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Giuseppe Verticchio (SANDS): Cría Cuervos/Sparkle
In Grey - The coldest january (2004)
Nell'attesa e nell'auspicio di
poter presto vedere questo nuovo 'split' effettivamente prodotto in forma concreta
su supporto CD o CD-R da qualche valida etichetta del settore, che sappia valorizzare
appieno tale proposta musicale e rendere giustizia allo sforzo e al lavoro operato
da Crìa Cuervos e Sparkle in Grey, i due artisti hanno desiderato mettere
generosamente a disposizione degli utenti della rete i due lunghi brani che costituiscono
questo lavoro, ora liberamente scaricabili in formato MP3 al link sopra riportato... Per
chi già non li conoscesse, dietro le sigle "Crìa Cuervos"
e "Sparkle in Grey" si celano in realtà rispettivamente gli italianissimi
Eugenio Maggi, avente già all'attivo un ottimo lavoro d'impronta dark-ambient
pubblicato dalla Immanence ("Cancroregina"), e Matteo Uggeri/Hue, artista
poliedrico e attivissimo musicalmente da molti anni attraverso diversificati progetti,
tra i quali Normality Edge (e ricordiamo in proposito lo spettacolare box di 5
CD-R + 1 "Inner Photographs" già prodotto dalla Afe Records...),
Der Einzige, Norm, Human Against Hope, Sparkle in a Voice, e lo stesso Sparkle
in Grey, sigla con la quale sarà presto pubblicato in versione doppio CD-R
dalla Afe Records il sempre valido "The Echoes of Thiiings" in abbinamento
a "Fadiiing Echoes", un altro CD-R contenente dei remix di altri vari
artisti. "The Coldest January", come il titolo fa presagire, ci propone
due tracce, piuttosto omogenee e coerenti stilisticamente nonostante si tratti
di brani di artisti diversi, nelle quali prevalgono sonorità e atmosfere
fredde ed essenziali, malinconiche e solitarie, sottilmente inquiete nella loro
apparente "placida" staticità, nell'apparente leggerezza e nel
solo apparentemente innocuo silenzio che l'immagine della caduta di silenziosi
fiocchi di neve sembra suggerire, quando invece ogni cosa viene lentamente e inesorabilmente
coperta, nascosta e dimenticata sotto la spessa coltre bianca, quando l'immagine
di un paesaggio candido, immobile e immacolato sembra, per contrasto, amplificare
ogni nostra inquietudine e incertezza interiore, sembra scuotere i nostri pensieri
e trascinare la nostra mente ancora più in profondità, nei meandri
più scuri e incomprensibili delle nostre paure più remote, delle
nostre angosce sconosciute, dei nostri timori e dei nostri incubi mai risolti
e mai superati... ll senso di gelo, solitudine e di vuoto assoluto evocato da
Crìa Cuervos attraverso crepitìi elettronici, sibili acuti, scricchiolìi,
pulsazioni di basse frequenze e ricorrenti segnali di impulsi telefonici (unico
elemento di presenza umana in un paesaggio altrimenti consegnato all'immobilità
del gelo e di una natura immobile ed impenetrabile) appare devastante... E
se i 22:34 minuti del brano Enero/Sinopia di Crìa Cuervos sembrano descrivere
perfettamente il panorama esterno, l'immensità dello spazio e al tempo
stesso i dettagli di un paesaggio fatto di lastre di ghiaccio, flussi d'acqua
che solcano la neve, scorrono e gorgogliano sotto strati trasparenti, gocciolii
ritmici d'acqua provenienti da colonne di ghiaccio che si liquefanno, i rimanenti
19 minuti di That January When..., brano di Sparkle in Grey, sembrano invece descrivere
il medesimo ambiente attraverso gli 'spazi' interiori, le emozioni, i pensieri
e gli impulsi dell'uomo che, forse dal vetro della finestra di un ambiente domestico
apparentemente più rassicurante, osserva e 'vive' in silenzio e solitudine,
il medesimo peasaggio... E qui allora anche la musica si fa più variegata...
Segue il flusso confuso e indecifrabile della mente e dei suoi pensieri, le sue
immagini, i ricordi, i 'flash'... I suoni si fanno più diversificati, i
movimenti più imprevedibili... Le atmosfere alternano attimi più
'lieti' e pacatamente 'solari', discreti elementi melodici, sprazzi di luce e
serenità, a momenti più inquieti, ora più sospesi, ora più
carichi di tensione, ora più stranianti, ora di surreale, compiacente,
gratificante abbandono... Non so se con queste mie parole sono stato in grado
di descrivervi in modo efficace il contenuto sonoro di questo lavoro, e a trasmettervi
in modo adeguato le emozioni che ho provato nell'ascoltarlo... A dire il vero
non posso essere neanche certo di aver colto pienamente nel segno, e di avervi
descritto effettivamente ciò che Crìa Cuervos e Sparkle in Grey
intendevano evocare e descrivere, o se invece sono stato in grado soltanto di
trasmettervi la proiezione di ciò che questa musica, nell'ascoltarla, ha
evocato in me, nella mia mente, nel mio cuore e nel mio immaginario... Ad ogni
modo, se amate i paesaggi ghiacciati e la solitudine, o se, avendolo desiderato
o meno, scenari invernali e innevati vissuti in solitudine fanno parte dei ricordi
di qualche particolare momento della vostra vita, procuratevi "The Coldesty
Januay" e lasciatevi 'catturare' dalle emozioni che i suoni contenuti saranno
sicuramente in grado di suscitarvi... Se invece, come me del resto, amate il
caldo, il sole, il mare e il clima tropicale, e 'rabbrividite' letteralmente anche
soltanto ad osservare l'immagine della copertina di questo lavoro... procuratevi
lo stesso "The Coldesty Januay" e scoprirete che anche la neve, il freddo
e il gelo hanno in fondo il loro grande e profondo fascino...
Giuseppe
Verticchio
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