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Andrea Ferraris - Post? (Italy)
Suppongo che molti di voi non abbiano mai sentito parlare di Cria Cuervos,
nonostante ciò con questo moniker Eugenio Maggi è già
alla seconda uscita e se siete fra quelli che ai cd-r associano copertina
approssimativa e grafica "pure peggio", Cancroregina è
la riprova del contrario (in fin dei conti è pure vero che l'inglese
Immanence è una vera e propria etichetta). Per quanto la parola
di per sé sia inflazionata e non significhi poi molto, "isolazionismo"
calza a pennello per un lavoro di questo tipo, la copertina stessa richiama
ad alcuni "epici" capitoli di Harris, Plotkin e Broadrick nella
stagione d'oro del genere (a metà degli anni Novanta): un'immagine
presumibilmente rubata da qualche libro di biologia o di medicina, visioni
da microscopio, esplorazioni endoscopiche ed in fin dei conti la grande
differenza fra isolazionismo e musica "ambient" non è
questa?...mentre la seconda è adatta al peregrinare in spazi aperti,
ad una fusione bucolica con l'ambiente circostante, la prima è
la ricerca di un ambiente più intimo, più appartato e quale
ambiente più isolato che non quello del proprio corpo? Kierkegaard
contro Hegel amici!. Passando allo specifico di questo cd potremmo dire
che per chi non è un novizio, il suono ricorda qualche lavoro come
"Eclipse" (Plotkins-Null), qualcuna delle tracce più
rarefatte degli Scorn, Final, Null, alcune delle cose meno "freak"
della Amplexus, i fasti della Subharmonic, quindi per quanto la cosa possa
sembrare strana, materiali più sonori di quanto non si possa credere,
più musicali che "concreti", più harrisiani che
"a la" Zoviet*France. "Oficio de Tinieblas", "A
Seeding of Ghosts", "Síndrome del Norte", credo
che i titoli siano più che eloquenti, altrettanto lo è la
musica: aree industriali dimesse, vecchie cave abbandonate, autunno che
diventa inverno, luce fioca di fine giornata e la sensazione che ogni
possibile soluzione sia fuori portata, ogni parola risulta superflua.
Se dal un punto di vista di un aficionado, pur non essendo neppure troppo
scolastico, Cria Cuervos può a ragion veduta essere considerato
molto all'interno di un "genere" (dura rinunciare alle categorie
e me ne scuso) specifico, gli auspici non possono essere migliori, anzi
come per Maledetto Ottave ci si trova di fronte ad un disco che sovrasta
metà dell'immondizia che tutti i mesi vedete recensita un po' ovunque.
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