Leitfossilien (2005) - (Oltre il Suono)

Una conferma per Crìa Cuervos, che con questo nuovo "Leitfossilien", prodotto dall' etichetta belga Mystery Sea, prosegue la propria ricerca musicale in territori al confine tra il genere dark-ambient d'impronta statica-amelodica e isolazionismo. Un' unica lunga traccia della durata di circa 34 minuti, costruita con drones, sibili, registrazioni ambientali elaborate elettronicamente, suoni naturali, atmosfere cupe e strane ambienze ricostruite con grande precisione e ricchezza di idee, seppure in un contesto para-statico e, solo in apparenza, molto minimale. Si apprezza in particolar modo la scelta dei suoni, ben miscelati tra loro, ricchi di vibrazioni armoniche e piuttosto "corposi" nella loro sempre apparente essenzialità, mai eccessivi, estremi o invadenti, nè troppo glaciali, sintetici o "asettici", in grado di trasmettere emozioni senza ricorrere nè a rumorismi troppo marcati, nè a suoni ed effetti "speciali", nè a strutture melodiche e "suoni" più propriamente detti, d' impronta più evidentemente musicale... Il brano evolve perfettamente nel tempo, con grande fluidità ed efficacia, i passaggi sono ben costruiti, misurati, legati tra loro. Il tutto risulta molto equilibrato, curato ed evidentemente "ponderato" anche nei minimi dettagli, nei missaggi, nei tempi, nella dinamica... Con "Leitfossilien" Crìa Cuervos supera sicuramente i già validi risultati ottenuti con il precedente "Cancroregina", evidenziando come, in un' area musicale piuttosto "affollata" da artisti, talvolta anche sicuramente più "blasonati", che solo raramente riescono ad emergere dalla diffusa mediocrità (alcuni presenti anche in "casa" Mystery Sea) vuoi per mancanza di idee e personalità, vuoi per eccessiva "leggerezza" e autoindulgenza nel comporre e proporre la propria musica, vuoi per semplice scarsa capacità artistica e/o tecnica, sia invece ancora possibile trovare artisti in grado di concepire e realizzare lavori di grande spessore e di estremo interesse, con un impegno, un'attenzione, una cura ed una "professionalità" che sicuramente supera anche quella dei veri professionisti, solitamente intenti a far musica, appunto, più per professione che non per reale, libera e assolutamente incondizionata vocazione ed istintiva, naturale esigenza espressiva. Se debbo ancora aggiungere qualcosa... posso solo esortarvi a procurarvi "Leitfossilien" e ad ascoltarlo a volume ragionevolmente sostenuto, per poterne apprezzare al meglio dettagli e sfumature, con il vostro migliore impianto stereo o con una buona cuffia: sono assolutamente certo che non potrete rimanerne delusi...

Giuseppe Verticchio





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