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POST? In
realtà non si tratta di una raccolta ma di uno split tripartito fra "electro
hippies" provenienti da: Italia (!) e Portogallo, uno scambio che mancava
dai tempi in cui Ruy Barros fu comprato dalla Juventus. In apertura una ventina
di minuti di Bio, al primo ascolto il pezzo inizia nel modo migliore anche se
purtroppo dopo un po' tende a pasticciare ed alcuni momenti veramente buoni finiscono
per essere soffocati (alcuni intarsi ritmici e certi meccanismi a loop forse staccano
un po' troppo con il misticismo del resto della traccia). La nostra bandiera in
terra "do Portugal" è tenuta alta da Cria Cuervos, per chi avesse
sentito "Cancroregina" (recensito in precedenza su Post?-vedi n.7 n.d.r.)
sappiate che si tratta di una nuova recessione verso un'ulteriore perdita di "melodia"
(se in "Cancroregina" di melodia si potesse parlare). Anche per Eugenio
Maggi una traccia unica che supera i diciassette minuti: rumori appena intuiti
che vengono affiancati con moltissima calma da suoni che comunque rimangono in
secondo piano. Zoviet*France e Thomas Koner quando riducono l'uso dei "drones",
isolazionismo fu detto ed isolazionismo viene ripetuto: viaggio a ritroso verso
la posizione fetale, autismo, luce che si affievolisce fino scomparire. Nietzsche
l'avrebbe infilato nel suo I-pod per le sue passeggiate/meditazione all'aria aperta,
ne sono certo. The Beautiful Schizophonic a differenza di chi l'ha preceduto ci
consegna tre pezzi "drone" fino al midollo, con molta ironia potremmo
quasi affermare che a confronto di Bio e di Cria Cuervos si tratti quasi di pop,
certo, ma solo con molta ironia. Jorge Mantas aka The Beautiful Schizophonic lavora
di "droneing" e lo fa in modo molto efficace: tracce ben congegnate,
suoni laccati nel senso buono del termine e tempistica impeccabile. Questo sapiente
uso dei tempi fa si che Mantas riesca a dire tutto ciò che deve essere
detto senza aver troppa fretta e questo nonostante le tracce durino fra i cinque
ed i nove minuti (relativamente poco rispetto a molti altri suoi colleghi dello
stesso ambito). "Drones" che piovono da dentro, anche nei titoli (Her
heart is a room full of drones, Soul scanner, Girl in ecstatic peace).
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