo di musicisti preparati
e competenti in materia. “Un Mondo In Me” scorre via fluttuante
tra un verso recitato ed un loop gelido ed avvolgente, deciso a scavare
nel più recondito anfratto della vostra anima.
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- Truemetal.it -
I Neronoia sono il risultato della collaborazione di Mauro Berchi, tastierista
dei Canaan e Gianni Perdetti, voce dei Colloquio; la band viene poi
completata da Alberto (basso e tastiere), Andrea (batteria), Matteo
(chitarra) e Nico (chitarra). Quello che ne esce è questo “Un
mondo in me”, un cd di puro dark malinconico e “mortifero”
con qualche influenza ambient qua e là.
Il platter in questione è un tipico lavoro che può suscitare
solamente due reazioni: piacere all'inverosimile oppure risultare quasi
inascoltabile. È molto difficile fare una “normale”
recensione per un cd che normale non è. Tutto è basato
sulla ricerca della band di suscitare emozioni nell'ascoltatore; i Neronoia
riescono perfettamente in questo intento. Sfido chiunque a rimanere
impassibile di fronte alle note suonate dai nostri. L'incredibile tristezza
di fondo entra nelle ossa e riesce a smuovere sentimenti ormai dimenticati,
accompagnata dal quello sprazzo di dark-wave elettronico che calza a
pennello con il resto dell'ambientazione. Si tratta di un viaggio introspettivo
nella nostra anima che ci porta a riflettere sulla nostra esistenza;
il ritmo assurdamente cadenzato fa quasi sembrare i brani di funeral
doom delle canzoncine allegre e spensierate. Come dice il titolo del
lavoro, tutto si basa su un'esplorazione dell'io nei suoi più
reconditi anfratti percorrendo il labirinto della mente umana fino a
raggiungere le parti più intime e dimenticate. I testi delle
canzoni sono ovviamente essenziali e spesso creano un'enorme distinzione
tra il mondo esterno e quello interiore suscitando un sentimento di
infinita insoddisfazione per quello che ci circonda; tutto è
un coltello affilato che ci taglia le membra fino a mettere a nudo la
nostra anima per poi dagli il colpo di grazia. Tutto porta alle cose
tristi della vita, alle disillusioni e delusioni in un ambiente claustrofobico
che ci stringe sempre di più e ci fa mancare il respiro e testi
come “con l'angoscia di chi/non sa reagire/di chi si lascia andare/tanto
doveva finire/questa splendida vita...” lasciano presagire un'imminente
fine. Qualcuno potrebbe additare questi Neronoia come “i soliti
depressi cronici” ma, se si ascoltano le note con attenzione si
riesce ad evincere molto di più.
Questo “Un mondo in me” è quindi qualcosa di indescrivibile
che riesce a scavare dentro le nostre emozioni estraendo quello che
di più cupo portiamo con noi. Non è sicuramente un lavoro
di facile assimilazione né di grande appetibilità; sarà
infatti apprezzato solo da coloro che amano questo genere di sound e
disprezzato in toto da tutti gli altri.
Risulta comunque essere un eccellente lavoro di una band che fa delle
emozioni trasmesse in musica una ragione di esistere. (Voto 90)
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- Sands-zine.com -
Conosco abbastanza bene i Canaan (dei quali ho già recentemente
recensito tre queste pagine il loro ultimo CD "The Unsaid Words")
e le loro sonorità dark-gothic con venature ambientali molto
ricercate e raffinate. Conosco invece solo molto superficialmente i
Colloquio, dei quali in passato ho avuto soltanto occasione di ascoltare,
e in modo abbastanza frettoloso e incompleto, un loro precedente lavoro
di cui non ricordo il titolo, che al tempo avevo trovato d'impronta
sicuramente un po' più 'leggera' per forma dei brani e sonorità,
e abbastanza distante dai miei gusti d'ascolto abituali.
Già in "The Unsaid Words" dei Canaan però avevo
potuto osservare in due brani la presenza di Gianni dei Colloquio alla
voce, segno che tra Gianni e la formazione di Mauro si andava probabilmente
consolidando una qualche forma di sodalizio artistico.
A distanza di pochi mesi, così come mi aveva anticipato in precedenza
Mauro ancora durante le fasi di realizzazione, ecco dunque rivelato
in forma di CD, prodotto da Eibon, il frutto di questa collaborazione
tra i Canaan e i Colloquio, ora riuniti nel nuovo progetto musicale
siglato Neronoia.
In tutta onestà non avevo idea di cosa aspettarmi.
Conoscendo la professionalità e la meticolosità con cui
Mauro ha sempre lavorato ai suoi CD con i Canaan ero certo che mi sarei
trovato comunque di fronte una produzione di ottimo livello, ma su quale
potesse essere l'esatto contenuto stilistico e 'sonoro' di questa collaborazione
non avevo grandi idee in merito, e non riuscivo ad immaginarlo.
A dissipare finalmente questi dubbi ho ricevuto pochi giorni fa il presente
"Un Mondo in Me" dei Neronoia, anticipato da una copertina
con immagini in bianco e nero che già lasciano presagire sonorità
non certo troppo 'solari' e variopinte come quelle dei colori di un
arcobaleno, e da titoli delle tracce inaspettatamente contraddistinti
dalla sola sequenza progressiva in numeri romani, scelta che non avrebbe
stupito più di tanto per un CD di musica elettronica o sperimentale,
ma che certo appare piuttosto desueta per un CD che, per quanto di difficile
classificazione stilistica, consta comunque tutto di brani con testi
cantati, in questo caso da Gianni dei Colloquio.
Dieci tracce in cui le sonorità tipicamente dark-gothic dei migliori
Canaan che ben conosco incontrano particolarissime contaminazioni elettroniche,
per lo più in forma di processamento molto spinto delle sorgenti
sonore e delle singole tracce parziali delle registrazioni che costituiscono
i vari brani.
Un lavoro di processamento-composizione-decomposizione delle parti assolutamente
incredibile, ingegnoso, molto articolato e variegato, che nel corso
dell'ascolto del CD trova forma in vie di sbocco, soluzioni e idee sempre
diverse e sempre di estrema efficacia e suggestione...
La voce di Gianni appare anch'essa spesso superbamente trattata, e perfettamente
inserita in un contesto sonoro assolutamente indecifrabile e imprevedibile,
in bilico come è tra la trasfiguratissima forma di quello che
originariamente poteva essere un brano cantato di stampo 'tradizionale',
e le sue successive metamorfosi/espansioni stilistico-sonore che finiscono
per sintetizzarsi in una strana commistione di musica dark-gothic-elettronica-sperimentale
che certo non lascia indifferenti, non si lascia dimenticare facilmente,
né tanto meno si presta ad essere descritta e compresa in modo
sufficientemente esplicativo ed esauriente attraverso una recensione,
giacché peraltro il CD è talmente ricco di sottili e talvolta
quasi 'occultati' dettagli e sfumature da richiedere numerosi ascolti
per poter esser compreso e apprezzato in tutta la sua sofisticata bellezza/ricchezza.
Solitamente, arrivato a questo punto di una recensione, sento l'esigenza
di segnalare alcuni brani in particolare che ho trovato magari particolarmente
riusciti, e per questa ragione alcuni istanti fa mi sono allontanato
dallo schermo del PC per avvicinarmi al lettore CD e 'scorrere' velocemente
alcuni frammenti dei brani, cercando di identificare tra essi (non sono
riuscito ancora a memorizzarli, giacché il fatto di non avere
dei titoli estesi e in qualche modo descrittivi non aiuta la mia vacillante
memoria...) quelli che avrei potuto ragionevolmente indicare come brani
'migliori'.
Tempo sprecato.
Ogni brano, senza distinzioni, ha in sè qualche elemento, qualche
particolarità di spicco, qualche soluzione originale che lo renderebbe
particolarmente meritevole di nota e menzione. Così per questa
volta ho deciso di astenermi da questo consueto 'rituale' e consigliarvi
più semplicemente l'acquisto e l'ascolto sequenziale e 'in blocco'
dell'intero CD.
Sono certo che ne rimarrete affascinati.
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- Benzoworld.com -
Il flyer promozionale parla di “Dark”; dark intenso nel
termine originario della parola e del genere; ovvero musica buia, oscura,
triste, solitaria e malinconica. Credetemi, in questo disco c’è
molto più malessere di quanto ne possiate trovare nel 60% di
tutto quanto la scena depressive black ha generato negli ultimi anni.
NeroNoia sono un progetto formato da membri dei Canaan, i quali, una
volta terminata la fase strumentale, hanno affidato il lavoro vocale
e lirico a Gianni Pedretti dei Colloquio, un’artista che come
pochissimi altri riesce a trasmettere il mal di vivere in parole e musica.
Ne nasce un disco nel quale ad una base musicale di derivazione Canaan
(tristi atmosfere dall’andamento lento, ipnotico, quasi catartico)
si uniscono desolanti liriche dedicate allo stato malinconico dell’esistenza.
Musiche e testi (date anche un’occhiata all’inquietante
artwork interno del libretto) s’intrecciano per formare dieci
quadri, quadri che trasmettono in note la triste consapevolezza di aver
vissuto un’esistenza non voluta, ma comunque accettata e trascorsa
nella sua grigia routine quotidiana. Dieci brani senza titolo, un solo
e semplice numero a scandirne l’esistenza e il cammino. L’iniziale
“I” è lo specchio del concept che sta dietro a NeroNoia;
ascoltatela, e ditemi se avete sentito qualcosa di così mostruosamente
nero negli ultimi tempi. Le seguenti “II” e “III”
proseguono il sentiero verso l’annientamento dell’animo;
tristi tappeti sonori accompagnano inumane voci effettate decantanti
poesie di rara bellezza. La malattia di brani come “IV”
e “V” echeggia certe soluzioni sperimentali adottate dai
compianti MonuMentuM nel glaciale “Ad nauseam”. Infine “IX”
è la descrizione in musica delle grigie e nebbiose giornate passate
in solitudine in casa, mentre la gente corre per strada andando in cerca
del divertimento che comunque non riuscirà a trovare. “Un
mondo in me” è la colonna sonora per chi non ripone nessuna
speranza nella vita, ma ne accetta il suo lento scorrere verso l’inesorabile
fine/conclusione.
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- Symbiosis.altervista.org -
I Neronoia sono un realtà italiana nata dall'incontro di navigati
musicisti provenienti dai gruppi Canaan (qui recensiti con "The
Unsaid Words) e Colloquio (che ammetto di non conoscere). Il risultato
di questa alchimia è una musica piuttosto particolare, che solo
per mera comodità (e perché l'ho trovato descritto così
sul sito della Eibon) ho catalogato come dark wave. Le influenze sono
varie e molteplici: spesso si sfocia in un funereo doom metal, talvolta
vi sono aperture più orientate verso il rock, senza poi dimenticare
la componente puramente atmosferica, quasi ambient, che talvolta emerge
dalle sempre presenti seppure mai invadenti partiture di chitarra. Un
sound omogeneo e composito dunque, che dà origine a una musica
non certo di facile ascolto, capace di suscitare tutti i sentimenti
di fredda indifferenza e spleen che probabilmente i musicisti si sono
proposti di trasmettere.
Una caratteristica che si nota fin dal primo ascolto è una certa
omogeneità tra le dieci tracce che compongono l'album, come se
fossero parte di un unico lungo discorso. Questa intenzione era probabilmente
presente, dato che i brani sono semplicemente numerati da I a X, senza
recare titoli specifici. Si ha dunque un lungo monolite, senza dubbio
difficile da digerire, ma altrettanto insindacabilmente affascinante.
Ogni strumento, voce compresa, è usato secondo varie e molteplici
possibilità: questo garantisce una varietà che conferisce
a ogni composizione una sua specifica personalità. I Neronoia,
composti da musicisti con ormai anni di esperienza sulle spalle, sanno
come piegare ogni suono al loro intento: si tratta di un dato difficilmente
confutabile. I brani si sviluppano lungo delicate processioni di chitarra
e voce, che anche quando puntano su ritmi e tonalità più
vicini al doom non perdono mai la loro impalpabilità di fondo.
Quando i lidi esplorati sono prossimi a un dark rock d'autore, allora
che le maggiori potenzialità del gruppo sono espresse, in una
musica che unisce elementi diversi, fondendoli e piegandoli a una visione
unitaria e ben congegnata. Sono questi i momenti che prediligo, anche
se è da tener presente che la demarcazione fra le varie influenze
è molto labile, per cui le divisioni fatte poc'anzi hanno una
valore relativo e velleitario: tutto si sviluppa su binari piuttosto
personali. Quello che manca rispetto, ad esempio, al di poco anteriore
"The Unsaid Words" dei Canaan (uscito otto mesi prima), è
la voglia di conquistare l'ascoltatore, che in "Un Mondo in Me"
talvolta latita. Qui deve essere il fruitore a fare uno sforzo per entrare
nel disco, mentre lì, nell'opera dei Canaan, erano le note che
da sole prendevano il sopravvento. Brani come il penultimo "IX"
hanno una marcia in più che talvolta manca al resto del disco.
Ma che queste osservazioni negative siano prese per quello che sono:
puntini sulle i di un disco senza dubbio curato e realizzato con gusto.
"Un Mondo in Me" rappresenta un ottimo debutto, per un gruppo
che non mancherà di crescere in futuro. D'altronde, con una line-up
del genere, questo sestetto non può che migliorare. Chi cerca
una musica che rifletta la Gioia e il Dolore con il medesimo freddo
distacco, come dicono i Neronoia nella presentazione di questo disco,
non resterà certo deluso da questi tre quarti d'ora di buio esistenziale.
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- Kronic.it -
Neronoia è il nome scelto da Canaan e Colloquio per il progetto
che unisce le menti creative delle due bands che forse in Italia rappresentano
al meglio l’apatia, la disillusione e il rimpianto.
‘Un Mondo In Me’, pubblicato in questi giorni su Eibon,
si nutre di malinconia, di disincanto, di piccole riflessioni cantate
dalla voce sorprendentemente cupa ed alterata di Gianni Perdetti, che
emerge lancinante da una ragnatela di suoni sfuocati, frammentati ma
in alcuni momenti affilati e disturbanti.
L’album si compone di dieci brani senza titolo di Dark-Wave destrutturata,
volutamente sporca e surreale che da voce a briciole di straniante male
di vivere, raccontato attraverso liriche spontanee come pagine di un
diario intimo.
Un disco sorretto sì da chitarre, tastiere, basso e batteria,
ma che suona lontano, come se la musica di Neronoia giungesse a noi
filtrata da cortine di incubi e secoli di polvere. Musica rassegnata,
abbandonata a se stessa ma mai casuale, anzi curata in modo quasi maniacale
nella sua lunga e discontinua gestazione durata alcuni anni.
Dimenticate però i suoni cristallini dell’ultimo capolavoro
dei Canaan, perché qui Mauro Berchi e compagni, scelgono e manipolano
suoni disgregati, corrosi e ambientali e se in alcuni casi le canzoni
si impennano con l’enfasi di ‘The unsaid words’, tastiere
dissonanti e samples ci ricordano che questo album si pone come nuova
esperienza nel cammino di questi musicisti.
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- Amongstruins.altervista.org -
La collaborazione che ti aspetti, ma che fino a quando non si realizza
non ci vuoi credere, per paura che si infranga. Il progetto Neronoia
è l'incontro fra due gruppi concettualmente limitrofi ed affini:
i Canaan e i Colloquio; entrambi, per i più disattenti, tra i
migliori gruppi dell'ambiente dark italiano degli ultimi anni. L'album
che scaturisce da questo connubio si presenta su dieci tracce numerate
solamente, eseguite tutte in italiano dalla voce disillusa di Gianni
Pedretti (cantante anche del progetto Colloquio), che fornisce un'interpretazione
dei testi (scritti aquattro mani con il mastermind dei Canaan Mauro
Berchi) davvero sopra le righe. Testi che, come prevedibile per chi
conosce già le due realtà musicali, si interrogano riguardo
al senso della vita, sul malessere esistenziale, sull'alienazione dei
sentimenti e su altre tematiche che molto banalmente vengono spesso
etichettate come “depressive”. L'impalcatura melodica ricorda
spesso quella dei Canaan, chitarre liquide e ritmica quadrata; ma qui
le vere architravi sonore sono le distorsioni, i filtri (spesso vocali)
che fanno sembrare il disco provenire da tempi lontani, da vecchie diapositive
in bianco e nero, legate a ricordi di suppellettili inutili, dimenticati
in mezzo a secoli di polvere. L'album si dipana al centro di questa
cappa di spleen esistenziale, che soffoca eterei synth facendoli precipitare
a terra, calpestati dallo scandire di una batteria plumbea ai limiti
del doom. Nei momenti d'irraggiamento sonoro, sono le liriche ad irrigidirsi
e sprofondare negli inquietanti abissi dell'ego, come nelle magistrali
III (“ Dove andranno / a finire i giorni […] e chi si illude
di continuare / e allora sorride ) e IX (“ Tanto doveva finire
/ questa splendida vita / spesa in una sola partita / giocata, e mai
finita”).
La collaborazione tra questi bravi quanto poco conosciuti artisti del
panorama dark italiano ci offre una vera e propria perla, tra le uscite
"nazionali" più interessanti di quest'anno 2006.
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- Dagheisha.com -
Impallidito all’ascolto di tale gioiello non posso far altro che
mettermi a scrivere tentando di trovare un'aderente dialettica per descriverne
la forza, l’agonia, la spettrale parodistica evoluzione. Dopo
le ‘parole non dette’ dei Canaan e ‘Il Rimpianto’
addolorato di Gianni Pedretti dei Colloquio si rinnova la collaborazione
tra i due gruppi con un progetto dalle tinte grigiastre e offuscate.
‘Un Mondo In Me’ saluta la poetica decadente moderna immortalando
in italiano dieci visioni edulcorate di rara invasiva commistione tra
elettronica e doom. Cupi ritagli di tempo e spazio che di volta in volta
assumono ruoli di profondo distacco o calore materno. L’elegia
della noia e dell’insoddisfazione profusa nei versi di Pedretti
dispone col passare dei minuti ostacoli e impervita’ che rendono
difficile una completa interpretazione e per questo ancora più
affascinante il lato emozionale e lirico di ‘Un Mondo In Me’.
‘II’, ‘III’, ‘VII’ non sono solamente
numeri romani, appartengono a quella classe di simboli che una volta
almeno nella vita non hanno bisogno di essere traslati in termini consueti
perché il loro subliminale susseguirsi riesca a sradicare qualunque
perplessità su un cantato che dimostra come si possa scrivere
passaggi di grande musica anche senza guardare per forza oltre i propri
confini. ‘Neronoia è la paura che paralizza con il suo
tocco leggero ma inesorabile.’
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- Avantgarde-metal.com -
Italy is known as one of the world's leading melancholy capitals. It
seems that even though the sunny existence of Pasta, Tuscany and the
San Remo festival, the gloom is flowing and floating endlessly in the
boot land. Like every decent scene, name-dropping will be long, exhausting
and surely won't help to understand how this lively land has become
one of the major forces when it comes to the dark streams of metal (and
beyond, if to mention the vast Italian involvement in the Goth and Neo-Folk
territories). Perhaps through today's subject, I'll try to shed some
light upon this so-called phenomenon of Italian gloom. Neronoia, very
much like its older sister Canaan (as it's officially a side-project
of all the band members, only with a different vocalist, courtesy of
electro-outfit Colloquio), reflect a mission of closing the gap between
Goth rock, Dark Wave and metal, and conceive some resort for all kinds
of dark atmosphere. One can also try and stick the "dark metal"
badge to the band, but we have learn that there's much to it, behind
this strict tag.
At first listening, maybe the term "metal" does not fit. It's
much more light metal-oriented dark wave layer-cake with Goth sprinkles
above. The immediate power of Neronoia, exactly like Canaan, lies in
the grand lands of what sounds clean guitars can produce. They swing
slowly dark melodies, dreamy and distant as if Robin Guthrie of Cocteau
Twins was the composer. The band's using of light industrial samples
in the background and as some percussion unit can be regarded as a difference
from Canaan. Nevertheless, it is clear that the mother band will appear
over and over again along the review, for the essential differences
are quite slim.
Another difference is Neronoia expresses itself in Italian only. It
gives the known sound tag more mysterious aroma, which stands as an
absolute opposite from the cold winds, breathing of the music. The supposed
warmth of the southern European lands is somehow lingered in the collective
cliché memory as an obvious object. Well, one night say that
Neronoia display the other mood of Italy. Maybe it got to do with the
band creating in the northern hemisphere of land, sharing something
from the core of all the northern areas of the world. And maybe no matter
what reason stands behind it, for it is spellbinding – imagine
"La Primavera" in this bleak vision, how the colors trembling
and shaking into some cold grey melody.
However the character Neronoia is claiming to have, all in all, the
album is a direct continues of the excellent Canaan effort, "Brand
New Babylon". Despite Neronoia is more atmospheric, and emphasize
the ethereal layers more than the sacred presence of the elusive guitars,
which are more far more present in Canaan's song-building and arrangements.
Moreover, the vocals of Gianni Pedretti reminds of its Canaanian colleague,
Mauro Berchi – the rough whispers, the recitation, the hypnotic
half-singing. There is even resemblance in engineering the atmosphere.
One might sense that despite the electro background of Pedretti which
could be an interesting spice that could separate the bands common identity,
the curtains are still the sole turf of the Canaan gang. The bottom
line of the Neronoia existence is being the Doppelgänger of Canaan.
It might be a harsh conclusion, but it doesn't lessen the sheer dark
and gloomy enjoyment of listening to both entities. After all, a double
portion of this enchanting Goth-dark-wave-dark-metal is always welcome.
And the Italian gloom? It will remain the ceremony of opposites.
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- Overhookmusic.com -
Neronoia is a band that offer music for the people, who have ability
to stop and calm down. The style is really ambient and calm... The musical
structures are rather slow but including a lot of tricks. The first
picture that you'll get is surely more or less electronic even though
there are "real" instruments used in there. If you have heard
some tunes from Canaan (also an Italian band), you'll get the picture
of art of Neronoia.
It is not only Canaan though that comes into my mind from the delivery
on Un Mondo In Me. Neurosis (at least the newest album) has a lot in
common with the material. Neronoia though has less guitar in the process.
Also the basic atmosphere brings Godspeed You! Black Emperor to my mind...
In overall the whole package named in Roman numbers is a total mind
trip helper. The surroundings will be lost in the reality... And a whole
new existence is brought to you. The vocals are mostly in whispers to
add the distant feel to the wholeness. The language is Italian. Personally
I don't understand but a couple of words in this South-European language
so the story remains unveiled.
Anyhow this does not matter too much since, I find, the music tells
all you really need to know.
Calm and collected music for people who want to stop and just... exist.
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- Theadversary.org -
Neronoia is a cooperation between Canaan & Colloquio Neronoia is
the mirror that reflects Happiness and Pain with the same, cold indifference.
Neronoia is the Fear that paralyzes by its light yet relentless touch.
Neronoia is all the evil we do to ourselves. Neronoia is the palette
of a blind painter, who unintentionally paints all colours with the
very same shades of grey. Neronoia is nothing. but to us, it is important.
This is an example of what and how the band name and word, “Neronoia”
is used. Anyway lets talk about the music this band makes. Un Mondo
in Me is an eerie, dark and atmospheric release like the band Moat,
only unlike the band Moat!!! This is what I mean, 10 tracks of a melodic
and eerie type of atmospheric music, kind of like Katatonia or Green
Carnation only way more dismal in music. Ambient is the best way to
describe Neronoia, ambient and definitely dark or cavernous. When you
play this CD you feel like you're floating through a cloud of darkened
smoke, and you can feel the easiness of the music contain you, but at
the same time there is a dreary feeling as well, a feeling of depressed
wonder that just flows on this recording. I can't describe it, but I
have to say it's a great CD for people who love the ambience in music
and who love the depressing part of the way it's made. All I can say
is if you like your music in an atmospheric setting with a darkness
above then Neronoia is the band for you, check it out folks!!!!
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- Vibrationsofdoom.com -
It's quite difficult putting a numerical rating on a piece of work like
this. For those of you looking for a body of work that transcends and
defies all the atypical genres, THIS IS FOR YOU. Very heavily synth
oriented, almost ambient like in it's approach, though that would be
your first mistake to label this on those merits alone. Vocals are sung
in Italian, and there are quite a few unique vocal styles. Thus, the
doom and industrial genres come into play. There is a harsh set of vocals
(mostly due to the electronic effects, harking back to industrial),
though they tend to be perceived as a rather distorted whisper (so that
includes doom metal that utilizes death metal vocals). Guitars are found
and ever present, though they tend to have unusual effects on them and
are often high ended notations. When they are used in full force, they
can showcase a very emotional and dynamic range (like on 'IX' and check
out the lead solos work on 'VI.'). The percussion work is the most interesting,
as there are quite a bit of effects processed through the drum work,
but for the most part it's quite unusual how distant the percussion
work sounds, as if you're hearing the drumming waaaay off in the distance.
Unusual still is how the tracks are numbered with Roman Numerals, not
names. So you can fully concentrate on the music, and what music it
IS! One major complaint is with track 5, um, I mean 'V,' and simply
put it repeats vocal patterns and phrasings that are found in 'VI,'
though not as well structured. The industrial soundscapes weren't thought
out very well here, and there seems to be too much loose structure here,
with many pieces jumping from mood to mood. For all the relaxing atmosphere
of this CD, there's JUST enough darkness and haunting moods, whether
in the vocals or the instrumentation, to remind you that they're still
there. Your darkest vocal work is on CD ender 'X,' while the best and
most dynamic vocal work rounds out the best song on the CD with the
track 'IX.' Though Neronoia jumps around all over the place, everything
is (with the few exceptions I noted) well structured and I guarantee
makes for a different, diverse and somewhat relaxing atmosphere....
Float away!
(features members of Canaan, another Eibon act). SCORE: 91/100
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- Lunar-hypnosis.com -
Neronoia is a recent partnership involving the Canaan members Mauro,
Andrea, Nico, and Teo, with Gianni and Alberto from Colloquio. My experiences
with these two Italian bands has been both limited and extensive. My
listening of Colloquio has been restricted to just two songs I download
from the Eibon website, which only gave me a vague idea of what their
work sounds like while fortunately I’ve heard three of the five
Canaan albums so far.
To me Neronoia sounds somewhat similar enough to Canaan with atmospheric
harmonious synths, light melodic guitars, sparse percussion, and disheartening
vocals. However Neronoia at least to me ears, sounds like a much more
experimental version of Canaan. As you listen you’ll notice these
more experimental tendencies appearing in the form of backing noise,
effects placed on the vocals, and just general weirdness on certain
songs. However there are other songs that just sound like leftovers
from the last Canaan recording session, which I think is proven best
on ‘IX.’ Certainly not a problem in my opinion though.
A tough record to explain as there are indeed some little details that
I can’t quite explain fully, but one thing is for sure if you
already enjoy Canaan then you’re definitely going to have to check
out this new collaboration. Simply because Neronoia is the best parts
of Canaan with a newly added twist, which works out wonderfully in the
end and should prove to be a fully enjoyable album for anyone that already
enjoys their dark art.
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- Metal-only.com -
NERONOIA is fusion between Canaan and Colloquio, with four members from
the first mentioned, that I not long ago was introduced to. Neronoia
stands for a Dark Wave were all is about feeling and it's ability to
get out. The release “Un mondo in me” is on Italian, but
even if you don't understand the spoken language, it's possible to understand.
In that state of mind you will achieve as a listener, you will find
your own lyrics.
Neronoias music sounds a lot like Canaans to me, but also very different.
Here it's less compromising and the wave of darkness is this time much
heavier and more agony. When you play “Un mondo in me” you
are brought to a place in your own mind where a naked cold greets you
and the only warmth you get is from the knowledge that this is the real
me. With other words this is not always a pleasant experience, this
record is for those of you who turns inwards and gets so deep inside
your self's that nothing else matters. Neronoia is an instrument that,
when the surrounding world are trapped inside your thoughts, helps you
to experience your self from outside your self. Sometimes the record
feels like only one long track and one experience, the songs becomes
different building material to this colossus. I this otherwise solid
cube it foremost the last track that sticks out and makes a magnificent
ending.
In ten tracks they achieve to get to me in previously mentioned way,
which says something about the creators skill in what they are doing.
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- Metal-Revolution.com -
Neronoia is a collaborative effort between two dark ambient bands, Colloquio
vocalist Gianni Pedretti joining forces with the entire Canaan camp
to tell tales of nothingness. Unsurprisingly, the finished product is
a doomy, atmospheric piece of music that will appeal to fans of both
parties involved.
Things are kept simple on Un Mondo In Me. Gianni does break from his
usual mold by sometimes employing actual singing, and there are multiple
vocal filters being put to use to use throughout the CD's ten songs,
but his trademark spoken word delivery takes up much space in the Neronoia
universe. The guitar - which is another invaluable ingredient in Neronoia's
sound, despite being used in a way that sometimes makes you forget that
it's even there - is allowed to shine in the latter half of "VI"
in what could be the album's highpoint, while the bass is prominent
throughout all tracks. Various effects are added to the instruments
from time to time to keep the listener interested. It's fine in moderation,
but as you can only mess with the drum sound at the halfway point of
a song so many times on a forty-plus minute album before it becomes
dull, it's not exactly consistently exciting.
Un Mondo In Me progresses at a very deliberate pace. Every song is slow,
but never sleep-inducingly so; the tempo is just right, and the songs
all have a certain mesmerizing effect to them. For a while, at least.
The mesmerizing effect wears off when you realize that there is some
variety left to be desired, with the tracks feeling like slight variations
of each other instead of ten strong standalone compositions. The variations
are intriguing, though, and there is stuff on here you won't pick up
on your first couple of listens. As far as music to close your eyes
and contemplate life to goes, Un Mondo In Me is not a bad choice. (Thor
- 2009)
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- Imhotep.fi -
After my first listen I sat pretty damn awestruck by the dark, sad and
depressive feeling throughout these 40+ minutes of what could be described
as a sort of dark wave with a gothic touch. Neronoia is a co-operation
between two interesting Italian acts called Canaan and Colloquio and
I must say this hit home pretty damn hard!
What really strikes me about the music is that this sadness is so cold
and a feeling of no hope or happiness but also with the ability
to display these emotions with a certain indifference or “couldn't
care less about it.” To me this is very beautiful and incredibly
gloomy, but also disturbing… in a good way.
I must say that this really caught me off guard and really took hold
of me, with the result that this has become an album I frequently return
to and cannot forget. Without a doubt a very atmospheric journey, down
to the deepest of emotions... ...on the darker side of emotions that
is. Recommended!
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- Magazine.absolutezeromedia.us -
CANAAN & COLLOQUIO have collab on a release and here it is and what
a release it is. I want to say it has a very Magenta Skycode feel to
this as it almost sounds like were This empty flow would have gone if
they follow the 1st CD a bit more. I really like the Darkwave meets
minimalist lo fi electronics and even goth elements going on. Now there
is a strong When and Ulver element going on here. I'm just floored by
this release. I don't know if its just my love of this style of Gothic
Darkwave or if just exploring new sounds more and not afraid to admit
it any other. I love the lush soulful guitars and the soothing effects
and soundscapes with the husky sung/spoken vocals and the electro/jazz
percussion. I hope some of this is making sense. There is a strong element
of Canaan here I don't know Colloquio ar all . The whole release is
very bassy with a heavy heavy verb effect going on through out. I personally
will be listening to Neronoia a lot as it fits with were my mind and
soul are at this point as of late, Neronoia is a very reflective release.
Its best listened to alone with the candles lit and when you have time
to explore the full release. Check it out
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- Fishcomcollective.net -
The only thing I was able to derive from the Italian promosheet is that
Neronoia is formed by members of Canaan and Colloqiuo. Being familiar
with the first, I had a vague clue of what to expect. Indeed, what Neronoia
brings is “dark wave”, a genre hardly known to me, and it
sounded like a ‘light’ version of doommetal, at first sight.
Don’t get me wrong, the atmosphere is incredibly pressing and
melancholic - hence the comparison. The tracks give a soft and even
ethereal impression, due to the presence of spoken, half-whispered vocals,
and echoing, clean guitarwork. A dreamy soundscape is what the band
creates, and also exactly what you’ll feel. A bit difficult to
find words for, but that’s merely an indication of how superb
this stuff is.
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- Tartareandesire.com -
Neronoia is an ambient act involving mainly members from the mighty
Canaan. Unless a first impression could suggest we´re before the
classic “side project which sounds 80% like the known source band”,
the listening blows away any thought like that. It´s got some
things in common, right, but it´s different. This album goes further
into the ambient sounds, definitely. Did I say “ambient”
in the top line? So it was, even though this is a band in a strict sense
guitars, bass, drums, vocals. I´ve followed as source the
worldwide-used FNMSD (Fjordi´s Nonsense Musical Style Descriptions)
handbook, that describes ambient as “any evocative and emotional
music, too hazy to be categorised as any other style, often incidental
and descriptive and generally scarce in complexity and instrumentation”.
Leaving the world of buffoonery: Neronoia sounds quite like Canaan,
especially in the delicate guitar notes, the soundscape synths and the
overall feeling left in the listener after hearing the album. When it
comes to the differences, one is found on vocals, much darker and whispered
in comparison to Mauro´s lines in the main band; the songs are
a mixture of noise ambients and vocals in a lot of moments, being in
Neronoia the samples more present in all the songs. In Canaan, the shift
between pure ambiental interludes and “real” songs (when
the aforementioned instruments take their classic role and perform songs
under well known patterns) was clear. In Neronoia both sides are intertwined
and embrace often. This is music driven by keys and torn (but clean)
vocals, which are the outstanding bearers of the sound. The relevance
of the rest of instruments is limited and less present than on Canaan.
However, the feelings the album leaves on me are somewhat similar to
Canaan. Maybe this is darker and less romantic, I´d say. Could
I end this review spurting the classic “recommendable for any
Canaan fan”? Sure, why not? But I still prefer the original band...
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- Chroniclesofchaos.com -
Eibon Records seem to be in the habit of releasing collaborative projects
recently -- the CD immediately preceding this release is _The Clearing_
by A Crown of Light, collaboration between Brandon Elkins and Robert
Hunter Osgood of A Crown of Amaranth and Conversations About the Light
respectively -- and now Neronoia, a collaboration between Canaan and
Colloquio. I am unfamiliar with the latter, but Neronoia can certainly
be compared to a darker Canaan (not that Canaan was upbeat to start
with). There is a similar, brooding atmosphere, but with loudly whispered
rather than sung vocals, and consequently more ominous sounding than
Canaan.
There are no ambient interludes, but ambient sections are integrated
into the songs. The guitars tones are accessible, being more pop-rock
in tone than anything else; the keys sound very '80-ish but nonetheless
atmospheric, and this in particular lends a strong retro edge to the
music, while the percussion is sparse.
Recommended for fans of This Empty Flow and, of course, Canaan -- but
the converse is also true: those who hated the aforementioned bands
are unlikely to enjoy this CD.
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- Gothtronic.com -
Neronoia is a joint venture of dark wavers Canaan and Colloquio from
Italy. This release also goes towards the dark wave genre but I hear
other influences as well. To give a short idea of my first impression
is a metal band playing O’paradis. The sound of the music is a
typical metal sound, especially the drums. But also the thick but clean
guitars. The keyboards on the other hand are typical dark wave. At the
first track I really had the idea that Neronoia was a metal band, it
sounds a bit doom metal alike. The other tracks are more exotic but
stay in a slow tempo and are sultry. This is probably why I make the
O’Paradis connection, because of the Mediterranean atmosphere.
The lyrics are sung in Italian and the dark almost whispering voice
give extra dimension to the sound and also give a sense of drama to
the music. The songs on “Un mondo in me” are very melodic
and the compositions are well thought and in balance with each other.
The keyboards are woven into the rhythm parts and the guitars. Everything
is in its place in this moody but warm piece of music. The mix of dark
wave and exotic work well and make this into a warm bath that makes
one languid.
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- Kogaionon.com -
Along so many quality albums that the last month has brought us, there
was absolutely open place for another one! It is all about the new project
of Mauro Berchi, the same one enlivening two other well known activities
that do not cease to endure: CANAAN band and Eibon Records label. Mauro,
alongside his CANAAN colleagues and certain friends from COLLOQUIO band
(Gianni's voice appeared on the last two CANAAN releases, so there's
nothing new) brought this very project to life. Surprisingly or not,
NERONOIA sounds more Dark than CANAAN (you might ask yourselves: is
there anything darker than CANAAN?), more depressing, with sombre atmospheric
echoes (strange, yet alluring keyboard) that reminded me the superb
project RAS ALGETHI; there are clear masculine vocals, with low timbre,
rather whispered (in Italian) than sang, veiled in cold melancholia,
romantic sadness, mental isolation! The rhythm is a very slow one, the
guitar is rather CANAAN-ian, all the tracks are sung and there are no
Ambient interludes... it is a suicide music... or a midst for enjoying
the superb autumn that falls its veil upon us! If I would have listened
to this CD without knowing the performer, I would have said it is a
new CANAAN, this time one fulfilling all my expectations: a musical
work from the first piece to the last one, with lyrics on every single
track and moderate lengths. All these gathered together on this album's
10 tracks, yet the Metal scent is completely missing! I should further
mention that the sound's orientation (without vocals, except perhaps
the first track) is one anchored in THERGOTHON or THIS EMPTY FLOW, but
floating towards NeoGoth/Pop/Alternative, if you wish. That Dark dimension
endlessly fascinates me, and the grave note given by the instruments'
low tonalities also grasps throughout the masculine, sleepy like, voices...
The sadness dominates the atmosphere, there is no hope, and the only
loomed colours are the ones between the black and white contrast (that
is if we fail into understanding them as non-colours). It is an album,
at all complex, at all incomprehensible (as melodic line), maybe a rather
continuous and linear one, with resembling sonorities, creating the
perception of a neverending repetition... In fact, I am listening to
this album for over three hours so I cannot know anymore if it is for
real or it is just an illusion. The important thing is that the tracks
enliven a unique state, one in search for solitude, for isolation, for
complete alienation from everything around. At least for an hour...
it lasted three hours for me... somehow a long audition, don't you think
so ? Who knows, maybe it will last even longer for you? It depends on
what you are expecting from a sound like this one...
For me it was an escape into nothingness...
I still wonder if I was able left that realm for now!
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- Basementbar.com -
Neronoia is a collaboration between Italian bands Canaan and Colloquio.
I've never heard of Colloquio, but Canaan has made several good albums
of dark, atmospheric rock with gothic and ambient influences. Canaan
albums would typically have traditional songs that were broken up by
ambient and instrumental interludes. Here, those ambient elements are
a part of the songs themselves, and the vocals consist entirely of deep,
monotonous whispers. This creates a very calm, trancelike feeling while
new wave keyboards and watery, clean guitars provide bits and pieces
of melody. The sound is quite bass-heavy, which at times makes this
seem almost industrial. But it's industrial after all the factories
have shut down and everything has been left to rust. This is nice music
to read to or fall asleep to, but I have to admit that concentrated
listening may be out of the question, as this music seems tailor-made
for drifting off to sleep. The words are all Italian and the song titles
are all just Roman numerals, which makes identification with this album
and its songs even more difficult. Even the promo sheet is all in Italian.
This is pure mood music. Fans of Canaan, This Empty Flow and similar
acts and those looking for some quiet bedtime music could check this
out.
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- Virus-mag.com -
Neronoia is a collaboration between Italian bands Colloquio and Canaan.
Somewhat derivative of Canaan in terms of sound, although not entirely
so, this is an enjoyable CD for those that might enjoy dark synths ensconced
in washes of atmospheric bass and guitar and a nearly monotone vocal
delivery.
Unfortunately there is very little variation from track to track and,
as a whole, the CD has the sense that these tracks are merely ten variations
on one theme, as opposed to different “songs”. Not providing
song titles also lends credence to this notion, which also leads me
to believe that this “all cats are grey” approach was intentional.
There are some nice uses of noise elements, particularly on tracks “V”
and “VI”. I loved Canaan's last CD, "The Unsaid Words".
Actually, I thought it to be one of the best CDs I listened to in 2006,
and I think the key to success for "The Unsaid Words" was
that the band mixed it up from track to track, yet the CD still maintained
cohesiveness. Cohesiveness is fully functional on "Uni Mondo In
Me", but only because the thematic and compositional factors lacked
variation. Leaving on a positive note, there is an abundance of fragile
melodies that ache with sorrow and surrender, making this CD worthy
of checking out for its shear beauty.
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- Ultimatemetal.com -
As stated above in an excerpt from Neronoia's official website, Neronoia
is a collaboration between the musical outfits Canaan and Colloquio.
Promotion surrounding this release typically points out that it will
appeal to fans of Canaan, and this modesty is a continuation of the
charming and welcome modesty displayed above. In actual fact, Un Modo
in Me's scope of appeal will extend far beyond fans of the Neronoia's
individual constituent acts. This is lovinlgy crafted darkwave and at
every turn it is evident that Un Mondo in Me's creators care deeply
for their creation. On top of this one gets the impression that these
musicians are incredibly down to earth, which is nowhere more evident
than in the final line of the above excerpt - "Neronoia is nothing.
But to us, it is important". Anyone who truly understands the nature
of producing art will feel the full weight of this statement.
Un Mondo in Me's cover art is bleak, stark and uninviting. Coupled with
the fact that all the song titles are simply Roman Numerals through
I - X, one might be forgiven for thinking that this album is not making
the best of first impressions. Fortunately, the warmth and character
of the ten songs within dispel any negative first impressions immediately
as the listener is suddenly at the mercy of a very focused piece of
work. Musically, Un Mondo and Me is strirring, melancholic and gentle.
This is not epic music; rather it is music that sweeps and floats, tempting
the listener into a dreamlike trance of the sort that brings to mind
the pleasures of quiet reflection.
Three features typically characterize Un Mondo in Me: - A slow tempo
maintined throughout, hushed spoken-word vocal performances throughout
(all performed in Italian), and a near total reliance on ambient sound
and studio effects to evoke the albums particuar melancholic mood. Neronoia
have hit the nail on the head as far as each of these features go, particularly
with the 80s sounding keys which cheerily offset the melancholy (which
might otherwise be a little too oppresive). Some audiences, however,
may interpret the albums consistency as a case of the songs sounding
all the same as each other. There is an element of truth to this, but
ultimately any such interpretation is dependant on individual aural
awareness and discerning ears should have no problem picking out the
subtle differences between each song.
Un Mondo in Me is a real treat - nothing spectacular but definitely
a welcome antitode to the tired arrogance displayed by the hordes of
undeserving metal bands that the national press typically hero worship.
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- Legacy -
Ein edles, durch und durch ästhetisches Album liefern NERONOIA
aus Italien ab. Dabei handelt es sich um ein Seitenprojekt der ebenfalls
auf Eibon Records ansässigen Canaan, ergänzt um den Sänger
der Band Colloquio. Stilistisch gehen NERONOIA ähnliche Wege, und
wer Canaan nicht kennt, dem seien als sehr lahmer Vergleich noch Roberto
Mammarellas Monumentum mit ihrem Meisterwerk „In Absentia Christi“
empfohlen. Einmal auf der einen, mal auf der anderen Seite des Abgrunds
zwischen sphärischem ´Kaum-noch-Metal´ und Gothic,
stellt „Un Mundo In Me“ etwas dar, was sich schwer in Worte
fassen lässt; und offensichtlich fällt NERONOIA dazu auch
nicht viel ein. Die Band sei so wie der Spiegel, der gleichgültig
Fröhlichkeit und Schmerz reflektiert; NERONOIA sei nichts, aber
für die Männer dahinter der wichtigste Ausdruck - so ungefähr
die Kommentare auf der Website. Das Konzept der Italiener heißt
Konfrontation. Auf dem Cover von „In Mundo In Me“ beißen
sich schwarz und weiß, schemenhaft und sehr verzagt tritt der
Schriftzug NERONOIAS blass hervor. Schwarz, das sind die Scherenschnitte
menschlicher Gestalten; schuldig die Menschheit in all dem, was sie
sich antut. Weiß, das ist der Rest, der ein Spiegel sein und Anteil
nehmen kann, aber dabei kalt, unnahbar und in seinem Wesen unschuldig
bleibt. Auf dem Backcover vermischen sich schwarz und weiß zu
Motiven, welche zusammengenommen die Szene eines Kinderzimmers ergeben:
eine Puppe im Schaukelstuhl, ein Schaukelpferd, ein Dreirad. Die Kindheit,
die kindliche Welt als Ausdruck vollkommener Unschuld. Um von der Musik
nicht abzulenken, sind die zehn Stücke des Albums nur römisch
durchnummeriert. Dominant in allen Liedern sind Synthesizer, Bass und
die Stimme des Colloquio-Sängers Gianni Pedretti hier und da lockern
sparsam eingesetzte Gitarren oder - wie im Track 5 - Pfeifen als zusätzliche
Instrumentierung ein. Die italienische Stimme, halb tonlos geflüstert,
halb gesungen, wirkt bedrohlich, hoffnungslos und gleichzeitig elegant
auf den Hörer. „Un Mundo In Me“ ist monumental und
federleicht, spielerisch froh und doch in seiner düsteren Zähigkeit
zerbrechlich und nackt. Mit 44 Minuten Spielzeit hat es die richtige
Länge, um nicht schwülstig zu werden, das Konzept dieses Albums
sucht seinesgleichen und wird wohl, wenn nicht von NERONOIA selbst,
auch so schnell nicht wieder erreicht werden.
(15/15 JP)
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- Musik.terrorverlag.de -
NERONOIA ist der Spiegel, der Glück und Schmerz mit derselben Gleichgültigkeit
widerspiegelt. NERONOIA ist das Böse, das wir uns selbst antun.
NERONOIA ist die Palette eines blinden Malers, der unabsichtlich alle
Farben mit dem selben Grauton abbildet. Aber vor allem ist NERONOIA
eine Kooperation der beiden italienischen Dark Rock Formationen COLLOQUIO
und CANAAN. Während erstere mir bislang nicht geläufig waren
(ihr letztes Studioalbum „Va tutto bene“ datiert aus dem
Jahre 2001), handelt es sich bei CANAAN um eine der wichtigsten und
stillvollsten Inkarnationen menschlicher Traurigkeit. Die Bande zwischen
den beiden Formationen sind eng, so veröffentlichen die Bolognesen
(nicht Bologneser das ist eine Hunderasse!) COLLOQUIO bei Mauro
Berchis exquisitem Eibon Label und ihr Sänger Gianni war bereits
an den letzten beiden CANAAN-Alben beteiligt. Kein Wunder, dass einem
der Sound vertraut scheint wie das fallende Laub im Herbst.
So wirken die von „I“ bis „X“ benamsten Titel
wie eine CANAAN Produktion mit etwas mehr unterschwelliger Electronica.
Getragen, düster, melancholisch, kunstvoll, so kann man die gut
44 Minuten Musik wohl adäquat beschreiben. Keyboardteppiche, Drum
Loops und stimmungsvolle Gitarren Riffs verschmelzen mit dem so tief-
wie wohlklingenden Organ des Vokalkünstlers. Die in meinen Ohren
äußerst sinnliche italienische Sprache verstärkt den
Hörgenuss weiter, obwohl ich schon gerne verstehen würde,
wie sehr NERONOIA leiden. Highlight für mich ist Stück Numero
„VI“, bei dem mich die sehnsüchtige Lead Gitarre in
„Brand New Babylon“-Zeiten zurückversetzt. „IX“
steht diesem Erlebnis kaum nach, so dass mich diese Platte ein wenig
damit versöhnt, dass CANAAN wohl nie live auftreten werden, wie
mir Herr Berchi auf Anfrage leider mitzuteilen hatte.
Stilvoll in schwarz-weiß wie auch Cover und Promozettel kommt
„Un Mondo in Me“ daher, als eine Ansammlung grauer doch
nichtsdestotrotz ungemein facettenreicher Töne, die perfekt zu
der ins Haus stehenden kalten Jahreszeit passen. Freunde italienischer
Eleganz bis hin zu neueren TIAMAT-Anhängern sollten ihren Frieden
mit diesem Werk machen und hinter den Spiegel blicken.
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- Lahordenoire.free.fr -
C'est sur le label italien EIBON, label de qualité spécialisé
en dark ambient, gothic dark, et cold wave, qui n'est autre que le label
de Mauro Berchi de CANAAN que sort "Un mondo in me". Et si
le nom de NERONOIA n'évoque au premier abord rien, il est loin
d'être un premier jet créatif pour ses auteurs puisqu'il
s'agit en fait d'une collaboration entre CANAAN et COLLOQUIO, un groupe
de dark wave de EIBON, que personnellement j'avais découvert
sur la compilation Dissolution Farhenheit (1997) mais qui existe depuis
1993 ayant sorti plusieurs cassettes albums et deux cds. On retrouve
plus précisément tous les membres de CANAAN et Gianni
de COLLOQUIO, et en fait cette collaboration sur tout un album fait
suite à de précédentes collaborations sur les deux
derniers albums de CANAAN. Sur "The unsaid words", on retrouve
en effet Gianni au chant sur "Senza une riposta" et sur "Il
rimpiato"; c’est bien de ces précédentes collaborations
dont part NERONOIA, mais malgré une certaine proximité
avec CANAAN on ne pourra absolument pas confondre les deux puisqu'on
ne retrouve pas le chant atmosphérique et spirituel de Mauro;
celui de Gianni est très différent, et un peu rebutant
au début; très particulier, assez dans la lignée
de ces projets atmosphériques italiens, une voix à la
fois rauque, plutôt parlée, se voulant sensuelle, froide,
nostalgique, rêveuse, désenchantée, intimiste, beaucoup
de mots pour quelque chose de très sobre en fait, entièrement
chanté en italien, ce qui crée ainsi une autre atmosphère,
une atmosphère plus intimiste. Même si on retrouve des
sonorités propre et si agréablement typique à CANAAN,
l'ensemble tout en s'en rapprochant est différent ; les guitares
sont ici moins métalliques et moins en avant même si on
retrouve ces mélodies typiques et ces sonorités, qui ici
n'ont plus ce coté éthérée mais ont un coté
intimiste qui parfois devient glacial; en fait c'est comme si les morceaux
ambiant et les morceaux classiques de CANAAN se mélangeaient
avec une mise en avant des synthés. Sur les dix morceaux sans
titre, il y a du très bon comme la III mais aussi du moins bon,
parfois certaines mélodies ne sont pas terribles ou trop gentilles
mais toujours avec des sons spéciaux et prenants. Cet album est
donc du CANAAN avec une autre atmosphère, le lien entre les deux
projets est évident, et l'ensemble est très bon même
si je préfère CANAAN.
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- Gutsofdarkness.com -
'Neronoia est la coopération entre Canaan et Colloquio; Neronoia
est le miroir qui réflète la joie et la douleur avec la
même indifférence froide; Neronoia est la peur qui paralyse
par son toucher doux mais néanmoins implacable; Neronoia est
le mal que nous nous faisons à nous-mêmes; Neronoia est
la palette d'un peintre aveugle qui sans le faire exprès peint
toutes les couleurs avec les mêmes ombres de gris; Neronoia n'est
rien mais pour nous, c'est important'. Cette citation extraite du site
du groupe est on ne peut plus claire...D'ailleurs, à l'écoute
de ces dix pièces sans titres, l'influence Canaan (le dernier
opus notamment) s'avère des plus présentes...ces types
ont réussi à créer une version doom de la cold
wave: des tempis lents et pesants, des guitares baignées de spleen,
une voix à la fois distante et désenchantée, des
touches de clavier triste...Alors quelle différence ? Elle se
trouve dans une approche un brin plus expérimentale sur quelques
chansons (le morceau 5 notamment avec ses sons déformés,
son beat surétouffé...) et des nuances parfois légèrement
plus rauques sur le chant. Pour le reste, c'est cette même implacable
grisaille qui nous envahit les oreilles, cette alternance de passages
mélancoliques et de cassures plus atmosphériques...le
plus curieux est qu'en dépit d'un aspect très linéaire
au niveau des compos, le charme agit. Je ne dis pas qu'on ne ressent
pas quelques longueurs, c'est le cas à la longue, mais globalement,
ce spleen a quelque chose d'intimiste et de vaporeux qui donne envie
d'écouter. Assurément, Neronoia plaira aux fans de Canaan,
à moins que ces derniers trouvent les deux formations trop similaires...Pour
ceux qui ne connaissent ni l'un ni l'autre, écoutez sans à
priori.
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- Musikansich.de -
Neronoia, das ist eine Kooperation der Bands Canaan und Colloquio. Un
Mondo In Me ist deren Erstlingswerk aus dem Jahr 2006 und bietet eine
großartige Mischung aus Dark Wave und Ambient mit etwas Dark Metal
Einflüssen. Musikalisch ist man eher bei Colloquio zu Hause als
bei Canaan, was sicherlich an Sänger Gianni Pedretti liegt. Ein
großer Einfluss dürfte auch Tiamat in ihren ruhigen atmosphärischen
Momenten sein.
Die Musik zeichnet sich durch eine enorm düstere melancholische
Atmosphäre aus. „Neronoia ist der Spiegel, der Glück
und Schmerz mit derselben kalten Gleichgültigkeit reflektiert.“
Das ist nur eine der Aussagen der Band, die genau beschreiben, wie die
Musik klingt. Noch deutlicher wird es, wenn die Musik als „die
Farbpalette eines blinden Malers, der unbeabsichtigt alle Farben mit
denselben grauen Schattierungen malt“ beschrieben wird. Nur scheint
hier das Grau beabsichtigt, was auch das edle Artwork in schwarz und
weiß unterstreicht.
Die Musiker machen also alles andere als fröhliche Musik. Viele
Flächen aus den Synthesizern, etwas Bass und Drums oder Drum-Loops,
etwas düstere Gitarrenklänge und schließlich darüber
der wunderbar düster bedrohliche (Sprech-) Gesang. Neronoia gelingt
auf Un Mondo In Me große Kunst. Um nicht davon abzulenken wurden
die Titel einfach durchnummeriert. Die italienische Sprache hilft zusätzlich,
die Atmosphäre zu kreieren, die Neronoia beabsichtigt. Absolut
empfehlenswert!
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- Necroweb.de -
Die italienische Band Neronoia veröffentlichte bereits 2006 ihre
erste CD "Un Mondo In Me". Das diese Cd erst jetzt, drei Jahre
nach ihrem Erscheinen hier bewertet wird, liegt daran das Eibon Records
sie uns jetzt zur Verfügung gestellt hat. Die damals als Sextett
gegründete Band ist eigentlich eher ein Joint Venture aus der kompletten
Gruppe von Canaan und dem Sänger Gianni Pedretti von Colloquio.
Um es gleich im voraus zu sagen, clubtaugliche Lieder wird man auf dem
Silberling vergeblich suchen.
Der leise, fast schon flüsternde, Gesang von Gianni kombiniert
mit den Synthesizer- und sparsamen Gitarrenklängen schaffen eine
fast schon kunstvolle melancholische Klangkulisse, die teilweise bedrohlich
wirkt. Durch geschickten Einsatz der Instrumente schaffen sie es immer
wieder die entstehende Schwermüdigkeit nicht in eine Morbidität
abrutschen zu lassen sondern immer einen kleinen Hoffnungsschimmer aufzuzeigen.
Es ist ein sehr emotionales Werk das in die Tiefe, oder auch Abgründe,
des Menschen zu gehen versteht. Selbst nach mehrmaligen Anhören
wird man immer wieder neue Nuancen entdecken. Das die, komplett auf
italienisch gesungenen, Lieder keine richtigen Titel sondern nur mit
römischen Ziffern gekennzeichnet sind, erwecken den Eindruck das
es sich um ein Experiment handelt oder Teil eines größeren
musikalischen Werkes ist.
Fazit: Gut gemachte CD, definitiv aber nur was für Menschen die
sich auch mal abseits des derzeitigen "Gothic-Mainstream"
bewegen und mal wieder ruhige, langsame Musik, mit Tiefgang genießen
wollen.
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- Heavyhardes.de -
Manchmal wird man ja noch überrascht. Meistens zwar eher negativ,
doch es gibt auch hin und wieder Lichtblicke, auch wenn sie sehr rar
gesät sind. Einer dieser Lichtblicke ist die hier besprochene CD,
obwohl "Lichtblick" im Zusammenhang mit der Musik von Neronoia
ein eher deplatziert wirkender Begriff ist.
Denn das, was die fünf Italiener auf Un Mondo In Me da fabrizieren,
ist nicht blendend hell oder wenigstens etwas aufgehellt, nein, hier
herrscht Schwärze, Dunkelheit, Düsternis vor. Dark Ambient
könnte man den Stil nennen oder Dark Wave, auch ein wenig Industrial-Einflüsse
tauchen hier und da auf und an ein oder zwei Stellen scheint es etwas
doomig durch. Ja, das "Tempo", wenn man es denn überhaupt
so nennen darf, bewegt sich hier in den untersten Regionen, zähflüssig
wie langsam erkaltende Lava quillt die Musik der Band aus den Boxen.
Aber dabei klingt die ganze Sache nicht verzweifelt oder weinerlich,
sondern sehr entspannt und locker. Die Musik lädt ein, sich in
einem dunklen Zimmer zurückzulehnen, die Augen zu schließen
und ein Glas (vorzugsweise extrem dunklen) Rotwein zu genießen.
Es hat bei mir eine Zeit lang gedauert, bis ich in die CD hineingefunden
habe, aber wenn man die Anfangshürden genommen hat, breitet sich
eine faszinierende Klangwelt vor dem Hörer aus, die ihn in ihren
Bann zu ziehen versteht. Ein atmosphärisches Keyboard verbindet
sich mit zarter melodischer Gitarrenarbeit zu einem fesselnden Ganzen,
bei dem der Beitrag der Rhythmusgruppe auf reine Unterstützung
beschränkt. Nein, mit Metal hat das hier nichts zu tun, aber das
muss es auch nicht, um mir zu gefallen. Die Lyrics sind komplett in
Italienisch gehalten, ich habe also keinen blassen Schimmer, worum es
hier eigentlich geht. Aber das ist auch völlig egal, die Musik
erzählt ihre eigene Geschichte. Und die zieht sich über den
gesamten Tonträger hin, so dass die Tatsache, dass alle Tracks
nur mit Nummern betitelt sind und kein eigenes Gesicht erhalten, überhaupt
nicht störend wirkt, sondern ganz im Gegenteil die Homogenität
des Werkes dadurch nur noch betont wird. Dafür muss ich, was die
Produktion betrifft, leider Minuspunkte verteilen, denn hin und wieder
verschwinden die Höhen einfach im klanglichen Nirwana, während
an anderer Stelle dafür ein Rauschen im Hintergrund auftaucht,
das mich unweigerlich an die "guten alten Zeiten der Musikkassette"
erinnert.
Das ganze Werk ist keine Musik für Zwischendurch, die CD verlangt
Zeit und Aufmerksamkeit sowie (wohl am Wichtigsten) die richtige Stimmung
vom Hörer, aber dann belohnt sie ihn mit einer Reise in ganz besondere
Welten. Ich habe keine Ahnung, wie diese Platte im Vergleich zu ähnlichen
Alben zu bewerten ist, dazu fehlen mir einfach die Vergleiche. Deswegen
verzichte ich mal auf eine Punktewertung, persönlich sehe ich sie
irgendwo zwischen vier und fünf Pünktchen, auch wenn die CD
mit Metal ungefähr so viel zu tun hat wie George W. Bush mit einem
Staatsmann...
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- Paranoidmusickarmy.mforos.com -
Joder, menos mal que aprendí los números en romano en
el colegio... para empezar: ¡no tienen ni títulos las canciones!
Pero da igual... podemos con eso y mucho más.“Neronoia”, el nombre
del grupo lo dice todo.... empieza muy interesante, la verdad... diferente
a lo que he escuchado anteriormente... original con toques doom... la
producción es buena... está bien conseguida la ambientación.
Eso sí, me recuerda un poco a una balada italiana narcótica,
algo así como un chill out con atmósfera doomera... algo
que sólo estaría bien escuchar fumándote el tercer
porro en una tetería de Barcelona a la luz de las velas. La primera
canción, cuando ya te has acostumbrado al rollito: se acaba...
eso que pensaba que en estos discos, cada canción duraría
por lo menos diez minutos... la segunda tiene un comienzo así
como teatral... lo malo es que no entiendo lo que dicen... así
podría decir algo acerca de las líricas.... la canción
ya es mucho más pastelosa que la primera... esa no me gustó..Siguiente!
comienzo organístico, luego guitarrero y luego, de nuevo un poco
el mismo estilo, pero esta canción ya es otro rollo, algo
más gotiquillo, mejor calidad, nada comercial... me quedo con
la tercera...Diría que va mejorando conforme pasan los minutos...
se vuelve más interesante... la cuarta ya es misterio con un
halo algo vampírico, mucho más tétrico y decadente....
Estos chicos van calentando el disco, se va notando paulatinamente el
efecto gótico y narcótico.... Hay que escucharlo entero
antes de decidir... si nos quedamos a las puertas quizá no le
demos la nota que merezcan...Buah, la sexta ya se sale, el comienzo
es brutal! Definitivamente me quedo con el disco y le damos buena nota...El
resto de canciones, todas diferentes unas de otras exceptuando por los
tiempos, son dignas de escuchar, una neronoia, quiero decir: una paranoia...La
séptima es muy triste y tétrica, te lleva a ese rollo
depresivo que tantos les gusta a algunos, perfecta para ahogar las penas.La
antepenúltima es más mística, algo así como
alienígena, la penúltima tiene una caída más
comercial, al estilo de las primeras, y de la última diremos
que como toque final la canción es perfecta, de las más
originales de todo el disco y eso que cada una es original de por sí.
Para los que les guste el estilo, merece la pena escucharlo. No olvidemos
que con Neronoia tenemos el placer de escuchar a Mauro, vocalista de
Canaan, por lo que es inevitable alguna comparación que otra
con los temas más narcóticos. Dark rock a tope.
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- Bat-Cave.pl -
Neronoia jest projektem powstalym w wyniku wspólpracy dwóch
wloskich zespolów Colloquio oraz Canaan - zespolu nieco bardziej
znanego wsród milosników ambientowych dzwieków.
Neronoia to ciekawe polaczenie ambientu z eterycznym wokalem, sam zespól
mozna nazwac mroczniejszym obliczem Canaan, które nie boi sie
muzycznych eksperymentów.
Na " Un Mondo In Me " atmosfera budowana jest w oparciu o
przestrzenne dzwieki klawiszy, delikatne, subtelne brzmienie gitar i
ospaly rytm perkusji, calosc w polaczeniu z tekstami w jezyku wloskimi
oraz narracyjnym wokalem Mauro, przechodzacym momentami w szept daje
naprawde zaskakujacy efekt.
Same kompozycje sa zlozone, melodyjne, pelne muzycznych "smaczków"
oraz zabaw z dzwiekiem, calosc jest dopracowana, od samego poczatku
" Un Mondo In Me " slychac ze nie mamy do czynienia z muzycznymi
"nowicjuszami".
Mimo iz muzyka zespolu jest pelna smutku, momentami wrecz depresyjna,
to jednak na koncu tego ponurego tunelu znajduje sie swiatelko nadziei.
Ja muzyke zawarta na albumie " Un Mondo In Me " (z wloskiego:
"Swiat we Mnie") traktuje jako pewien rodzaj muzycznego katharsis,
w sam raz do zamkniecia sie wsród czterech scian i wyciszenia.
(woodraf )
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