|
Cancroregina - (Francesco Gentile..Twilight
Zone)
Eugenio Maggi esordisce su Immanence
con questo progetto darkambient elaborato e molto intrigante. Durante
l'ascolto dei 5 pezzi che compongono l'album siamo dirottati in territori
austeri e aridi, un intrigo di elegiache forze magistralmente focalizzate
dalle elaborazioni dell'autore. Si percorrono un po' le esperienze messe
in luce da grandi artisiti quali Wilt, Nothing o Ellende giusto per citarne
alcuni, vocazioni caustiche che analizzano ed enfatizzano i meandri oscuri
dell'essere e delle sue infinite paure. Paure proiettate in ambienti grigi
e desolati, abitati da meccanismi inerti e visitati da ombre sfuggenti,
macerie in perenne dannazione che si abbandonano all'oblío dell'alterazione
percettiva. Paesaggi alienanti che compaiono con le prime dissolvenze
kafkiane di "Oficio De Tinieblas", caratterizzata da echi metallici
e trasparenze aurali. Si prosegue il tragitto con "A Seeding of Ghosts",
dissonanze più prestanti torcono l'atmosfera sotto fatiscenti cupole
industriali. Presagi più lividi si inarcano nelle umide gallerie
di "Ad Infecta Loca", mentre schiere di frequenze volatili percorrono
in senso inverso quest'abisso informe. Quarta tappa ("Cancroregina")
forse più statica delle altre ma ricca di tensioni ipnotiche. "Sindrome
del Norte" si spacca in due, la prima parte evidenzia noisy turbolenze
irrequiete, poi, dopo una piccola pausa silente, sembra tornare l'astinenza
da corrosione, una crepuscolare sensazione di distensione e stallo dovuta
a suoni diradati e particelle levigate. Referti darkambient irreversibilmente
contaminati.
Eugenio Maggi debuts on Immanence with this complex and very intriguing
darkambient album. These five tracks divert us on austere and barren territories,
an intrigue of elegiac forces skillfully focused by the author's intuitions.
Listening reminds us of the works of Wilt, Nothing or just Ellende, caustic
vocations that analyze and emphasize the gloomy alcoves of the being and
his infinite fears. Nightmares projected into grey ambiences visited by
inert mechanisms and pale shadows, ruins in eternal damnation dissolved
in oblivious percetions. Alienating landscapes appear with the first Kafkian
fadings of "Oficio De Tinieblas", it's characterized by metallic
drones and aural transparencies. Second act with "A Seeding of Ghosts",
warp dissonances under destroyed industrial cupolas. Livid omens bend
in the humid galleries of "Ad Infecta Loca", while formations
of volatile frequencies run in inverse sense this shapeless abyss. "Cancroregina"
(the title-track) seems more static of the others but sure rich in huge
hypnotic tensions. "Síndrome Del Norte" is cracked in
two, the first part evidences unquiet noisy turbulences, then, after a
little silent pause, return the abstinence by corrosion, a crepuscular
feeling of stall due to thin sounds and smoothed particles. Darkambient
reports irreversibly contaminated.
[ Review list ]
|